Alpina e Dialexis promuovono un’azione per delle tecnologie europee più rispettose delle esigenze dei cittadini

Sta divenendo di giorno in giorno più evidente che iI 2014 sarà un anno decisivo, per l’Europa, sotto vari punti di vista, ma soprattutto per il suo rapporto con le nuove tecnologie.

Ricordiamo, infatti:

PER CIO’ CHE RIGUARDA LE ISTITUZIONI:

  • le Elezioni Europee;
  • il “Semestre Italiano”;
  • le reazioni alla proposta della Commissaria Reding, di costituire un’”Intelligence Europea”;
  • l’adozione delle concrete decisioni di finanziamento per i programmi europei Culture e Horizon 2020;
  • la finalizzazione: (a) del rapporto degli istituti di ricerca europei circa i risultati del progetto europeo RoboLaw, destinato a costituire la base delle previste guidelines in materia di leggi sulla robotica; (b) del regolamento sulla protezione dei dati sensibili(GDPD);(c) delle trattative sul “Safe Harbor Agreement”;(c) il rapporto del Consiglio d’ Europa sulle tecniche investigative digitali;
  • la prevista chiusura del procedimento della Commissione contro Google;
  • la prevista entrata in vigore della risoluzione delle Nazioni Unite, caldeggiata, fra gli altri, Germania e Francia, che condannerà lo spionaggio elettronico ;
  • la prevista discussione della proposta italiana di una “Google Tax”.

NELLE RELAZIONI TRANSATLANTICHE:

  • l’entrata nella fase operativa, in America (anche grazie all’inaugurazione effettiva dei nuovi enormi servers di Salt Lake City), dei progetti BIG DATA, BRAIN e DIGITAL FRIEND. Questi progetti convergono in un’unica tendenza (il POSTUMANISMO”), avente l’obiettivo dichiarato di incidere in modo irreversibile sulla stessa struttura ontologica dell’Umanità;
  • la finalizzazione delle trattative fra USA e UE di un “PACCHETTO” negoziale comprendente, fra l’altro:

(a) il Trattato Transatlantico di Libero Scambio e sulla protezione dei dati sensibili degli Europei(TTIP);

(b)il promesso coordinamento con gli accordi fra USA e singoli Stati Membri.

NELL’ ECONOMIA MONDIALE

  • L’ingresso della Cina quale produttore leader in molti settori tecnologici di punta, come per esempio quelli dei computer, degli armamenti, del web, del ferroviario, delle nuove energie, come pure dell’ industria cinematografica;
  • Il sorpasso, da parte dello Yuan, sull’ Euro; da parte di Alibaba, di Amazon e E.bay messi insieme, da parte di Naver, Yandex e Baidu, di Google sui mercati sudcoreano, russo e cinese;
  • La ri-localizzazione in America e in Giappone di molte produzioni tradizionali;
  • L’assenza di una chiara risposta dell’ Europa in tale nuova divisione internazionale del lavoro;
  • le trattative, annunziate al vertice Cina-UE di Pechino, per un Trattato commerciale Cina-UE, parallelo al TIPP (di seguito collettivamente definiti “i Trattati di Libero Scambio”);
  • il follow-up delle risoluzioni ITU di Dubai su ICANN e Cybersecurity;
  • il tentativo, da parte della IETF, di riprogettare l’intero Web per renderlo più sicuro.

Già solo la mole dei problemi da risolvere dimostra quale sia l’urgenza di avere finalmente, in un modo o nell’altro una vera “leadership” europea, che invece, come denunziato autorevolmente per esempio da Fischer e da Schmidt nella loro intervista a Die Zeit, sembra drammaticamente mancare.

Apparentemente, l’elemento determinante di tutte queste evoluzioni in corso sembrerebbe essere costituito dalle polemiche euro-americane conseguenti al DATAGATE (che, di fatto, hanno scatenato questo nuovo interesse da parte dei politici e dell’ opinione pubblica europei).

A nostro avviso, invece, ancor più determinante per gli sviluppi del prossimo anno è il progetto scientistico (“la SINGULARITY”) perseguito dalle multinazionali dell’informatica in stretta connessione con il “Complesso Informatico-Militare” (la cosiddetta “SINGULARITY”, che ha le sue colonne in BIG DATA, DIGITAL FRIEND E BRAIN): “La “Singularity tecnologica”, o, semplicemente, ”la Singularity”, è un momento teorico in cui l’intelligenza artificiale sarà divenuta un’intelligenza sovraumana che cambierà radicalmente la civiltà umana, e, forse, la stessa natura umana”, accelerando al massimo la traslazione, già oggi in corso, delle qualità tipicamente umane (come la ragione, il lavoro, la decisionalità, la creatività, l’organizzazione, la cooperazione, la comunicazione, la memoria), dall’ Umanità verso un mondo macchinico centralizzato e, in particolare, informatizzato (algoritmi, servers centrali, cloud computing, reverse engineering, complesso informatico-militare, robot, droni,esoscheletri, ecc…-quello che Manuel de Landa ha chiamato “trasfusione senza spargimento di sangue”-). Il collegamento fra la SINGULARITY e il DATAGATE è dato dall’ intercambiabilità delle ideologie, delle tecnologie, dei leader e delle organizzazioni della “lobby” postumanistica con i vertici politici e i servizi segreti.

Quest’evoluzione ha reso obsoleti molti dei dibattiti passati circa lo “Sviluppo”, oltre che sulla “Bioetica”, in quanto non può più sfuggire a nessuno che, in un mondo dominato dall’ Intelligenza Artificiale e dai robot, “Fine della Storia” e “Fine dell’ Uomo” stanno divenendo vieppiù sinonimi. Anche l’incredibile tasso di disoccupazione costituisce un’avvisaglia molto concreta della sostituzione dell’ uomo con le macchine.

Al posto della “bioetica” subentrano ora, dunque, l’”etica digitale” e la “roboetica”.

In considerazione della complessità di questo scenario, si è tentato per la prima volta di collegare in modo sistematico, in questo nostro Programma, tre temi almeno in apparenza contraddittori, ma che, invece, nel discorso politico e mediatico quotidiano, non possono non essere, anche se disordinatamente, abbinati:

  • la comprensione e razionalizzazione delle infinite azioni avviate per la protezione della “privacy” degli Europei;
  • un inedito progetto per il Controllo Internazionale sulle Nuove Tecnologie;
  • una Politica Europea per le stesse, con particolare riguardo alla creazione di UN WEB EUROPEO.

Come ben rilevato dai Commissari Reding (Legale) e Barnier (Mercato interno), ambedue possibili candidati a Presidente della Commissione, solo un potere europeo che sia in grado di padroneggiare, a casa propria, le nuove tecnologie, potrà essere preso sul serio dagli altri poteri mondiali nelle trattative circa queste ultime. Nel caso dell’ ITC, è pacifico che l’ Europa non occupa un posto di particolare rilievo, come ci si aspetterebbe date le sue dimensioni e il suo PIL. In primo luogo, come ha rilevato qualcuno dei membri della delegazione UE di ritorno da Washington, per arrivare a fermare veramente lo spionaggio contro gli Europei, sarebbe necessario addirittura creare un, oggi inesistente, WEB EUROPEO, o, almeno, influenzare pesantemente le attività in corso all’ interno della comunità informatica mondiale. Infatti, ogni volta che facciamo una telefonata, la nostra comunicazione passa come minimo attraverso un centro di ascolto Echelon, una cabina di intercettazione presso un provider o un cavo internazionale hackerato, inoltre, ogni consultazione di Internet o e.mail passa anche dal provider, che eventualmente vende i dati a società commerciali o servizi segreti.

Le vicende che stiamo attraversando, incidendo sulla stessa sopravvivenza dell’ Umanità, non possono essere affrontate, come fino ad ora avvenuto, con approcci meramente settoriali (sicurezza, libertà, privacy, politica economica), bensì solo partendo da un salto di qualità di quel “PRINCIPIO DI PRECAUZIONE” che ispira le varie attuali normative internazionali. L’Europa ha svolto fino ad ora, a questo proposito, il principale ruolo propulsivo, come nei casi dei Protocolli di Kyoto degli OGM, di Echelon, della riforma dell’Unione Mondiale delle Telecomunicazioni e della privacy, giungendo fino all’emanazione di una Comunicazione sul Principio di Precauzione  e a finanziare progetti per la sua messa in pratica. Purtroppo, tutti questi sforzi si sono poi conclusi con un completo fallimento a causa dell’ arrendevolezza delle nostre Autorità. In definitiva, l’ Europa dovrà, a nostro avviso, imprimere, alla propria azione, un nuovo, più energico impulso, prendendo atto delle novità, buone o cattive, segnalateci dal DATAGATE e dalla SINGULARITY, e inserendo il tutto in una visione organica e proattiva, anche quale “LEVERAGE” PER UNA NUOVA, DIVERSA, CULTURA E POLITICA EUROPEA.

L’urgenza di questo nostro programma di un’Iniziativa Europea per le Nuove Tecnologie nasce, fra alcuni soggetti della Società Civile, dalla consapevolezza dell’enormità delle questioni in gioco, e si dovrebbe articolare inizialmente in due manifestazioni e in un documento. L’obiettivo sarebbe quello di avviare la costituzione in Europa di un coordinamento permanente su questi temi, dello stesso tipo (anche se con specificità “nazionali” differenti, e con oggetti parzialmente diversi) del movimento americano “STOP WATCHING US”.

Tutto ciò porta all’esigenza di un totale ripensamento delle politiche europee verso le nuove tecnologie (e non solo), che coinvolga i diversi settori della vita dell’ Europa: (i) diritto internazionale; (ii) le organizzazioni internazionali; (iii) i rapporti euroamericani; (iv) i Trattati Europei e l’ordinamento giuridico europeo; (vi) l’economia europea; (vii) le industrie high tech; (vii)le politiche industriale, estera e di difesa; (viii) le politiche culturali; (ix)le finanze dell’ Europa; (x)l’antitrust.

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