IL RUOLO DEI LAVORATORI NELL’ ERA DELLE MACCHINE INTELLIGENTI

La sfida più pesante che l’evoluzione delle Macchine Intelligenti nella direzione dell’ Intelligenza Artificiale pone all’ Umanità è la sua capacità di autonomizzarsi dall’ uomo stesso, al punto da poter fare a meno di quest’ultimo. Sembra una prospettiva improbabile e lontana, eppure il ruolo centrale delle macchine nella vita dell’ uomo si è accresciuto ad un ritmo dempre più acdcelerato: da qualche isolato mulino o telaio meccanico a finev Ottocento, per passarem, nell’ Ottocento, ai motori a vapore e alle grandi fabbriche manchesteriane, fino alla guerra meccanizzata, alla bomba atomica, ai missili, allo Hair Trigger Alert, e, ora, i computer, il web, i social networks, l’Intelligenza Artificiale, i cyborg, i robot, i Big Data. Oggi si sta già lavorando alla clonazione umana, all’interfaccia computer-cervello, alla “quasi immortalità”.

In questo contesto, i primi a risentirne sono i lavoratori, del braccio e della mente, il cui lavoro è stato sempre più automatizzato, poi reso superfluo, fino a rendere la sottoccupazione un fenomeno generalizzato, tanto fra i “colletti blu”, quanto fra i “colletti bianchi”. La crisi generalizzata, particolarmente forte in Europa, dove non esistono le multinazionali del web, che non vi pagano neppure le tasse, tende inevitabile un radicale movimento sociale, che metta nuovamente l’uomo al centro dell’economia, attraverso un radicale upskilling di tutta la società.

THE EUROPEAN TECHNOLOGY AGENCY

WITH THE PROPOSALS OF ASSOCIAZIONE CULTURALE DIALEXIS FOR THE CONFERENCE ON THE FUTURE OF EUROPE

La difficoltà con cui le istituzioni dell’Unione Europea hanno dato seguito all’annunzio, fatto da Ursula von der Leyen, fino dalla sua nomina, di una Conferenza sul Futuro dell’Europa, anche prima dell’esplosione della crisi del Coronavirus dimostrano che, al vertice dell’Unione, e, soprattutto, fra i Governi, vi è un profondo disaccordo sul futuro dell’Europa. Lasciando per un momento da parte tanti altri temi scottanti che certamente impatteranno profondamente sul futuro del nostro Continente, questo libro si concentra su uno di essi, che, a nostro avviso, condiziona tutti gli altri: quello della politica tecnologica, divenuta centrale in un momento storico in cui tutto, dalle decisioni strategiche al contrasto alle epidemie, dall’intelligence alle elezioni, dalla cultura alla difesa, dai rapporti personali ai movimenti sociali, è affidato all’informatica. La tesi dell’ autore, basata, allo stesso tempo, sull’esperienza di management nei settori di punta dell’ industria europea, sulla sua formazione umanistica e multiculturale e sulla sua fede europeistica, è che, per permettere all’ Europa di recuperare, rispetto ai suoi concorrenti, i molti decenni perduti in campo tecnologico, accorra porre i mille rivoli dell’ attività tecnologica in Europa e negli Stati membri, “sotto il cappello” di un’unica organizzazione, che abbia la visibilità sul significato della tecnica nella cultura europea, sullo sviluppo e dei dibattiti e sulle ricerche in tutto il mondo, sulle implicazioni antropologiche, militari, culturali ed economiche dell’ affermarsi della società delle Macchine Intelligenti.