Proposte per la legislatura 2014-2019

Il 22 Maggio 2014, avranno luogo le elezioni europee, in un momento drammatico, caratterizzato da:

  • tensioni geopolitiche e militari gravissime in Europa Centro-Orientale e in Estremo Oriente;
  • l’intensificarsi della lotta a livello mondiale contro la Società del Controllo Totale;
  • un declino dell’ Europa che sembra inarrestabile;
  • la volontà diffusa di riprendere il cammino dell’ integrazione, spezzato dall’assurdità delle scelte europee degli ultimi 25 anni, e dalla conseguente rinazionalizzazione delle politiche europee.

Eppure, fino al 1° Gennaio 2014, dai Partiti Europei, non abbiamo ottenuto nulla più che la candidatura di Martin Schulz come candidato del PSE, e un fantomatico  manifesto del Front National, ma non invece la seppur minima informazione circa i loro programmi  né le loro alleanze, né sugli altri candidati. Lo stesso programma tedesco di governo non contiene che poche, e non significative, parole a questo riguardo.

Certo, la maggior parte degli uomini politici afferma di voler rilanciare l’integrazione europea, e perfino gli Euroscettici dicono di volerla ricostruire su nuove basi, ma né gli uni, né gli altri, sono in grado di proporre se non idee, personaggi e soluzioni che sono state più volte tentate, ma senz’alcun risultato.

Vi è quindi il forte rischio che i programmi che ci saranno presentati siano solo rifritture di facciata elaborati all’ultimo momento, che le alleanze vengano fatte ex-post solo per motivi di numeri e di poltrone, che i candidati siano scelti più per ragioni di politica interna che di politica europea.

Poiché riteniamo invece che sia impossibile prescindere da una politica, che l’organizzazione politica richieda un legame con il territorio; che le tensioni a rendano impossibile ai territori di contare nelle grandi scelte se non hanno la necessaria dimensione culturale, territoriale, demografica, economica e militare, riteniamo che sia necessario il rilancio della “Grande Politica” in Europa, senza essere vincolati ad alcun binario prestabilito.

In base a queste considerazioni, la nostra Associazione si è presa la briga di raccogliere una serie di considerazioni sui vari punti scottanti della politica europea, focalizzando l’attenzione soprattutto sulle possibili soluzioni ai problemi più urgenti, che, a nostro avviso, sono:

  • l’Identità Europea,
  • i rischi delle nuove tecnologie,
  • il declino economico e sociale.

Abbiamo anche tentato di prendere in conto i prgrammi di altre associazioni, ove necessario citandoli e criticandoli motivatamente. Ci sembra per altro che nessuno abbia affrontato i veri problemi e le vere urgenze, operando il solito “ collage” di vecchie affermazioni ideologiche.

Ovviamente, questi appunti non sono brevettati. Anzi, vengono diffusi quanto più possibile nella speranza che i partiti e i candidati se ne ispirino. Non ci illudiamo per altro che i diversi Partiti Europei e i  singoli candidati li facciano propri, e, d’altro canto, ci sarebbe davvero da preoccuparsi se tutti i partiti europei condividessero fra di loro tutti i punti di vista (come invece oggi molti vorrebbero, perché ogni idea, valore o soluzione che sconvolga l’attuale assetto del mondo viene non rifiutata, non combattuta, ma semplicemente ignorata). E, tuttavia, ci sembra di avere fornito, con questo sforzo, un utile promemoria di opinioni ortodosse, ma, soprattutto, eterodosse, partendo dal quale dovrebbe essere possibile avviare un costruttivo confronto.

copertina 100 tesi (1)

INDICE 100 TESI PER L’EUROPA

1. Il 2014 è un anno decisivo
PARTE PRIMA: L’IDENTITA’ EUROPEA 1
2. Non è possibile alcun’ integrazione dell’ Europa senza un’
Identità Europea
3. Ripartire dai Padri Fondatori.
4. Non c’è alternativa all’ Europa
5. “Le critiche nei confronti della UE non sono affatto antieuropee,
al contrario.”(Schulz)
6. L’Europa deve fare i conti con la propria storia
7. La storia d’Europa non è univoca
8. La repressione della Privacy deriva dall’Equilibrio del Terrore
9. Il mondo si sta difendendo contro l’omologazione tecnocratica.
10. L’EUROPA NON PUÒ ESSERE SOLO ECONOMIA
11. L’Europa rischia di divenire uno Stato totalitario
12. L’ idea di “Occidente” è una sintesi di integralismi messianici
13. L ‘Europa Globalizzata è sostanzialmente nemica della Pace
Perpetua
14. Prendere atto della decrescita.
15. Il ”Nord del Mondo” potrebbe (e dovrebbe) integrarsi, sì, ma su
un piede di parità.
PARTE SECONDA: PROPOSTE PER LA NUOVA LEGISLATURA
I. ACCELERARE L’INTEGRAZIONE EUROPEA

16. Il Movimento Europeo deve tornare a costituire la forza
propulsiva dell’ integrazione .
17. Chiarire nuovamente i rapporti tra Federalismo e Movimento
Europeo .
18. I Partiti Europei devono divenire parte integrante del
Movimento Europeo
19. Il “Semestre Italiano” dovrà darsi obiettivi strategici .
20. Semplificare e razionalizzare l’ “Europa a Cerchi Concentrici”
21. Sì alla leadership dei grandi stati Membri, no alla
rinazionalizzazione.
II. I “PRIMI CENTO GIORNI” 71
22. Coniugare progetti strategici e azioni immediate
23. Occorre fin d’ora una Presidenza forte
24. Urge una sede indipendente di riflessione .
25. Per la Politica Estera e di Difesa, occorrerebbe, inoltre, una
“Cellula di Riflessione” specifica.
26. Sottoporre ad attento scrutinio i nuovi trattati di libero scambio.
27. Occorrono investimenti d’urgenza “di qualità” / ”Intelligenti”
senz’attendere un nuovo (per quanto necessario) quadro di politica
economica europea.
28. E’ possibile e auspicabile un progetto urgente per le Alte
Tecnologie.
29. Un mandato non convenzionale al Presidente .
30. Un progetto d’urgenza per la cultura, il turismo e l’agricoltura,
destinato prioritariamente ai mercati dei BRICS .
31. Un mercato del lavoro basato su diritti, formazione, contratti a
lungo termine

PARTE TERZA: OBIETTIVI DI MEDIO-LUNGO TERMINE
I. LA RIFORMA DELLE ORGANIZZAZIONI
INTERNAZIONALI
32. Una lobby europea
33. Il federalismo mondiale non è un mondo angelico
34. Le Nazioni Unite dovranno “cambiare pelle”
35. La NATO e l’OCSE potrebbero costituire una Confederazione
Paneuropea .
36. Il Consiglio d’Europa potrebbe divenire la “Federazione fra le
Tre Europe”
37. L’Unione Europea dovrebbe tornare a chiamarsi “Comunità
Europea”.
II. IL PRINCIPIO DI SUSSIADIRIETA’
38. Attuare l’ Europa delle Regioni
39. Contrastare la “rinazionalizzazione” .
40. Le Macroregioni Europee dovrebbero definire aree omogenee,
che partecipino al governo dell’Europa.
41. Sfruttare tutte le potenzialità delle Euroregioni .
42. Rafforzare le Regioni, le Città e le campagne. .
III. LO “SPIRITO DELLE LEGGI” EUROPEE
43. Ribadire con chiarezza i diritti costituzionali.
44. La laicità è una conquista del Cristianesimo, e dev’essere quindi
con esso compatibile
45. Combattere l’omologazione del progetto postumanistico
46. Giuridicizzare il Principio di Precauzione.
47. Il disarmo in Europa come sottoprodotto del Controllo delle
Tecnologie

48. La forza dell’economia europea: il solidarismo.
IV. UN’AUTENTICA LOTTA PER I DIRITTI
49. Più modestia in materia di diritti
50. Le Dichiarazioni dei Diritti non sono “universali”, bensì
“subcontinentali” (Montaigne, Pascal, Montesquieu, Boas,
Benedict, Herskovits):
51. La Carta Europea dei Diritti: un’erosione dei diritti
costituzionali novecenteschi
52. Tornare a una politica di piena occupazione
53. Le Politiche sociali non possono ridursi agli “alti salari”.
54. Più che eguaglianza, meritocrazia .
55. L’”esportazione dei diritti umani” sta provocando guerre,
stragi, dittature, integralismi e immigrazione selvaggia.
56. Ripensare l’immigrazione e l’aiuto allo sviluppo .
57. Non confondiamo l’eguaglianza con una “discriminazione a
rovescio” ai danni dell’ “uomo naturale”
58. Il “Deficit di Democrazia” si supera con la partecipazione
59. La libertà di pensiero è minacciata innanzitutto dalla “cultura
mainstream” globalizzata.
60. Attuare il principio della Diversità Culturale
V. LA POLITICA ECONOMICA DELL’ EUROPA
61. Dire la verità sulla crescita
62. Dire la verità sull’ economia mondiale
63. Dire la verità sulle multinazionali.
64 . Eliminare le principali cause della crisi
65. Le ricette che vengono proposte dalle Istituzioni e dal mondo
politico sono inadeguate.
66. Creare finalmente l’ inesistente Politica Economica Europea

67. Occorre una “Programmazione Europea”
68. Dieci, cento, mille Airbus
69. Un “Fondo per lo Sviluppo e l’ Occupazione”?
70. Eliminare l’equivoco dei “Fondi Europei”
71. Speriamo nei BRICS
VI. I SETTORI STRATEGICI EUROPEI
72. Il primo settore strategico è la cultura
73. Una “ cultura europea” è possibile purch’essa sia dialettica .
74. Una politica culturale per l’ Europa
75. Rilanciare la creatività, liberandola dai dogmi pietrificati
76. La cultura quale motore dell’integrazione europea
77. La cultura come motore della Politica Estera e di Difesa Comune
78. Il Fondo Culturale Europeo partecipa alle iniziative culturali ai
vari livelli
79. Creare curricula per preparare i cittadini europei.
80. Favorire la mobilità intraeuropea
81. Evitare l’eccessivo tecnicismo
82. Creare un’immagine dell’ Europa fondata sulla differenza
culturale
83. Puntare sull’“orgoglio europeo”
84. Creare dei “Media Europei”
85. L’Europa deve divenire una destinazione turistica unitaria .
86. Gestire il territorio europeo in modo unitario
87. Unificare le attività sportive .
VII. LA POLITICA ESTERA DELL’ EUROPA
88. Inserirsi nel nascente multipolarismo

89. Prendere atto della “Guerra Senza limiti”
90. Elaborare una dottrina europea della politica estera e di difesa
91. Creare un web europeo .
92. Attuare L’Habeas Corpus Digitale .
93. L’Europa : catalizzatore di un mondo multipolare
94. Non già “Allargamento”, bensì “Completamento”
95. Porre le basi per un Esercito Europeo
96. Coordinare il Servizio Civile con il Volontariato, la “Garanzia
Giovani”, la Politica Estera e di Difesa, la Politica Economica e la
Politica Culturale Europee.
VIII. POLITICA SOCIALE EUROPEA
97. Riprendere la Carta Sociale Europea..
98. Garantire la sicurezza sociale
99. Il diritto sociale:uno “ius activae civitatis”
100. L’impresa europea si ispira alla “Concezione Istituzionale”

 

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