Archivio – ELEZIONI EUROPEE 2014

 

Per taluni, le elezioni europee hanno costituito  uno shock. Infatti, per la prima volta:

-il primo partito inglese non è, nè liberale, né conseervatore, né laburista, bensì nazionalista/imperialista (UKIP);

-il primo partito francese non è né  gollista, né socialista, bensì nazionaliasta/giacobino (Front National);

-il primo partito greco non è oramai, né socialista, né conservatore, bensì di estrema sinistra (Syriza).

Tutti gli altri risuultati possono essere interessanti, ma non sono comparabili con questi.

E, difatti, essi non modificano le più importanti previsioni formulate alla vigilia,a cominciare dal sicuro conflitto fra socialisti e popolari nell’ interpretare, da un lato, il risultato delle elezioni, e, dall’ altro, il preteso “patto”  sulla nomina del Presidente della Commissione.  Conflitto che è puntualmente esploso  fra Juncker, Schulz e La Merkel. Dimostrando che anche la pretesa possibilità dei cittadini europei di scegliere il Presidente era una menzogna.

1. Si mantiene il multipolarismo

Dal nostro punto di vista, occorre distinguere la valutazione di questi risultati da due diversi punti di vista:

-da quello della politologia;

-da quello dei contenuti politici.

Dal punto di vista politologico, le elezioni non modificano il quadro politico europeo, in quanto le tendenze che si sono evidenziate erano presenti già in precedenza:

-dominio dei partiti “Mainstream” (popolari, socialist, liberali);

-indispensabilità di una “Grande Coalizione” (PPE, PSE, ALDE),

-difficoltà di determinarne il leader a causa del modo ipocrita con cui erano stai fatti gli accordi;

-rappresentanza modesta delle opposizioni, di sestra e di sinistre, moderate e radicali, le quali, per quanto rafforzate dall’ elezione del 2014, rappresenta comunque appena il 30%,  democraticità di un sistema politico.

Infatti, in netto contrasto con i cantori del bipolarismo, riteniamo che, per l’Europa, non possa esserci che un muultipolarismo che rappresenti l’enorme pluralismoculturale  che ci ha sempre caratterizzati (da Stirner a Trockij,da  de Maistre a da Mussolini, da Saint-Simon a Lenin,  da Trubeckoi a Croce, da Monnet a De Gaulle, da Spinelli   a Brandt, da Giovannio Paolo II a  Papa Francesco- che, quindi, nelle varie assemblee, debba essere rappresentata  circa una quindicina di raggruppamenti:  estremismo di sinistra e conservatorismo islamico,  sinistra pura e dura alla Trockij e destra rivoluzionaria , una sinistra d’ordine e una destra tradizionalisica alla De  Maistre; u sinistra riformistica  e eurasiatismo sul genere di Trubeckoj, destra conservatrice e centro-sinistra tecnocratico; E uropa dei popoli, sul modello di De Gaulle e un cattolicesimo tradizionale, socialdemocrazia nordica  e un pensiero sociale cristiano e, in ogni caso, un  federalismo europeo intransigente.

Dal punto di vista dei contenuti, Le elezioni non hanno non solo dato, ma neppure tentato di dare una risposta sull’ identità europea, per il semplice fatto che tutta la classe dirigente, ivi compresi gli Euroscettici, è, di fatto,  solidale nella censura a qualunque riferimento alla cultura europea. Si continuano a fare affermazioni assurde, come quella che l’ Europa sia nata da un desiderio di pace, mentre, dal 1951 ad oggi, abbiamo combattuto una ventina  di guerre; si continuano a confondere i valori europei con quelli americani; si continua a ignorare il desiderio d’Europa dei Russi e dei Turchi, si compiono autentici sabotaggi agli interessi economici dell’ Europa, come per esempio le sanzioni contro la Russia, che, da sole, provocano l’ulteriore caduta del nostro PIL di vari punti percentuali, mentre, invece, costituiscono un vantaggio non solo per l’ America (che può lanciare il suo “shale gas”), ma anche per la Russia, che può impedite ai suoi oligarchi ogni accordo sottobanco con gli Occidentali e può eliminare dal mercato russo alcuni  prodotti occidentali, come GPS e carte di credito, sostituendoli con la concorrenza locale.-

2. Uno smottamento  tettonico.

Nonostante la relativa indifferenza complessiva, nel breve termine, dei risultati di queste elezioni, riteniamo che esse  abbiano un significato importante per l’ Europa in quanto sintomo di uno smottamento tettonico di lungo periodo  verso il pluricentrismo in Europa e nel mondo. Pluricentrismo ben espresso dal fatto che praticamente tutti i partiti di opposizione etichettati come “euroscettici” sono, in sostanza, filorussi, e, quindi, si aggiungono come uletriore freno alle sanzioni.

Quae sarà  il prossimo passo? Martin Jacques ha  dato una risposta “tranchante”: “When China Rules the World”, che altro non è se non un tentativo di contestualizzazione delle idee di Confucio sul Da Gong, vale a dire su quel momento in cui “Il Paese d Mezzo è in ordine; l’ Ecumene è in ordine”. A nostro avviso, tale ‘”egemia dolce” (Heping Fazhan) dei Valori Confuciani verrà  come risposta all’ incapacità della cultura occidentale ad immaginarsi la Fine della Storia, che però è già dietro l’angolo. Anche qui, il mondo, e, in primis,l’Europa e la Russia dovranno per forza ricorrere alla saggezza della Cina..

Già Dostojevsjij aveva anticipato questo smottamento , quando aveva affermato: (i) che la bellezza avrebbe salvato il mondo; (ii) che il destino della Russia sarebbe stato di andare verso Oriente. Infatti, contro il dominio della tecnica, si afferma la volontà di bellezza che è propria della cultura e della religione. E, d’altro canto, un peso crescente nell’ equilibrio mondiale è assunto dall’ alleanza fra Cina e Russia, ben simbolizzata dall supercontratto sul gas. Ambedue i Paesi rivalutano nel contempo le loro culture e religioni tradizionali.

Anche l’ Europa sta andando impercerttibilmente verso Oriente. La sua crisi inarrestabile si potrebbe  fermare  solo dinanzi la ricchezza della Cina. La furia disgregatrice dell’ Estremo Occidente si infrange così contro “il Muro Rosso” del Cremlino solo perchè dietro c’è la forza immensa dell’Impero di Mezzo.

Lo slittamento tettonico dell’ Europa porta a rivalutare le forme di integrazione -di successo-  dello spazio eurasiatico;  a  una critica   delle “retoriche occidentalistiche” dell’ Unione ;  alla frantumazione degli equilibri consolidati negli e fra gli stati Membri. E’ in tale frantumazione  che si afferma l’esigenza della Russia come “partner necessario” in Europa. Tutti i protagonisti del momento  hanno oramai un inaggirabile  punto di confronto  nella Russia: dal “Movimento Nazionale” del Donbass, al nuovo presidente ucraino Poroshenko; dagli Jobbik,a  Marine Le Pen, da  Farage alla Lega.

Questo slittamento è appena iniziato.

3,. Fine dell’ autocensura.

Da decenni stiamo tentando di scrivere una storia dell’ Identità Europea.Se non l’abbiamo, fino ad ora, mai completato  il “1 e il 2° Volum a, non è certo per l’assenza di contenuti  o d’ idee, né neppure perchè non ve ne sia oggi un obiettivo  bisogno. Al contrario,ciò  che ci trattiene  è che lo scopo di un’opera monumentale come questa è quello  di dare a un popolo (in questo caso, il Popolo Europeo) la sua autocoscienza. Quest’opera può essere compiuta solo per quel pèopolo e con quel popolo. Ma, fintantoché abbiamo il sentimento che quel popolo non voglia ancora  riconoscere le sue tradizioni, la sua storia,  saremo  estremamente riluttanti a proporgli il nostro punto di vista.

In ultima analisi, le infinite nazioni europee si sono viste imporre da manovre di vertice un'”identità Nazionale” prefabbricata, una “copia conforme” della Missione dell’ America. L’esempio più macroscopico è costitiotoo dall’Ucraina, il Paese tipoco del pluricentrismo , che  è stata invece assunta dall’ “establishment” quale simbolo stesso della equivalenza fra Europa e Occcidente.Non che quest’equivoco non sia stato ampiamente diffuso in ogni tempo, ché anzi, moltissimi, da Trockij a Mussolini, da Stalin a Hitler, da Spinelli a Jean Monnet, da Schuman a De Gaulle, da Putin a Erdogan,vi  sono vissuti deliberatamente .

Occorre cominciare ad avere il coraggio di dire la verità, sulla filosofia, sulla storia, sulla filosofia, sulla religione, sulla società, sulla politica, sull’ economia, sulla cultura, sull’ arte europei , senza timori reverenziali: dalla scoperta dell’ America  in poi, cultura europea e cultura occidentale si sono progressivamente divaricate, per esempio con il conflitto fra Gesuiti e Conquistatores, con la contrapposizione fra Santa Alleanza e Dottrina Monroe, fra culturalismo degli Europei e “progetto della globalizzazione”, ecc..

3. I risultati delle elezioni  e l’azione keynesiana.

Tutti coloro, da Marine Le Pen a Matteo Renzi, da Tsipras a Schulz, che si illudono che i problemi dell’ Europa si risolvano semplicemente immettendo liquidità sul mercato, si sbagliano di grosso.

Proprio lo studio della Banca d’Italia sulla storia economica dall’ Unità a Oggi, recentemente presentato al Salone del Libro, ha dimostrato che tanto l’ Italia del XX° Secolo, quanto le economie occidentali, crescono, nel lungo periodo, nella migliore delle ipotesi, del 2%, mentre la Cina sta crescendo da circa 70 anni talmeno tre volte tanto; inoltre, il tasso di crescita necessario per fare fronte all’ obsolescenza tecnica e alla manutenzione straordinaria è del 4%.

Certo che un’iniezione di liquidità potrebbe portare a una temporanea ” risalita”, ma solo una modifica strutturale della nostra economia potrebbe portarci a livelli comparabili alla crescita dei BRIC, e, comunque, a evitare il declino. Infatti, anche nella denegata ipotesdi che tornassimo a crescere di un 2%, continuerenmmo a discendere, nei confronti della Cina, del 5% l’anno, e comunque non riusciremo a manutenere il sistema al livello dello stato dell’ arte. Ci troveremmo, cioè, nella situazione degli Stati Uniti, che continuano inesorabilmente la loro discesa, e conoscono un degrado generalizzato.

Ora, la politica dei BRIC non è una politica keynesiana, basata esclusivamente sul deficit spending, come vorrebbero un pò tutti in Europa: è una politica economica proattiva e differenziata nei singoli momnenti storici e nelle singole regioni, accoppiando l’industria militare al finanziamebnto dell’ edilizia, la defiscalizzazione e la programmazione, la manovra della moneta al rialzo o al ribasso a seconda dei momenti.

Ci vorrebbe anche in Europa un governo centralizzato dell’ economia.

3. Sulla riforma dell’ Unione

Dire che l’Unione non dispone delle necessarie competenze  è un eufemismo. Quello che hanno USA, Cina e Russia è una “Presidenza Imperiale”, in cui il Presidente si occupa di tutto, dai sistemi missilistici alla cultura, dallo spionaggio alla sanità, dall’ Ucraina al salvataggio delle imprese. Quando ci si incontra al verticve, per l’ Europa artrriva una plertora di persone, dell’ Unione e degli Stati Membri, Come è possiile adottare tempestivamente decisioni autorevoli ed incisive?

Per questo motivo, le varie proposte di Trattato Europeo per riformare le istituzioni lasciano il tempo che trovano.

In queste proposte, occorrerebbe affrontare una serie di temi che tutti si guardano bene dall’ affrontare, dai poteri del Presidente al controspionaggio europeo, dalla programmazione europea ai Progetti Europei.

Invece degli Euroscettici, che si limitano a criticare tutto ciò che cìè, e dei pseudo-europeisti, che fanno di tutto per modificare il meno possibile, ci vorrebbe un Movimento Europeo che “tenesse sotto controlllo” il comportamento degli Stati Membri e delle Istituzioni, e comntrapponesse, momento per momento, al comportamento di questi le cose che invece andrebbero fatte, scatenando anche movimenti di opinione per fare presione per la loro adozione.

Oggi come oggi, crediamo che le cose importanti e urgenti siano:

-un trattato internazionale sul controllo delle nuove tecnologie;

-il blocco delle sanzioni alla Russia;

-un grappolo di “Progetti Europei” per le imprese di alta tecnologia;

-il blocco del Trattato TTIPin attesa di un accordo globale sulle tecnologie

-il rafforzamento dei poteri del Presidente.

In realtà, tutti i “Quaderni di Azione Europeista” in generale, e le “1000 Tesi sull’ Europa” in particolare, ccontengono l’enumerazione e la disamina di questi punti e di queste proposte.

Il punto di partenza consisterà, dunque, nekl diffonderne la conoscenza e nel suscitare, attorno ad essi, un dibattito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUADERNO n. 2-2014 100 TESI PER L’EUROPA

ASSOCIAZIONE CULTURALE/COLLANA
DIALEXIS

Quaderni di Azione Europeista

copertina 100 tesi (1)
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QUADERNO n. 2-2014
100 TESI PER L’EUROPA
Fra  Elezioni Europee e Semestre Italiano

Prosegue la presentazione dei Quaderni di Azione Europeista elaborati dall’ Associazione, con il secondo quaderno, 100 Tesi per l’ Europa, Fra Elezioni Europee e Semestre Italiano.Questo Quaderno fornisce una panoramica a volo d’uccello sulle grandi problematiche dell’ Europa in questo passaggio fondamentale della storia del nostro Continente.

 Come noto,  Fra il 22 e il 25 maggio, si svolgeranno le Elezioni Europee, in un clima di disinteresse generalizzato per le tematiche propriamente europee. Il mondo politico è diviso fra, da un lato, una costellazione disordinata si “Euroscettici”, privi di qualunque programma comune, ma accomunati solamente dal desiderio di infliggere una sconfitta dei partiti tradizionali, e, dall’altro, questi ultimi, che chiedono, attraverso le elezioni, una sorta di conferma del loro operato (o meglio, della loro inattività).

Peccato che, già nel 2009, il partito maggiore sia risultato essere quello del “non voto”. Questo è gravissimo: come può una realtà nuova, com’è l’Unione Europea, affermarsi contro tutte le obiettive difficoltà, se non è sostenuta dall’ entusiasmo popolare?E, di converso, come potrebbero gli Europei entusiasmarsi per l’ Europa, quando gli stessi politici e media, che chiedono questa manifestazione di consenso, fanno di tutto per per coprire l’ Europa di discredito,  smorzando sul nascerre eventuali entusiasmi ? Eppure, l’Europa è più necessaria che mai, per le minacciose trasformazioni del mondo economico e sociale e per i pericolosi venti di guerra che si addensano nel cuore stesso del nostro Continente.

L’Associazione Culturale Diàlexis si è assunta l’ingrato compito di “fare il punto” sulla situazione, confrontando i problemi, le proposte dei vari soggetti politici e dei vari Autori sulle diverse sfide che attendono l’ Europa, e sulle diverse possibili risposte alle medesime,  condensandole in 100 Tesi, che possono essere lette come una proposta per il Parlamento Europeo, la Commissione e il Semestre Italiano (link).

 

Proposte per la legislatura 2014-2019

Il 22 Maggio 2014, avranno luogo le elezioni europee, in un momento drammatico, caratterizzato da:

  • tensioni geopolitiche e militari gravissime in Europa Centro-Orientale e in Estremo Oriente;
  • l’intensificarsi della lotta a livello mondiale contro la Società del Controllo Totale;
  • un declino dell’ Europa che sembra inarrestabile;
  • la volontà diffusa di riprendere il cammino dell’ integrazione, spezzato dall’assurdità delle scelte europee degli ultimi 25 anni, e dalla conseguente rinazionalizzazione delle politiche europee.

Eppure, fino al 1° Gennaio 2014, dai Partiti Europei, non abbiamo ottenuto nulla più che la candidatura di Martin Schulz come candidato del PSE, e un fantomatico  manifesto del Front National, ma non invece la seppur minima informazione circa i loro programmi  né le loro alleanze, né sugli altri candidati. Lo stesso programma tedesco di governo non contiene che poche, e non significative, parole a questo riguardo.

Certo, la maggior parte degli uomini politici afferma di voler rilanciare l’integrazione europea, e perfino gli Euroscettici dicono di volerla ricostruire su nuove basi, ma né gli uni, né gli altri, sono in grado di proporre se non idee, personaggi e soluzioni che sono state più volte tentate, ma senz’alcun risultato.

Vi è quindi il forte rischio che i programmi che ci saranno presentati siano solo rifritture di facciata elaborati all’ultimo momento, che le alleanze vengano fatte ex-post solo per motivi di numeri e di poltrone, che i candidati siano scelti più per ragioni di politica interna che di politica europea.

Poiché riteniamo invece che sia impossibile prescindere da una politica, che l’organizzazione politica richieda un legame con il territorio; che le tensioni a rendano impossibile ai territori di contare nelle grandi scelte se non hanno la necessaria dimensione culturale, territoriale, demografica, economica e militare, riteniamo che sia necessario il rilancio della “Grande Politica” in Europa, senza essere vincolati ad alcun binario prestabilito.

In base a queste considerazioni, la nostra Associazione si è presa la briga di raccogliere una serie di considerazioni sui vari punti scottanti della politica europea, focalizzando l’attenzione soprattutto sulle possibili soluzioni ai problemi più urgenti, che, a nostro avviso, sono:

  • l’Identità Europea,
  • i rischi delle nuove tecnologie,
  • il declino economico e sociale.

Abbiamo anche tentato di prendere in conto i prgrammi di altre associazioni, ove necessario citandoli e criticandoli motivatamente. Ci sembra per altro che nessuno abbia affrontato i veri problemi e le vere urgenze, operando il solito “ collage” di vecchie affermazioni ideologiche.

Ovviamente, questi appunti non sono brevettati. Anzi, vengono diffusi quanto più possibile nella speranza che i partiti e i candidati se ne ispirino. Non ci illudiamo per altro che i diversi Partiti Europei e i  singoli candidati li facciano propri, e, d’altro canto, ci sarebbe davvero da preoccuparsi se tutti i partiti europei condividessero fra di loro tutti i punti di vista (come invece oggi molti vorrebbero, perché ogni idea, valore o soluzione che sconvolga l’attuale assetto del mondo viene non rifiutata, non combattuta, ma semplicemente ignorata). E, tuttavia, ci sembra di avere fornito, con questo sforzo, un utile promemoria di opinioni ortodosse, ma, soprattutto, eterodosse, partendo dal quale dovrebbe essere possibile avviare un costruttivo confronto.

copertina 100 tesi (1)

INDICE 100 TESI PER L’EUROPA

1. Il 2014 è un anno decisivo
PARTE PRIMA: L’IDENTITA’ EUROPEA 1
2. Non è possibile alcun’ integrazione dell’ Europa senza un’
Identità Europea
3. Ripartire dai Padri Fondatori.
4. Non c’è alternativa all’ Europa
5. “Le critiche nei confronti della UE non sono affatto antieuropee,
al contrario.”(Schulz)
6. L’Europa deve fare i conti con la propria storia
7. La storia d’Europa non è univoca
8. La repressione della Privacy deriva dall’Equilibrio del Terrore
9. Il mondo si sta difendendo contro l’omologazione tecnocratica.
10. L’EUROPA NON PUÒ ESSERE SOLO ECONOMIA
11. L’Europa rischia di divenire uno Stato totalitario
12. L’ idea di “Occidente” è una sintesi di integralismi messianici
13. L ‘Europa Globalizzata è sostanzialmente nemica della Pace
Perpetua
14. Prendere atto della decrescita.
15. Il ”Nord del Mondo” potrebbe (e dovrebbe) integrarsi, sì, ma su
un piede di parità.
PARTE SECONDA: PROPOSTE PER LA NUOVA LEGISLATURA
I. ACCELERARE L’INTEGRAZIONE EUROPEA

16. Il Movimento Europeo deve tornare a costituire la forza
propulsiva dell’ integrazione .
17. Chiarire nuovamente i rapporti tra Federalismo e Movimento
Europeo .
18. I Partiti Europei devono divenire parte integrante del
Movimento Europeo
19. Il “Semestre Italiano” dovrà darsi obiettivi strategici .
20. Semplificare e razionalizzare l’ “Europa a Cerchi Concentrici”
21. Sì alla leadership dei grandi stati Membri, no alla
rinazionalizzazione.
II. I “PRIMI CENTO GIORNI” 71
22. Coniugare progetti strategici e azioni immediate
23. Occorre fin d’ora una Presidenza forte
24. Urge una sede indipendente di riflessione .
25. Per la Politica Estera e di Difesa, occorrerebbe, inoltre, una
“Cellula di Riflessione” specifica.
26. Sottoporre ad attento scrutinio i nuovi trattati di libero scambio.
27. Occorrono investimenti d’urgenza “di qualità” / ”Intelligenti”
senz’attendere un nuovo (per quanto necessario) quadro di politica
economica europea.
28. E’ possibile e auspicabile un progetto urgente per le Alte
Tecnologie.
29. Un mandato non convenzionale al Presidente .
30. Un progetto d’urgenza per la cultura, il turismo e l’agricoltura,
destinato prioritariamente ai mercati dei BRICS .
31. Un mercato del lavoro basato su diritti, formazione, contratti a
lungo termine

PARTE TERZA: OBIETTIVI DI MEDIO-LUNGO TERMINE
I. LA RIFORMA DELLE ORGANIZZAZIONI
INTERNAZIONALI
32. Una lobby europea
33. Il federalismo mondiale non è un mondo angelico
34. Le Nazioni Unite dovranno “cambiare pelle”
35. La NATO e l’OCSE potrebbero costituire una Confederazione
Paneuropea .
36. Il Consiglio d’Europa potrebbe divenire la “Federazione fra le
Tre Europe”
37. L’Unione Europea dovrebbe tornare a chiamarsi “Comunità
Europea”.
II. IL PRINCIPIO DI SUSSIADIRIETA’
38. Attuare l’ Europa delle Regioni
39. Contrastare la “rinazionalizzazione” .
40. Le Macroregioni Europee dovrebbero definire aree omogenee,
che partecipino al governo dell’Europa.
41. Sfruttare tutte le potenzialità delle Euroregioni .
42. Rafforzare le Regioni, le Città e le campagne. .
III. LO “SPIRITO DELLE LEGGI” EUROPEE
43. Ribadire con chiarezza i diritti costituzionali.
44. La laicità è una conquista del Cristianesimo, e dev’essere quindi
con esso compatibile
45. Combattere l’omologazione del progetto postumanistico
46. Giuridicizzare il Principio di Precauzione.
47. Il disarmo in Europa come sottoprodotto del Controllo delle
Tecnologie

48. La forza dell’economia europea: il solidarismo.
IV. UN’AUTENTICA LOTTA PER I DIRITTI
49. Più modestia in materia di diritti
50. Le Dichiarazioni dei Diritti non sono “universali”, bensì
“subcontinentali” (Montaigne, Pascal, Montesquieu, Boas,
Benedict, Herskovits):
51. La Carta Europea dei Diritti: un’erosione dei diritti
costituzionali novecenteschi
52. Tornare a una politica di piena occupazione
53. Le Politiche sociali non possono ridursi agli “alti salari”.
54. Più che eguaglianza, meritocrazia .
55. L’”esportazione dei diritti umani” sta provocando guerre,
stragi, dittature, integralismi e immigrazione selvaggia.
56. Ripensare l’immigrazione e l’aiuto allo sviluppo .
57. Non confondiamo l’eguaglianza con una “discriminazione a
rovescio” ai danni dell’ “uomo naturale”
58. Il “Deficit di Democrazia” si supera con la partecipazione
59. La libertà di pensiero è minacciata innanzitutto dalla “cultura
mainstream” globalizzata.
60. Attuare il principio della Diversità Culturale
V. LA POLITICA ECONOMICA DELL’ EUROPA
61. Dire la verità sulla crescita
62. Dire la verità sull’ economia mondiale
63. Dire la verità sulle multinazionali.
64 . Eliminare le principali cause della crisi
65. Le ricette che vengono proposte dalle Istituzioni e dal mondo
politico sono inadeguate.
66. Creare finalmente l’ inesistente Politica Economica Europea

67. Occorre una “Programmazione Europea”
68. Dieci, cento, mille Airbus
69. Un “Fondo per lo Sviluppo e l’ Occupazione”?
70. Eliminare l’equivoco dei “Fondi Europei”
71. Speriamo nei BRICS
VI. I SETTORI STRATEGICI EUROPEI
72. Il primo settore strategico è la cultura
73. Una “ cultura europea” è possibile purch’essa sia dialettica .
74. Una politica culturale per l’ Europa
75. Rilanciare la creatività, liberandola dai dogmi pietrificati
76. La cultura quale motore dell’integrazione europea
77. La cultura come motore della Politica Estera e di Difesa Comune
78. Il Fondo Culturale Europeo partecipa alle iniziative culturali ai
vari livelli
79. Creare curricula per preparare i cittadini europei.
80. Favorire la mobilità intraeuropea
81. Evitare l’eccessivo tecnicismo
82. Creare un’immagine dell’ Europa fondata sulla differenza
culturale
83. Puntare sull’“orgoglio europeo”
84. Creare dei “Media Europei”
85. L’Europa deve divenire una destinazione turistica unitaria .
86. Gestire il territorio europeo in modo unitario
87. Unificare le attività sportive .
VII. LA POLITICA ESTERA DELL’ EUROPA
88. Inserirsi nel nascente multipolarismo

89. Prendere atto della “Guerra Senza limiti”
90. Elaborare una dottrina europea della politica estera e di difesa
91. Creare un web europeo .
92. Attuare L’Habeas Corpus Digitale .
93. L’Europa : catalizzatore di un mondo multipolare
94. Non già “Allargamento”, bensì “Completamento”
95. Porre le basi per un Esercito Europeo
96. Coordinare il Servizio Civile con il Volontariato, la “Garanzia
Giovani”, la Politica Estera e di Difesa, la Politica Economica e la
Politica Culturale Europee.
VIII. POLITICA SOCIALE EUROPEA
97. Riprendere la Carta Sociale Europea..
98. Garantire la sicurezza sociale
99. Il diritto sociale:uno “ius activae civitatis”
100. L’impresa europea si ispira alla “Concezione Istituzionale”