10 MAGGIO SALONE DEL LIBRO: GIORNATA SU ECONOMIA, TECNOLOGIA E LAVORO

10 MAGGIO SALONE DEL LIBRO: GIORNATA SU ECONOMIA, TECNOLOGIA E LAVORO (e rettifica orario del 9, cfr infra in amaranto)

Mai dibattito sui temi dell’economia è stato più attuale di oggi, quando lo stesso Trump sostiene che la crescita del PIL americano è la diretta conseguenza dei dazi ch’egli ha imposto sui prodotti del resto del mondo, e quando le sue parole hanno fatto precipitare le borse mondiali e le previsioni di crescita per Germania e Italia.

Nell’ambito del progetto “Cantieri d’Europa”, abbiamo organizzato, per Martedì 10, due iniziative attinenti al rapporto fra lavoro e impresa:

-al mattino, la presentazione congiunta del libro di Enzo Mattina  “Europa Contro” (Edizioni Rubbettino), e del libro di Riccardo Lala “Il ruolo dei lavoratori nella società delle macchine intelligenti”(Alpina);

-al pomeriggio, la presentazione, da parte del Presidente del CNEL, Professor Tiziano Treu, del sondaggio sull’ Europa condotto dalla sua Istituzione, seguito dall’ illustrazione, da parte del responsabile dell’ Ufficio Studi della Confindustria, Fontana, del manifesto congiunto sull’ Europa di Confindustria e sindacati (vedi infra, in verde).

Riportiamo qui di seguito il programma dettagliato di Cantieri d’ Europa con evidenziato in arancione il programma del 10, e con un’ulteriore rettifica (in amaranto)dell’ orario del 9 pomeriggio

Giovedì 9 maggio

Ore 13,30 Salone del Libro – Sala Internazionale

Cantieri d’ Europa: un percorso attraverso le sfide e i dubbi del presente

Presentazione dell’iniziativa

Con Pier Virgilio Dastoli,  Ulrike Guérot (autrice di La nuova guerra civile, Edizioni Alpina), Eric Joszef, Davide Mattiello, Roberto Santaniello.

Presenta Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe”, co-finanziato dall’ Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, ADD, Benvenuti in Italia e Ullstein

 

Nella Giornata dell’Europa, autori ed editori presentano il percorso “Cantieri d’Europa”, per comprendere ciò che siamo, attraverso le tendenze attuali della politica, della cultura e della tecnologia.

 

Giovedì 9 maggio

 

RETTIFICA ORARIO DEL 9 POMERIGGIO

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 16,30

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: Poliedricità e attualità di Spinelli*

@Presentazione dell’ edizione spagnola di Come ho tentato di diventare saggio (Como traté de hacerme sabio) Icaria Editorial

Con Marcello Belotti, Renata Colorni, Pier Virgilio Dastoli, Ulrike Guérot, Eric Jozsef, Roberto Palea, Davide Mattiello, Roberto Santaniello

Modera Riccardo Lala,

A cura di Alpina, in collaborazione con OGR,  con Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe” , co-finanziato dalla Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),  Il Mulino e Icaria Editorial

Nell’ambito della presenza della lingua spagnola come ospite d’onore del Salone, intellettuali di diversa estrazione e specializzazione affrontano uno dei personaggi centrali della storia dell’integrazione europea.

 

Posti limitati; richiesta la conferma (e informazioni) al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

Giovedì 9 maggio

 

Centro Studi San Carlo  Via Monte di Pietà 2

Ore 21,00

 

Cantieri d’Europa:  Film “l’Europa non cade dal cielo”, di Italo Spinelli: proiezione e dibattito

 

Con Stefano Commodo, Ulrike Guérot, Pier Virgilio Dastoli, Eric Jozsef,Roberto Santaniello,  Italo Spinelli

 

Modera: Riccardo Lala

 

A cura di: Alpina, in collaborazione con Rinascimento Europeo e Movimento Europeo – Italia (progetto “Europe Day 2019” co-finanziato dal Movimento Europeo Internazionale nel quadro del Programma Europa per i cittadini).

 

In un momento in cui è forte la tentazione di fare, dei Padri Fondatori dell’Europa, delle icone disincarnate e inoffensive, occultandone il forte carattere e l’indipendenza di pensiero, può essere istruttivo un confronto senza pregiudizi con il vissuto di quei personaggi, pienamente inseriti nei conflitti del loro tempo e nondimeno pienamente attuali

 

 

Venerdì 10 maggio

Ore 10,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Lavoro e tecnologia nell’ Europa di domani

Dialogo fra Enzo Mattina, autore di Europa Contro (Edizioni Rubbettino) e Riccardo Lala , autore di Il ruolo dei lavoratori nell’intelligenza artificiale (Edizioni Alpina)

Con Pier Virgilio Dastoli

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà for the future of Europe” cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), e Rubbettino Editore

 

Solo l’Europa è in grado guidare una trasformazione delle nostre società  che permetta al lavoro di vivere da protagonista  la nuova era dell’intelligenza artificiale e del pluricentrismo


Venerdì 10 maggio

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 16,30

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: “L’Europa e il mondo del lavoro”, Presentazione della Consultazione Pubblica sul Futuro dell’ Europa, a cura del CNEL (Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro)

Con Pier Virgilio Dastoli, Alessandro Fontana, Enzo Mattina, Massimo Richetti,  Tiziano Treu

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione col CNEL e con il Movimento Europeo – Italia, con il suo progetto “Academic Agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

In una fase così delicata per le istituzioni, il CNEL, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali, ha predisposto una Consultazione pubblica sul futuro dell’Europa, con particolare riferimento agli iscritti a tutte le organizzazioni sociali e produttive del Paese rappresentate. Il Presidente ne discute in anteprima, anche in relazione al recentissimo appello per l’Europa della Confindustria ev dei sindacati.

 

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 Domenica 12 maggio

Ore 18,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Sulle vie della Seta, Quale strategia?

Colloquio con Alberto Bradanini sull’opera collettiva “L’Europa sulle Vie della Seta, Documenti e riflessioni sul rapporto con la Cina”

Con Riccardo Lala e Giuseppina Merchionne

a cura di Alpina, in collaborazione con Movimento Europeo (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), ed EGEA

L’adesione dell’Italia alla Via della Seta è al centro del dibattito politico ed economico: quali i vantaggi e i rischi? Esiste una strategia, in Italia o in Europa?

Lunedì 13 maggio

Ore 10.30 Salone del Libro – Sala Avorio        

 Cantieri d’Europa: Le lingue e l’identità europea.

Presentazione del libro “Es patrida gaian, Le lingue per un ritorno all’ Europa” (Alpina)

Con Federico Gobbo, Lucio Levi, Anna Mastromarino, Elisabetta Palici di Suni, Alfredo Papadakis, Stefano Piano,  Dario Elia Tosi

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet) e con il Centro Einstein di Studi Internazionali.

Con il rimescolamento seguito all’avanzata dell’Intelligenza Artificiale, all’allargamento della UE, alla Brexit e all’emergere della Cina, anche le prassi consolidate nell’ uso delle lingue vengono messe in discussione: ruoli delle lingue classiche e dell’Inglese; lingue minori e orientali. Linguisti, classicisti, medievisti, giuristi e orientalisti discutono di politiche linguistiche.

Lunedi 13 maggio

Ore 15,00

Hotel NH Torino Centro

Sala Deledda

Corso Vittorio Emanuele 104

 

Cantieri d’Europa: Le infrastrutture del Nord-Ovest e le Nuove Vie della Seta

Dibattito fra Alberto Bradanini, Mino Giachino, Giovanna Giordano, Comitato “La Nuova Via della Seta”, Alfonso Sabatino

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

Le Nuove Vie della Seta permettono di mettere in contatto un’Europa in difficoltà con il mondo asiatico in piena espansione. Le modalità con cui il nostro territorio si inserirà in questa dialettica determineranno il nostro successo o insuccesso. Ne discutono intellettuali e imprenditori, diplomatici e politici.

 

Contatti:  Tel. 3357761536     www.alpinasrl.com    info@alpinasrl.com

 

APPELLO PER L’EUROPA

 

Perché un appello per l’Europa?

Perché l’Unione europea ha garantito una pace duratura in tutto il nostro continente e ha unito i cittadini europei attorno ai valori fondamentali dei diritti umani, della democrazia, della libertà, della solidarietà e dell’uguaglianza.

Perché l’UE è stata decisiva nel rendere lo stile di vita europeo quello che è oggi. Ha favorito un progresso economico e sociale senza precedenti con un processo di integrazione che favorisce la coesione tra Paesi e la crescita sostenibile. Continua a garantire, nonostante i tanti problemi di ordine sociale, benefici tangibili e significativi, nella comparazione internazionale, per i cittadini, i lavoratori e le imprese in tutta Europa.  Perché gli interessi economici nazionali, oggi, possono essere perseguiti, in una dimensione continentale, solo attraverso politiche europee.

Di fronte ai giganti economici, i paesi europei presi singolarmente, avranno sempre minore peso politico ed economico. Perché stiamo affrontando enormi sfide, una globalizzazione senza regole, il risorgere di nazionalismi, tensioni internazionali, ridefinizione delle relazioni UE-Regno Unito, migrazioni,disoccupazione, prospettive per il futuro dei nostri giovani, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, crescita costante delle diseguaglianze economiche e sociali. Perché la risposta non è battere in ritirata ma rilanciare l’ispirazione originaria dei Padri e delle Madri fondatrici, l’ideale degli Stati Uniti d’Europa.

Per queste ragioni esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezionieuropee dal 23 al 26 maggio 2019 per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale. Sono tempi incerti, instabili, travagliati per l’Europa e per il mondo. Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese. Quelli che intendono mettere in discussione il Progetto europeo, vogliono tornare all’isolamento degli Stati nazionali, alle barriere commerciali, ai dumping fiscali, alle guerre valutarie, richiamando in vita gli inquietanti fantasmi del novecento

Il progetto dell’UE deve, al contrario, essere rilanciato nitido e forte in tutta la sua portata di civiltà e noi, Parti Sociali italiane, crediamo sia cruciale per affrontare le sfide e progettare un futuro di benessere per l’Europa, ancora uno dei posti migliori al mondo per vivere, lavorare e fare impresa.Abbiamo molto di cui essere orgogliosi e da questo dobbiamo partire per migliorare lavorandoinsieme.

1.L’Europa deve proseguire il processo di integrazione, deve andare avanti, completare l’Unione economica, accelerare la convergenza sui diritti e sulle tutele sociali, rafforzare la prospettiva dell’Unione politica. Guai a pensare che le conquiste raggiunte siano sufficienti: significherebbe noncomprendere le preoccupazioni, le frustrazioni, il disagio e la sofferenza sociale dei tanti milioni dieuropei che non sono in grado di gestire autonomamente la complessità dei nostri tempi. Non diversamente si potrà interpretare lo slancio di partecipazione dei giovani di tutta Europa con il rinnovato impegno sull’ambiente, ormai drammaticamente ineludibile, e con un modello di crescitache restituisca ai giovani il diritto al futuro.Urge accelerare il processo di integrazione europea, da perseguire anche se sarà necessario coinvolgere i Paesi membri in tappe e tempi diversi avviando un percorso costituente, comunque necessario. È già accaduto nel 1957 con i sei paesi fondatori; è successo nel 1998 con la creazione dell’’euro. Con questo spirito, continueremo a contribuire ad un progetto europeo di successo e ad un’Europaunita che garantisca una crescita sostenibile ed inclusiva, un contesto di benessere a lavoratori e imprese, proponendo iniziative che migliorino le condizioni di vita e di lavoro ed offrano un futuromigliore a tutti i cittadini europei.Le Parti sociali ritengono importante che i deputati italiani che verranno eletti al Parlamento Europeosi occupino prioritariamente di:

1.Unire persone e luoghi.

Si tratta di rafforzare le maglie del tessuto connettivo dell’Unione Europea attraverso:

a)ilpotenziamento delle politiche di coesione economiche, sociali, territoriali nell’ambito delQuadro finanziario pluriennale 2021/2027.

b)Ilpotenziamento degli strumenti di studio e di lavoro all’estero, offrendo la possibilità ad ogniadolescente europeo tra i 15 e i 17 anni di passare 15 giorni in un altro a Paese dell’Unione. Per il mondo del lavoro va sviluppato l’Apprendistato Europeo associato al conseguimento di un titolo di studio comunitario, progettato su standard condivisi, per permettere ai giovani di formarsi in una sorta di “Erasmus in azienda”, sviluppando oltre a nuove competenze tecniche, anchecapacità linguistiche, consapevolezza e coscienza europea.

c)UnPiano straordinario per gli investimenti in infrastrutture ed in reti che rappresentano un forteelemento di inclusione perché uniscono territori, città, paesi, assicurando sviluppo, occupazionee coesione sociale. I maggiori investimenti devono essere orientati a promuovere un modello dicrescita e di vita socialmente responsabile ed ambientalmente sostenibile, rispettosodell’equilibrio naturale e meno energivoro, puntando a obiettivi di riduzione delle emissioni nocivee di riconversione modale, secondo i principi e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 15 dicembre2015. Il piano straordinario di investimenti può incrementare la crescita potenziale del continente,guardando al Mediterraneo come a una grande opportunità di scambio e di sviluppo, erispondere alla concorrenza degli altri grandi player mondiali nei confronti dei quali l’Europa èdecisamente in ritardo.Per finanziare il piano straordinario di investimenti proponiamo di ricorrere a:

➢Eurobond per la crescita:emissioni di titoli di debito europei, “garantiti” da un capitale inizialeversato dai Paesi membri. Nel medio-lungo termine, il debito verrebbe rimborsato con ilgettito di nuove imposte gestite a livello europeo che andrebbero a sostituire impostenazionali. A titolo esemplificativo, un debito europeo del 3 per cento del PIL genererebbe350 miliardi di euro di risorse addizionali.

➢Esclusione della spesa nazionale di cofinanziamento dei progetti europei dai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita.

1.Dotarsi degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale.“America first”, la “Nuova via della seta”, la polarizzazione dei baricentri economici e degli equilibrigeopolitici esigono un deciso rafforzamento degli ormeggi europei. Per questo riteniamo urgente:

a)Il completamento del mercato unico: dal mercato dei capitali, decisivo per il rilanciodell’industria europea, che rimane estremamente frammentato; al mercato digitale, che è ancorapresidiato da 28 sistemi di regole diversi e non permette alle aziende europee di raggiungeredimensioni comparabili a quelle americane; al mercato dell’energia, le cui importazionirappresentano un quinto delle importazioni del continente e il cui costo rimane decisamente altonella comparazione internazionale.

b)Una politica industriale europea con due obiettivi prioritari: migliorare la competitività,stimolando gli investimenti in ricerca e innovazione per rilanciare la leadership industrialeeuropea ed affrontare le sfide della trasformazione digitale e della sostenibilità ambientale,rafforzare la contrattazione e la partecipazione nelle imprese come fattore competitivo econdizione del lavoro di qualità; rivedere le regole sulla concorrenza, per creare dei veri campionieuropei che diventino attori globali in grado di competere con i colossi americani e asiatici.

c)Una effettiva politica estera comune capace di esprimere il peso politico internazionaledell’Unione, potenzialmente ben maggiore rispetto alla somma dei pesi dei singoli paesi. Nel 2030 solo tre stati membri europei resteranno tra i primi otto paesi al mondo per livello di PIL e nel 2050 solo la Germania. Considerando l’aggregato UE, il terzo posto è confermato al 2030 dopo Cina e USA e il quarto nel 2050 dopo l’India. Ciò significa che tutti gli stati europei presisingolarmente sono marginali. Solo un’Europa politicamente unita può aspirare ad avere un ruolo nella governance economica mondiale contribuendo alla convergenza multilaterale ed alla stabilità globale.

d)Un rafforzamento istituzionale che assicuri il primato del Parlamento europeo e renda il modello di governante più efficace, anche attraverso un trasferimento di sovranità.

2.Potenziare la rete di solidarietà sociale europea Una delle lezioni più rilevanti dell’ultimo, travagliato decennio ha riguardato l’insufficienza della strumentazione europea per affrontare crisi finanziarie e recessioni globali. Riteniamo, pertanto,necessario superare quel deficit politico ed istituzionale mediante:

a)Una funzione di stabilizzazione del ciclo economico, complementare ai meccanisminazionali, in grado di supportare il reddito e la domanda interna in tempi di crisi con l’obiettivo difinanziare:

3.Uno strumento di sostegno europeo, finanziato senza pesare sulle imprese, per rispondere inoccasione di crisi di uno o più paesi membri, alle ricadute sulla disoccupazione, presidiandoinvece la coesione sociale e prevenendo rischi di contagio

Investimenti pubblici, ad alto moltiplicatore, con funzione anti ciclica.

b)Una effettiva politica comune dell’immigrazione in grado di governare i processi migratori,determinati da dinamiche demografiche, economiche, sociali ed ambientali, come un fenomenostrutturale di lungo periodo, nel rispetto dei diritti universali della persona, dei Trattati e delleConvenzioni internazionali di accoglienza solidale dei migranti, dei richiedenti asilo, dei profughi.L’ampia eterogeneità nelle regole di ammissione, nelle politiche di accoglienza e di integrazionee nelle pratiche di respingimento creano caos, inefficienze, conflitti e, soprattutto, non sonocompatibili con l’esistenza di uno spazio di libera circolazione. Una politica dell’immigrazionecomune è il necessario presupposto per presidiare e rendere effettiva la libertà di circolazionenell’U.E. In materia di immigrazione sarebbe, inoltre, importante replicare in Italia il modello di partenariatoeuropeo per l’integrazione sottoscritto nel 2017 tra la Commissione europea, la Confederazionesindacale europea e Business Europe per i richiedenti asilo.

c) L’armonizzazione e la convergenza dei sistemi fiscali e dei sistemi di protezione del lavorodei paesi membri, oggi quanto mai differenziati. Nell’ambito di un mercato unico, se questedivergenze sono significative alterano la concorrenza, diventano strumento di lotta commerciale e creano forme di dumping sociale e salariale. Per questo occorre uniformare i sistemi fiscali e definire standard comuni di protezione del lavoro all’interno dell’UE secondo i principi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

3.Sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione  Relazioni sindacali partecipative e partecipazione creativa delle lavoratrici e dei lavoratori aiprocessi di innovazione continua sono elementi costitutivi di una strategia vincente nelle imprese edi una Governance politica lungimirante e di successo nei Paesi. A tal fine intendiamo favorire:

a)un rinnovato protagonismo delle Parti Sociali nei singoli Paesi e a livello europeo attraversoconfronti stringenti preventivi alle decisioni governative, confermando il Dialogo Sociale qualestrumento democratico efficace di confronto.

b)Il contrasto ai processi di dumping sulle condizioni di lavoro attraverso l’avvio di percorsi chetendano all’armonizzazione europea a partire dai diritti e dalle tutele fondamentali, nonché daitrattamenti salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, ispirandosi alle finalità indicate nei 20 principidel Pilastro dei diritti sociali europei.

c)La promozione e la definizione di un quadro normativo europeo certo di sostegno alle relazionisindacali e alla contrattazione collettiva.

d)La valorizzazione il ruolo dei Comitati di Azienda europei per rafforzare relazioni industrialiorientate a definire soluzioni efficaci e innovative, che favoriscano anche processi diarmonizzazione e di estensione della contrattazione a livello europeo.

e)La creazione di un percorso di livello europeo di politiche attive del lavoro e di long lifelearning adeguate alla straordinaria fase di cambiamento epocale determinata dal passaggiodalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili e dalla innovazione dell’economia digitale, cosìda affrontare in modo sostenibile ed efficace i cambiamenti legati alla globalizzazione, alletransizioni energetiche, alla digitalizzazione, all’invecchiamento della popolazione, con leconseguenti riorganizzazioni produttive, ridisegno della manifattura e dei servizi, creazione,

innovazione, riconversione degli skill professionali, mobilità occupazionali, cambiamenti nei consumi e negli stili di vita. Per queste ragioni noi Parti Sociali italiane siamo più che mai convinte che il colpo d’ala europeo siastoricamente maturo, necessario, possibile. Esso rappresenta la risposta coerente ed efficace perpreservare e sviluppare, nella complessità del nostro tempo, il patrimonio di civiltà costruito nei secoli dall’Europa nel quale trovano compendio gli ideali di progresso economico, giustizia sociale,democrazia, pace

 

GIORNATA DELL’ EUROPA

 

LA GIORNATA DELL’ EUROPA: NO ALLA RETORICA, SI ALLA RIFLESSIONE SENZA PREGIUDIZI*

Il programma che Alpina, insieme al Movimento Europeo in Italia, propone quest’anno per il 9 maggio, non potrebbe cadere in un momento più appropriato, vale a dire quando, in seguito a poche parole del Presidente Trump sulla Cina, le borse di tutto il mondo sono crollate e l’ Italia si avvia verso la recessione.ù

Questo dimostra la sproporzione fra il dibattito politico nazionale e le grandi sfide della geopolitica.

Nonostante io sia il primo a ritenere “più importanti” altre cose, come la teologia, l’estetica, la filosofia, l’arte, tuttavia, nulla di tutte queste cose sopravvive senza una saggia gestione della politica, e in primo luogo della geopolitica. Di qui l’importanza cruciale dell’Europa quale possibile baluardo contro l’estinzione dell’umano. La lotta contro il declino economico dovrebbe essere solo il primo passo di un programma più vasto.

E, in effetti, il nostro programma “Cantieri d’ Europa”

è semplicemente impressionante. Già soltanto la Giornata dell’ Europa comprende tre manifestazioni:

-Alle 13,30, in collaborazione con la Rappresentanza a Milano della Commissione Europea,con  Ullstein,ADD e Benvenuti in Italia,  in Sala Avorio, presentazione del percorso “Cantieri d’Europa”, della Giornata dell’Europa, del libro di Ulrike Guérot “La nuova Guerra Civile” e discussione sul ruolo di autori ed editori nel dibattito sull’ Europa;

-alle 16,30, alle OGR, in Corso Castelfidardo 22, presentazione, in collaborazione con Icaria Editorial e Il Mulino, dell’edizione del libro di Altiero Spinelli “Come decisi di diventare saggio”, all’ interno dell’ installazione “The Nature of the Beast”, dentro la mostra “Cuore di Tenebra” (prenotazione obbligatoria, e.mail info@alpinasrl.com);

-alle 21,00, al Centro Studi San Carlo, Via Monte di Pietà 1, proiezione del film “L’Europa non cade dal cielo”, di Italo Spinelli.

Come indicato nel programma, l’obiettivo di queste celebrazioni non è certo un’agiografia che serve solo a sterilizzare il contenuto critico e propositivo delle azioni fondatrici dell’integrazione europea. Purtroppo pochi ricordano che cosa sia stata la “Dichiarazione Schuman” e il Manifesto di Ventotene, che possono essere letti solo  nel contesto più vasto di una storia di tentativi, antichi e recenti,  d’integrazione europea, di diversi, e spesso confliggenti, punti di vista – federalisti, statualisti, funzionalisti, internazionalisti-, che hanno avuto, e ancora hanno, come risultato dialettico, e quindi necessariamente instabile, il processo d’integrazione europea.

L’eterna incompiutezza del processo d’integrazione deriva già anche solo dalla lettura di Ippocrate, che, nel 5° secolo a.C. descriveva gli “Europaioi” come caratterizzati da un fortissimo “identitarismo”, dovuto alla natura aspra e frastagliata del loro territorio, e dal clima freddo dell’Europa, che rendeva i suoi abitanti attivi e bellicosi. Qualche secolo più tardi, Strabone, descrivendo l’Europa romana, ne notava ancora il grande pluralismo etnico.

Erodoto chiariva benissimo come i Greci, pure soggetti a questo grande pluralismo, fossero riusciti a sconfiggere l’immenso e centralizzato Impero Persiano: attraverso una forma di “federazione” di città, etnie e leghe, che, nel caso di necessità, si univa sotto le “leggi non scritte”, in primo luogo quella della difesa della patria.

Anche per Strabone, la forza dell’Europa consisteva nella complementarità fra le identità dei singoli popoli, che trovava poi il suo sbocco nell’ Impero Romano.

Non diversamente dagli antichi Greci, anche gli Europei del Medio Evo e della prima Modernità avevano trovato una qualche sinergia in vari tipi di alleanze, in particolare quelle intorno alle Crociate, cementate dall’affinità fra i loro credi religiosi.

Solo nella tarda modernità, con il confrontarsi di grandi realtà statuali, fra le quali anche quelle (come quella americana e indiana, attivate dall’ imperialismo europeo), è divenuta essenziale anche una forma di unità giuridica dell’ Europa. Nonostante che quest’urgenza sia sempre più impellente, è difficile trovare una formula capace di conciliare il particolarismo degli Europei (impropriamente chiamato “liberal-democrazia”) con le forme di controllo di massa tipiche dell’attuale società delle macchine intelligenti. Ne deriva una debolezza cronica dell’Europa nel confronto, sul piano culturale, politico, economico e militare, con gli altri Continenti, che sono allineati senz’ alcuna remora sulla linea di marcia dettata dai rispettivi complessi informatico-militari.

 

Nel secondo dopoguerra, non c’erano ancora i Big Data, lo Hair Trigger Alert e  le guerre commerciali,ma già  la bomba atomica e la politica dei blocchi costituivano un’anticipazione eloquente della società del XXI secolo.

Fin dall’ inizio,  si fronteggiavano in Europa  coloro che, come Spinelli e Galimberti, volevano una federazione forte, superiore agli Stati Membri e alla pari con le grandi potenze; coloro che, come Jean Monnet e Schuman, pensavano a un ravvicinamento fra Stati sotto l’egida degli Stati Uniti, e coloro che, come Alexandre Marc e Denis de Rougemont, volevano un’ Europa dal basso, fondata sulle Regioni e sui corpi sociali.

Oggi, non è più possibile sottrarsi a questo dibattito, analizzandone le radici storiche e filosofiche, le implicazioni etiche e politiche, le conseguenze giuridiche ed economiche.

E’ appunto questo dibattito l’oggetto del primo fra i “Cantieri d’ Europa”, quello su identità e costituzione politica, che non potrà certo ritenersi esaurito nella prima giornata del Salone, ma dovrà continuare anche fuori di esso.

Programma della giornata

Giovedì 9 maggio

Ore 13,30 Salone del Libro – Sala Internazionale

Cantieri d’ Europa: un percorso attraverso le sfide e i dubbi del presente

Presentazione dell’iniziativa

Con Pier Virgilio Dastoli,  Ulrike Guérot (autrice di La nuova guerra civile, Edizioni Alpina), Eric Joszef, Davide Mattiello, Roberto Santaniello.

Presenta Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe”, co-finanziato dall’ Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, ADD, Benvenuti in Italia e Ullstein

 

Nella Giornata dell’Europa, autori ed editori presentano il percorso “Cantieri d’Europa”, per comprendere ciò che siamo, attraverso le tendenze attuali della politica, della cultura e della tecnologia.

 

Giovedì 9 maggio

 

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

 

 

 

Ore 15,00

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: Poliedricità e attualità di Spinelli*

@Presentazione dell’ edizione spagnola di Come ho tentato di diventare saggio (Como traté de hacerme sabio) Icaria Editorial

Con Marcello Belotti, Renata Colorni, Pier Virgilio Dastoli, Ulrike Guérot, Eric Jozsef, Roberto Palea, Davide Mattiello, Roberto Santaniello

Modera Riccardo Lala,

A cura di Alpina, in collaborazione con OGR,  con Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe” , co-finanziato dalla Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),  Il Mulino e Icaria Editorial

Nell’ambito della presenza della lingua spagnola come ospite d’onore del Salone, intellettuali di diversa estrazione e specializzazione affrontano uno dei personaggi centrali della storia dell’integrazione europea.

*ATTENZIONE: L’ORA CORRETTA E’ 15,00

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

Giovedì 9 maggio

 

Centro Studi San Carlo  Via Monte di Pietà 2

Ore 21,00

 

Cantieri d’Europa:  Film “l’Europa non cade dal cielo”, di Italo Spinelli: proiezione e dibattito

 

Con Stefano Commodo, Ulrike Guérot, Pier Virgilio Dastoli, Eric Jozsef,Roberto Santaniello,  Italo Spinelli

 

Modera: Riccardo Lala

 

A cura di: Alpina, in collaborazione con Rinascimento Europeo e Movimento Europeo – Italia (progetto “Europe Day 2019” co-finanziato dal Movimento Europeo Internazionale nel quadro del Programma Europa per i cittadini).

 

In un momento in cui è forte la tentazione di fare, dei Padri Fondatori dell’Europa, delle icone disincarnate e inoffensive, occultandone il forte carattere e l’indipendenza di pensiero, può essere istruttivo un confronto senza pregiudizi con il vissuto di quei personaggi, pienamente inseriti nei conflitti del loro tempo e nondimeno pienamente attuali

 

 

“CANTIERI D’ EUROPA”: PROGRAMMA CORRETTO

 

 

 

Giovedì 9 maggio :GIORNATA DELL’ EUROPA

Ore 13,30 Salone del Libro – Sala Internazionale

Cantieri d’ Europa: un percorso attraverso le sfide e i dubbi del presente

Presentazione dell’iniziativa

Con Pier Virgilio Dastoli,  Ulrike Guérot (autrice di La nuova guerra civile, Edizioni Alpina), Eric Joszef, Davide Mattiello, Roberto Santaniello.

Presenta Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe”, co-finanziato dall’ Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, ADD, Benvenuti in Italia e Ullstein

 

Nella Giornata dell’Europa, autori ed editori presentano il percorso “Cantieri d’Europa”, per comprendere ciò che siamo, attraverso le tendenze attuali della politica, della cultura e della tecnologia.

 

Giovedì 9 maggio

 

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 15,00 All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: Poliedricità e attualità di Spinelli*

@Presentazione dell’ edizione spagnola di Come ho tentato di diventare saggio (Como traté de hacerme sabio) Icaria Editorial

Con Marcello Belotti, Renata Colorni, Pier Virgilio Dastoli, Ulrike Guérot, Eric Jozsef, Roberto Palea, Davide Mattiello, Roberto Santaniello

Modera Riccardo Lala,

A cura di Alpina, in collaborazione con OGR,  con Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe” , co-finanziato dalla Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),  Il Mulino e Icaria Editorial

Nell’ambito della presenza della lingua spagnola come ospite d’onore del Salone, intellettuali di diversa estrazione e specializzazione affrontano uno dei personaggi centrali della storia dell’integrazione europea.

 

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

Giovedì 9 maggio

 

Centro Studi San Carlo  Via Monte di Pietà 2

Ore 21,00

 

Cantieri d’Europa:  Film “l’Europa non cade dal cielo”, di Italo Spinelli: proiezione e dibattito

 

Con Stefano Commodo, Ulrike Guérot, Pier Virgilio Dastoli, Eric Jozsef,,Roberto Santaniello,  Italo Spinelli

 

Modera: Riccardo Lala

 

A cura di: Alpina, in collaborazione con Rinascimento Europeo e Movimento Europeo – Italia (progetto “Europe Day 2019” co-finanziato dal Movimento Europeo Internazionale nel quadro del Programma Europa per i cittadini).

 

In un momento in cui è forte la tentazione di fare, dei Padri Fondatori dell’Europa, delle icone disincarnate e inoffensive, occultandone il forte carattere e l’indipendenza di pensiero, può essere istruttivo un confronto senza pregiudizi con il vissuto di quei personaggi, pienamente inseriti nei conflitti del loro tempo e nondimeno pienamente attuali

 

 

Venerdì 10 maggio: GIORNATA SU TECNOLOGIA E LAVORO

Ore 10,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Lavoro e tecnologia nell’ Europa di domani

Dialogo fra Enzo Mattina, autore di Europa Contro (Edizioni Rubbettino) e Riccardo Lala , autore di Il ruolo dei lavoratori nell’intelligenza artificiale (Edizioni Alpina)

Con Pier Virgilio Dastoli

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà for the future of Europe” cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), e Rubbettino Editore

 

Solo l’Europa è in grado guidare una trasformazione delle nostre società che permetta al lavoro di vivere da protagonista  la nuova era dell’intelligenza artificiale e del pluricentrismo

 

 

 

 

Venerdì 10 maggio

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 15,00*

*L’ora indicata nella precedente comunicazione era sbagliata

 

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: “L’Europa e il mondo del lavoro”, Presentazione della Consultazione Pubblica sul Futuro dell’ Europa, a cura del CNEL (Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro)

Con Pier Virgilio Dastoli, Alessandro Fontana, Enzo Mattina, Tiziano Treu

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione col CNEL e con il Movimento Europeo – Italia, con il suo progetto “Academic Agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

In una fase così delicata per le istituzioni, il CNEL, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali, ha predisposto una Consultazione pubblica sul futuro dell’Europa, con particolare riferimento agli iscritti a tutte le organizzazioni sociali e produttive del Paese rappresentate. Il Presidente ne discute in anteprima, anche in relazione al recentissimo appello per l’Europa della Confindustria ev dei sindacati.

 

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

 

 

 

Domenica 12 maggio: EUROPA E CINA

Ore 18,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Sulle vie della Seta, Quale strategia?

Colloquio con Alberto Bradanini sull’opera collettiva “L’Europa sulle Vie della Seta, Documenti e riflessioni sul rapporto con la Cina”

Con Riccardo Lala e Giuseppina Merchionne

a cura di Alpina, in collaborazione con Movimento Europeo (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), ed EGEA

L’adesione dell’Italia alla Via della Seta è al centro del dibattito politico ed economico: quali i vantaggi e i rischi? Esiste una strategia, in Italia o in Europa?

 

 

 

 

 

 

Lunedì 13 maggio

Ore 10.30 Salone del Libro – Sala Avorio: LINGUE        

 

Cantieri d’Europa: Le lingue e l’identità europea.

Presentazione del libro “Es patrida gaian, Le lingue per un ritorno all’ Europa” (Alpina)

Con Federico Gobbo, Lucio Levi, Anna Mastromarino, Elisabetta Palici di Suni, Alfredo Papadakis, Stefano Piano,  Dario Elia Tosi

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet) e con il Centro Einstein di Studi Internazionali.

 

Con il rimescolamento seguito all’avanzata dell’Intelligenza Artificiale, all’allargamento della UE, alla Brexit e all’emergere della Cina, anche le prassi consolidate nell’ uso delle lingue vengono messe in discussione: ruoli delle lingue classiche e dell’Inglese; lingue minori e orientali. Linguisti, classicisti, medievisti, giuristi e orientalisti discutono di politiche linguistiche.

 

Lunedi 13 maggio

Ore 15,00: INFRASTRUTTURE

Hotel NH Torino Centro

Sala Deledda

Corso Vittorio Emanuele 104

 

Cantieri d’Europa: Le infrastrutture del Nord-Ovest e le Nuove Vie della Seta

Dibattito fra Alberto Bradanini, Mino Giachino, Giovanna Giordano, Comitato “La Nuova Via della Seta”, Alfonso Sabatino

 

Modera Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

 

Le Nuove Vie della Seta permettono di mettere in contatto un’Europa in difficoltà con il mondo asiatico in piena espansione. Le modalità con cui il nostro territorio si inserirà in questa dialettica determineranno il nostro successo o insuccesso. Ne discutono intellettuali e imprenditori, diplomatici e politici.

 

 

 

Contatti:  Tel. 3357761536     www.alpinasrl.com    info@alpinasrl.com

 

ERRATA CORRIGE: Cantieri d’ Europa, Manifestazione di Venerdì 10 alle OGR

ATTENZIONE:

L’ORA DI INIZIO DELLA MANIFESTAZIONE ALLE OGR DI VENERDì 20 E’ SBAGLIATA.

L’ORA ESATTA E’ 15.00.

 

Riportiamo qui di seguito il programma corretto

Fino dalla sua fondazione,13 anni fa, Alpina ha sempre aspirato a costituire il nocciolo duro pensante di un pensiero entusiasta sull’ Europa, ma alternativo alla versione europea del pensiero unico, con le sue solo apparenti contrapposizioni….Da allora, il Salone del Libro di Torino, concreta manifestazione della vivacità culturale della nostra Regione, ha costituito lo scenario ideale della nostra azione. Già fin dal Salone del 2006, dedicato al concetto di “avventura”, avevamo presentato il nostro catalogo come “avventura dell’Europa” e “avventura delle lingue”.

Inoltre, praticamente unici fra tutti gli Enti, le Istituzioni, i movimenti, i partiti, abbiamo sempre celebrato, in tutti questi anni, con apposite giornate di approfondimento,  la Giornata dell’Europa del 9 maggio, mentre tutti sembrano averla semplicemente dimenticata.Con il passare del tempo, le nostre ipotesi di partenza si sono rivelate sempre più veritiere. Il rallentamento del processo  d’integrazione attraverso l’ Unione Europea, succeduta alle Comunità Europee di cui mi onoro di essere stato funzionario, allontanandosi dalle culture “alte” del nostro Continente, che ancora influenzavano i padri fondatori- classica, cristiana, rinascimentale, illuministica e romantica – ha perso progressivamente di mordente pratico, provocando, nel XXI secolo, una  stagnazione permanente dell’economia, e di appeal emotivo sui cittadini, lasciando spazio a discorsi qualunquistici impropriamente definiti sovranisti o populisti.

L’Europa ritornerà a fare presa sulla parte migliore dei suoi cittadini solo se saprà dare corpo alle loro più radicate domande esistenziali, quali espresse dalle pietre miliari rappresentative delle diverse culture europee, come, a titolo di puro esempio,   “Acque, arie e luoghi” di Ippocrate,  “le Storie” di Erodoto, “i Sepolcri” di  Foscolo, “Aut Aut” di Kierkegaard, “Les Fleurs du Mal” di Baudelaire,  lo “Zarathustra” di Nietzsche,  “Citadelle” di Saint Exupéry o “L’Enracinement” di  Simone Weil, e salvarli concretamente dall’ egemonia delle macchine intelligenti e dall’impotenza della nostra economia nelle lotte accanite in corso sui mercati internazionali.

Da almeno un paio di anni ci battevamo, insieme ad altri editori grandi e piccoli,  affinché un’edizione del Salone del Libro fosse dedicata interamente all’ Europa, ma la precedente gestione del Salone aveva opposto obiezioni di carattere economico. Quest’anno, ci è stato concesso di dedicare all’ Europa almeno un percorso, che stiamo realizzando in collaborazione con il Movimento Europeo in Italia, e abbiamo battezzato “Cantieri d’Europa”, da un lato italianizzando il nostro glorioso marchio “Baustellen Europas”, che si ispirava all’epoca pionieristica delle gru di Berlin-Mitte per ricostruire l’area devastata dal Muro, e, dall’ altra, all’urgenza d’ incominciare a ricostruire l’economia europea sfruttando l’occasione offertaci dalla Nuova Via della Seta.

Quest’anno, godiamo anche di due fortunate coincidenze:

-da un lato, il fatto che il Salone apre precisamente il 9 maggio, sicché possiamo  inaugurare “Cantieri d’Europa” celebrando nello stesso tempo la Giornata dell’ Europa.

-dall’altro, che le elezioni europee si terranno il 23-26 di maggio, e che pertanto il pubblico sarà preparato ad affrontare i temi più scottanti dell’Europa, quali quelli affrontati nelle nostre quattro novità librarie e nelle otto manifestazioni di “Cantieri d’ Europa” (strategie per il futuro, tecnologie e lavoro, Vie della Seta, regime linguistico.Anticipiamo così il programma dei “Cantieri d’ Europa”, che preciseremo ulteriormente in seguito.

I temi lato sensu europei stanno infiammando sempre più il mondo della comunicazione, della cultura e della politica: pro e contro la globalizzazione o l’immigrazione; la crisi; la disoccupazione tecnologica; l’avanzata pacifica della Cina; la difesa del patrimonio culturale e naturale. In un momento in cui gli Europei sono chiamati, con le elezioni del 2019, a esprimersi su questi temi, è un dovere civico, per la cultura, contribuire alla disseminazione consapevolezza di queste grandi questioni in gioco, per favorire una scelta informata e consapevole.Il metodo prescelto è quello dei “cantieri”, che allude alla volontà di costruire, ricostruendo  ciò che è andato distrutto: non imposizioni dogmatiche, bensì una ricerca in comune di qualcosa di autentico. Esso si salda con l’esigenza di formulare proposte costruttive, specie in relazione all’effetto trainante  delle innovazioni tecnologiche e della nuova Via della Seta.Questo metodo, che tentiamo d’inaugurare con il Salone di Torino 2019, potrebbe, e, a nostro avviso, dovrebbe, essere generalizzato a tutta la vita dell’Europa.

Calendario incontri e dibattiti:

Giovedì 9 maggio

Ore 13,30 Salone del Libro – Sala Internazionale

Cantieri d’ Europa: un percorso attraverso le sfide e i dubbi del presente

Presentazione dell’iniziativa

Con Pier Virgilio Dastoli,  Ulrike Guérot (autrice di La nuova guerra civile, Edizioni Alpina), Eric Joszef, Davide Mattiello, Roberto Santaniello.

Presenta Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe”, co-finanziato dall’ Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, ADD, Benvenuti in Italia e Ullstein

 

Nella Giornata dell’Europa, autori ed editori presentano il percorso “Cantieri d’Europa”, per comprendere ciò che siamo, attraverso le tendenze attuali della politica, della cultura e della tecnologia.

 

Giovedì 9 maggio

 

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 16,30

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: Poliedricità e attualità di Spinelli*

@Presentazione dell’ edizione spagnola di Come ho tentato di diventare saggio (Como traté de hacerme sabio) Icaria Editorial

Con Marcello Belotti, Renata Colorni, Pier Virgilio Dastoli, Ulrike Guérot, Eric Jozsef, Roberto Palea, Davide Mattiello, Roberto Santaniello

Modera Riccardo Lala,

A cura di Alpina, in collaborazione con OGR,  con Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe” , co-finanziato dalla Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),  Il Mulino e Icaria Editorial

Nell’ambito della presenza della lingua spagnola come ospite d’onore del Salone, intellettuali di diversa estrazione e specializzazione affrontano uno dei personaggi centrali della storia dell’integrazione europea.

 

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

Giovedì 9 maggio

 

Centro Studi San Carlo  Via Monte di Pietà 1

Ore 21,00

 

Cantieri d’Europa:  Film “l’Europa non cade dal cielo”, di Italo Spinelli: proiezione e dibattito

 

Con Stefano Commodo, Ulrike Guérot, Pier Virgilio Dastoli, Eric Jozsef,Roberto Santaniello,  Italo Spinelli

 

Modera: Riccardo Lala

 

A cura di: Alpina, in collaborazione con Rinascimento Europeo e Movimento Europeo – Italia (progetto “Europe Day 2019” co-finanziato dal Movimento Europeo Internazionale nel quadro del Programma Europa per i cittadini).

 

In un momento in cui è forte la tentazione di fare, dei Padri Fondatori dell’Europa, delle icone disincarnate e inoffensive, occultandone il forte carattere e l’indipendenza di pensiero, può essere istruttivo un confronto senza pregiudizi con il vissuto di quei personaggi, pienamente inseriti nei conflitti del loro tempo e nondimeno pienamente attuali

Venerdì 10 maggio

Ore 10,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Lavoro e tecnologia nell’ Europa di domani

Dialogo fra Enzo Mattina, autore di Europa Contro (Edizioni Rubbettino) e Riccardo Lala , autore di Il ruolo dei lavoratori nell’intelligenza artificiale (Edizioni Alpina)

Con Pier Virgilio Dastoli

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà for the future of Europe” cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), e Rubbettino Editore

Solo l’Europa è in grado guidare una trasformazione delle nostre società che permetta al lavoro di vivere da protagonista  la nuova era dell’intelligenza artificiale e del pluricentrismo

Venerdì 10 maggio

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 15,00

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: “L’Europa e il mondo del lavoro”, Presentazione della Consultazione Pubblica sul Futuro dell’ Europa, a cura del CNEL (Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro)

Con Pier Virgilio Dastoli, Alessandro Fontana, Enzo Mattina,  Roberto Santaniello, Tiziano Treu

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione col CNEL e con il Movimento Europeo – Italia, con il suo progetto “Academic Agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

In una fase così delicata per le istituzioni, il CNEL, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali, ha predisposto una Consultazione pubblica sul futuro dell’Europa, con particolare riferimento agli iscritti a tutte le organizzazioni sociali e produttive del Paese rappresentate. Il Presidente ne discute in anteprima, anche in relazione al recentissimo appello per l’Europa della Confindustria ev dei sindacati.

 

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

 

Domenica 12 maggio

Ore 18,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Sulle vie della Seta, Quale strategia?

Colloquio con Alberto Bradanini sull’opera collettiva “L’Europa sulle Vie della Seta, Documenti e riflessioni sul rapporto con la Cina”

Con Riccardo Lala e Giuseppina Merchionne

a cura di Alpina, in collaborazione con Movimento Europeo (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), ed EGEA

L’adesione dell’Italia alla Via della Seta è al centro del dibattito politico ed economico: quali i vantaggi e i rischi? Esiste una strategia, in Italia o in Europa?

     

Lunedì 13 maggio

Ore 10.30 Salone del Libro – Sala Avorio   

 

Cantieri d’Europa: Le lingue e l’identità europea.

Presentazione del libro “Es patrida gaian, Lingue per la patria europea (Alpina)

Con Federico Gobbo, Lucio Levi, Anna Mastromarino, Elisabetta Palici di Suni, Alfredo Papadakis, Stefano Piano, Dario Elia Tosi

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet) e con il Centro Einstein di Studi Internazionali.

 

Con il rimescolamento generale seguito all’avanzata dell’Intelligenza Artificiale, all’allargamento della UE, alla Brexit e all’emergere della Cina, anche le prassi consolidate nell’ uso delle lingue vengono messe in discussione: ruoli delle lingue classiche e dell’Inglese; lingue minori e orientali. Linguisti, classicisti, medievisti, giuristi e orientalisti discutono di politiche linguistiche.

Lunedi 13 maggio

Ore 15,00

Hotel NH Torino Centro

Sala Deledda

Corso Vittorio Emanuele 104

 

Cantieri d’Europa: Le infrastrutture del Nord-Ovest e le Nuove Vie della Seta

Dibattito fra Alberto Bradanini, Mino Giachino, Giovanna Giordano, Comitato “La Nuova Via della Seta”, Alfonso Sabatino

 

Modera Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

 

Le Nuove Vie della Seta permettono di mettere in contatto un’Europa in difficoltà con il mondo asiatico in piena espansione. Le modalità con cui il nostro territorio si inserirà in questa dialettica determineranno il nostro successo o insuccesso. Ne discutono intellettuali e imprenditori, diplomatici e politici.

 

Lo stand

CANTIERI D’EUROPA

Padiglione 3, N. 131, ACCANTO ALLA SALA ARGENTO

accoglie i visitatori del Salone con le produzioni di Alpina e la documentazione del Movimento Europeo – Italia .

Inoltre, mette a disposizione di tutti una selezione delle produzioni librarie europee recenti su temi europei.

Tutti gli editori sono invitati a lasciarci in consegna, per consultazione, un esemplare dei loro libri sull’ Europa.

 

Le novità Alpina 2019 sono:

Ulrike Guérot, La nuova guerra civile, L’Europa aperta e i suoi nemici

Riccardo Lala, Il ruolo dei lavoratori nell’era dell’Intelligenza Artificiale: verso una nuova alleanza fra capitale e lavoro?

Associazione Culturale Diàlexis, L’Europa lungo le Vie della Seta, Documenti e riflessioni, con una prefazione di S.E.Alfredo Bradanini

Associazione Culturale Diàlexis, Es patrìda gaian, Lingue per la patria europea

 

 

Contatti:  Tel. 3357761536   0116690004  www.alpinasrl.com    info@alpinasrl.com

 

“CRESCITA 0”, l’ultima occasione per ripensare la nostra cultura economica

 

I        media,e l’establishment in generale. continuano a sparare a zero sul “populismo”, colpevole, certamente, di una “grande semplificazione”. Tuttavia, questa semplificazione dei populisti è semplicemente lo stadio terminale di una semplificazione interminabile, che prosegue oramai da secoli, allontanando sempre più le stesse classi dirigenti dalla comprensione delle realtà economiche e sociali,e allineandole sui luoghi comuni che circolano fra gl’incolti, secondo un trend che gli autori classici avrebbero definito “verso l’oclocrazia”.

Risultati immagini per oclocrazia

 

1.Le “grandi narrazioni”

Siamo passati infatti dal materialismo volgare dell’illuminismo radicale, all’utilitarismo di Bentham, al “materialismo dialettico” di Engels, alla teoria dello sviluppo di Rostow, e, giù giù, attraverso il “deficit spending” keynesiano, la “decrescita felice” di Latouche, le “riforme” condivise da tutti e mai realizzate…La falsa alternativa fra liberismo e keynesismo ha paralizzato il dibattito politico ed economico degli ultimi 70 anni, non permettendo a nessuno di vedere la realtà vera delle società contemporanee, con la sopravvivenza di elementi feudali e schiavistici, la permanenza della guerra, uscita dalle trincee mitteleuropeee e dalle città bombardate, per spostarsi verso Hiroshima e Nagasaki, la Grecia, i Carpazi, la Corea, il Vietnam, il Subcontinente Indiano, l’Africa, la Jugoslavia, l’ ex Unione Sovietica, e, soprattutto con una società mondiale dominata dal Complesso Informatico-militare e dagl’intrecci fra i vertici degli Stati e le grandi imprese innovative, e fra criminalità organizzata, politica ed economia.I modelli più appropriati per spiegare questa realtà restano,m a mio avviso, quelli, da tutti negletti, di List, Hilferding e Kalecki.

Non avendo compreso come funziona veramente l’economia, né nazionale, né internazionale, è ovvio che poi non si riesca a “manovrare” l’economia stessa per ottenere  gli obiettivi pur tanto conclamati.

 

2.Le ricette inutili e dannose

Così, ne abbiamo viste di tutte, dal “richiamo all’ordine” del fascismo, al corporativismo, all’ economia di guerra, alla “politica della lesina” einaudiana, alla programmazione economica nazionale, al “salario come variabile indipendente”, al “welfare State”, alle liberalizzazioni, alle privatizzazioni,all’obbligo costituzionale di  pareggio di bilancio, alla “spending review”. Ora abbiamo anche il reddito di cittadinanza e la “flat tax”, e l’economia va sempre peggio, indifferente alle ricette di economisti, politici, capitani  d’industria e sindacalisti.

 

  1. Cambiare discorso

L’ultimo studio presentato dalla Confindustria è perentorio: per tutto il 2019, crescita 0. Prima delle elezioni europee, questa sarebbe un’occasione d’oro, anche per la Confindustria, per proporre soluzioni precise e innovative.

Infatti, tutte le misure studiate, proposte, difese, votate e implementate da fascisti, liberali, democristiani, repubblicani, socialisti,tecnici,berlusconiani, democratici, 5 stelle e leghisti,  hanno toccato sempre e soltanto la distribuzione della ricchezza, non già la sua creazione. Che non nasce, né dalle fantasie anarchiche dei capitalisti (“gli spiriti animali” di Schumpeter), né dall’immissione casuale di moneta (gli “elicotteri che buttano dollari alla folla”), bensì da un supporto mirato alle attività strategiche, come per esempio l’assegnazione di terre nel Far West o nelle Paludi Pontine, le ferrovie del XIX secolo, Cinecittà, la Volkswagen, il Progetto Manhattan, il DARPA, la NASA, l’Alta Velocità Cinese, la Via della Seta…

Tuttavia, come hanno dimostrato gl’incontri di questa settimana di Italiani, francesi, tedeschi e lussemburghesi con Xi Jinping, questo tipo di stimoli può essere dato solo da realtà statuali grandi e coese, come l’America di Giorgio Washington (lui stesso un agrimensore e un promotore immobiliare) di Roosevelt, di Truman e di Eisenhower, i Paesi dell’Asse, la Cina di Xi Jinping, non già dalla miriade di staterelli europei, né da un’organizzazione debole e dispersiva come l’ Unione Europea.

 

4.Dall’ “Europe Puissance” al “Soverainisme Européen »

Gli Europei, siano essi la Commissione o la Germania, la Francia e l’Italia, hanno ben poco da offrire alla Cina in cambio del suo mercato, dei suoi Yuan, dei suoi treni, delle sue nuove tecnologie. La colonizzazione è nei fatti stessi, non già nella volontà “predatrice” della Cina. I porti non si ammodernano se i Cinesi non portano decisioni, clienti e soldi; l’Airbus (l’unico colosso “europeo”) si ferma se la Cina non compra i suoi aerei; il “made in Italy” non si promuove senza i buoni uffici di Alibaba, ecc..

L’unico modo per fare ripartire l’economia è creare un’“Europe Puissance” (come diceva Giscard d’Estaing), capace di centralizzare gl’investimenti dei fondi sovrani nelle nuove tecnologie e nei campioni nazionali, di imporre una precisa strategia pan-europea, di negoziare da una posizione di forza con le grandi potenze.

Macron aveva inizialmente promesso di andare verso un “souverainisme Européen”, ma ha ben presto cambiato idea, ricalcando le orme dei suoi predecessori. Il Trattato di Aquisgrana è un pallido succedaneo di quello dell’Eliseo. L’Europa non si costruisce così.

Più che una colonizzatrice, la Cina appare nelle vesti di quello che De Gaulle chiamava “il federatore esterno”. Solo che, tanto l’America, quanto la Russia sembrano avere rinunziato a questo ruolo (da esse ambito e tanto deprecato da De Gaulle), preferendo, in ultima analisi, un’Europa divisa.

Sta ora a noi, i cittadini europei, liberatici dai diktat ideologici e dai complessi d’inferiorità, attivarci a questo fine, se del caso sfruttando le opportunità che ci offrono le grandi potenze.

 

 

FIRMATO IL MEMORANDUM OF UNDERSTANDING ITALIA-CINA: Strategia europea per la Via della Seta cercasi disperatamente.

Per fortuna, in occasione della visita del Presidente Xi Jinping in Italia, ha prevalso, alla fine, il buon senso, e il Governo italiano ha firmato senza indugio l’MOU predisposto in esito al lavoro della Task Force Cina del Ministero dello Sviluppo Economico (cfr .ALLEGATI).

Sono state tacitate così le voci trasversali secondo cui l’MOU non risponderebbe agl’interessi nazionali, italiani o europei, e addirittura comporterebbe rischi per la sicurezza nazionale.

Premesso che:

1)sta diventando sempre più difficile distinguere fra interessi individuali, di classe, regionali, nazionali, europei e dell’Umanità, quel che bisogna ricercare è un giusto ed efficace equilibrio fra i vari livelli;

2)che, dal punto di vista della sicurezza, l’Italia si trova già ora nella situazione peggiore possibile, essendo essa eterodiretta da una potenza che, come gli USA, ha non soltanto interessi, ma addirittura percezioni del mondo, radicalmente diverse da quelle dell’Italia stessa,

a me sembra che, non solamente l’MOU, bensì la pretesa e criticata adesione occulta al “Beijing Consensus” (abbandonando il “Washington Consensus”), non potrebbero fare altro che migliorare l’attuale, disperata, situazione del nostro Paese.

Vediamo intanto i diversi vantaggi dell’ MOU firmato a Roma il 22 u.s.:

1)Vantaggi culturali

L’avanzare delle macchine intelligenti sta svuotando completamente la sostanza stessa dell’umano, situazione grave soprattutto per un Paese, come l’Italia, che è stato deliberatamente tenuto fuori da qualunque aspetto determinante nello sviluppo dell’informatica. L’intervista di Edward Snowden del 19 marzo a “La Repubblica” è eloquente a questo riguardo: gl’Italiani verrebbero trattati, dalla comunità americana dell’intelligence, “come bambini”. Inoltre, quando si pensa alle eccellenze dell’ Italia nella storia, nella cultura, nel modo di vivere, nella religione, si pensa sempre ad aspetti radicalmente contrapposti all’ attuale Società delle Macchine Intelligenti.

Solo la Cina non ha mai cessato di attribuire ufficialmente all’Italia questo suo valore storico, accomunandola per 1500 anni, sotto il nome di Da Qin, ”la Grande Cina”, all’ Impero Romano e al Cristianesimo, come ha fatto ancora a Roma il Presidente Xi Jinping. Ancor oggi la Cina ha fatto ricorso all’ Italia per redigere il suo Codice Civile. D’altra parte, la Cina è anche  l’unico Paese che tributi quotidianamente un ossequio formale ai propri “classici”, citati incessantemente (con tanto di note filologiche), dal Presidente Xi Jinping nei suoi discorsi, e spiegati alla televisione con apposite trasmissioni. Sarebbe come se i discorsi dei nostri uomini politici fossero un incastro di citazioni di Bibbia, Omero, tragedie e filosofi greci, De Bello Gallico, Divina Commedia, ecc…

Anche sulla base di questo culto condiviso per la “classicità” intesa nel senso più ampio, con 300 milioni di turisti cinesi che si muovono ogni anno attraverso il mondo, esiste un enorme margine per creare una potentissima industria turistica e culturale congiunta italo-cinese, cosa a cui i nuovi accordi fanno per altro più di un accenno. Basti pensare che l’MOU prevede addirittura di creare in Cina una piattaforma italo-cinese dedicata alla promozione del modo di vita italiano. D’altronde, queste cose in Cina non sono nuove. Basti pensare alla ex concessione italiana di Tianjing, che è stata trasformata in una “Italian Style City”.

2.I vantaggi economici

L’ attuale recessione, innescata dai dazi di Trump, che attanaglia ogni giorno di più, non solo l’Italia, ma tutta l’Europa, a cominciare dalla Germania, non riguarda solo gl’indicatori attuali, bensì si estende alla mancanza di progetti e al pessimismo generalizzato, ma soprattutto, come ha messo a nudo la vicenda del viaggio di Xi Jinping, all’assenza di un’ ”advocacy” europea  unica, che negozi   gli accordi economici a vantaggio dell’ intera Unione, e, infine, alla dichiarata volontà di Trump di contingentare la produzione e l’export europei per ripristinare la primazia americana (“America first”).

Si noti che il documento sfornato dalla Commissione un paio di giorni prima del viaggio di Xi non risolve il problema, perché, se tenta di rendere la vita più difficile ai negoziatori extraeuropei, non risolve il problema di fondo, vale a dire che i  negoziatori europei che dovrebbero fronteggiarli semplicemente non esistono. Infatti, chi potrebbe discutere con Xi di tutte le materie di cui egli è competente: cultura, difesa, diritto, economia, ecc..? Non certo il Presidente del Consiglio Europeo, né quello della Commissione, né l’ Alto Rappresentante per la PESC…

In questa situazione, l’Italia e l’Europa si trovano in un vicolo cieco, in cui sono costrette a trovare qualche elemento nuovo, per rovesciare un trend che inevitabilmente li sta  condannando. In questa situazione, coltivare rapporti privilegiati con la maggior potenza economica del mondo può fornire vantaggi fondamentali, quali la possibilità di reperire finanziamenti internazionali, nazionali e internazionali(AIIB), pubblici e privati, che negli ultimi anni sono divenuti difficilissimi in un contesto occidentale, dati i vincoli UE e l’atteggiamento ostile delle agenzie di rating; un accesso agevolato al mercato e alle tecnologie cinesi, oggi spesso più avanzate di quelle americane, per non dire quelle europee (5G, web, computer quantici, aerospazio).

Nel caso dell’Europa, il vantaggio è stato dimostrato plasticamente dall’acquisto, in un solo blocco, da parte della Cina, di 290 aerei dall’ Airbus, l’unico “campione europeo” realmente esistente, proprio durante quel viaggio a Parigi che avrebbe dovuto vedere la sconfessione della Via della Seta da parte del tandem franco-tedesco. Tra l’altro, anche il gran daffare intorno alla reciprocità e al “golden power” è merito della Via della Seta. Prima, quando i possibili investitori erano solo gli Americani, non c’era alcuno zelo nel difendere l’economia nazionale.

Nel caso dell’ Italia,i  vantaggi legati  all’ MOU sono altrettanto evidenti.

Come non si stancano di lamentare gli esperti di trasporti, il principale problema dei porti italiani è che la maggior parte delle merci, anche per il Norditalia, transitano da Rotterdam e Amburgo perché i nostri porti sono insufficienti. Tuttavia, l’Italia è più vicina alla Cina di quanto non lo sia il Mare del Nord. Ora che i Cinesi sembrano intenzionati a portare traffico e soldi a Genova e a Trieste, il problema non si dovrebbe più porre, e tutto il sistema logistico italiano, dai TAV del Norditalia, agl’interporti, ne saranno agevolati. In questo, come in molti altri casi, ci volevano i Cinesi poer fare prevalere il buon senso contro le opposte illogicità degli Europei: il furbesco privilegio degli uni e la beota faziosità degli altri. Sarà vero che l’ Imperatore della Cina ha un Mandato del Cielo?

 

  1. I vantaggi politici

A maggior ragione, se e nella misura in cui l’influenza dell’America, attraverso l’ideologia, la diplomazia, i dazi,  ha come suo obiettivo quello di neutralizzare la forza dell’Europa, tutte le energie che controbilancino, nella cultura, nelle relazioni internazionali, nel commercio, quell’influenza, non possono che essere salutari per la forza dell’ Europa. Non è vero quindi che l’influenza cinese comprometta la nostra identità e sovranità: al contrario, le grandi comunalità che uniscono la nostra cultura con le altre dell’ Eurasia (fedeltà ai valori dell’“Epoca Assiale”, culturalismo, meritocrazia, comunitarismo) costituiscono una leva per  contrastare l’omologazione anti-cultuale della “cultura mainstream” e per rialzare il nostro “standing” in Italia e in Europa, con un richiamo costante al nostro passato, non certo inferiore, anche se non superiore, a quello degli altri grandi imperi millenari (cinese, indiano, persiano…).

Quello che vale per l’Europa vale a maggior ragione per l’Italia: trascinata lontano dalle sue radici classiche e cattoliche per immergerla nella più sguaiata modernità (diseducazione generalizzata, mercificazione, cementificazione); privata con stratagemmi o con la violenza dei suoi migliori capitani d’industria (Olivetti e Mattei); spogliata delle sue migliori imprese, ridotte a “spezzatino” per la gioia dei concorrenti.

3.I pericoli  della Via della Seta

Le due aree su cui si sta tentando di raggiungere un accordo fra Europa e Cina sono, da un lato, un trattato generale sugli investimenti (che dovrebbe sostituire gli esistenti trattati commerciali di tutti gli Stati membri), e, dall’ altra, la “piattaforma di connettività”, dedicata in particolare alla Via della Seta.Tutti argomenti non trattati dall’ MOU italiano (né dal previsto MOU francese), in quanto di competenza della Commissione.

Nei confronti dell’Italia, si ripetono gli ammonimenti che sono già stati agitati nei confronti dei Paesi afroasiatici che già sono impegnati nella Via della Seta:

a)la “trappola del debito”: i partner della Cina, realizzando le infrastrutture a credito, finirebbero  per addossarsi un onere finanziario inaccettabile. L’MOU non parla affatto di finanziamenti, bensì di collaborazioni, di forniture, di servizi. Si tratta infatti dei business più svariati: forniture chiavi in mano dall’ Italia alla Cina; collaborazioni culturali, commerciali e tecnologiche, dove semmai l’Italia incassa e la Cina paga;

b)la “svendita degli assets strategici”. Ma qui non si sta, non dico svendendo, ma neppure vendendo, niente. Semmai, si è già venduta, qualche anno fa, la Pirelli. I porti di Genova e di Trieste non sono in vendita. Semmai, si tratta di potenziarli per ospitare il traffico con la Cina .Invece, mi risulta che siano controllati dall’ America e da molto tempo alcune industrie veramente strategiche, come certe aziende aerospaziali, le reti informatiche, l’industria automobilistica…Quanto alle acciaierie, le abbiamo vendute ai Russi e agli Indiani, e un provider telefonico, addirittura a un Egiziano..

c)lo spionaggio elettronico: lo spionaggio elettronico ai danni degli Europei è condotto, alla luce del sole, in base ad accordi semisegreti, dai 16 servizi segreti americani fin da quando esiste l’ elettronica. Quando era scoppiato lo scandalo Prism, Obama l’aveva riconosciuto apertamente, sostenendo che gli Stati Uniti non avevano alcuna intenzione di smettere. Inoltre, i servizi segreti cinesi spiano da tempo con molto successo gli Stati Uniti, provocando tra l’altro la rottamazione di tutti i più recenti progetti dell’industria americana in quanto copiati dai Cinesi prima ancora della loro realizzazione. Ne consegue che i Cinesi, attraverso gli Stati Uniti, hanno già accesso a tutti i segreti tecnologici e militari dell’Italia. La supremazia tecnologica Huawei e la fornitura del materiale da parte di quest’ultima potrebbe avere, semmai, il vantaggio d’ interrompere lo spionaggio americano.

d)la sicurezza: Oggi, l’Italia e l’Europa sono tutt’altro che sicure. Fare affidamento sull’armamento atomico dell’America, che, come ripete Trump, non vede l’ora di disimpegnarsi, è una pura finzione. In realtà, sono gli Europei ad essere costretti a spendere somme ingentissime per supportare un sistema di difesa che serve esclusivamente gli interessi americani, e che in caso di guerra lascerebbe l’Europa automaticamente in balia delle rappresaglie nemiche (per esempio contro le nostre basi dove sono stazionate le testate nucleari americane). L’America ci minaccia di cambiare il nostro ruolo nella NATO? Ma noi nella NATO ci siamo solo per fornire gratis più di 100 basi, accollandoci, così, un rischio nucleare che non ci spetterebbe. Un ruolo meno importante di così non riesco a immaginarlo.

e)La tutela dell’ economia nazionale:La legislazione di protezione nel campo degli appalti e degl’investimenti esteri avrebbe dovuto essere adottata da settant’anni. Tuttavia, non è questa che può proteggere l’Europa dalla presenza di concorrenti o partners più forti. L’Europa si protegge solo divenendo essa stessa più forte al suo interno, con una cultura civica autentica, con una leadership forte almeno quanto quella dei concorrenti, con il coordinamento di tutte le energie del Paese, come previsto dalla nuova dottrina americana di difesa, con un “deep State” sostanzioso, coeso, tonico e motivato culturalmente.

Lo stesso dovrebbe valere anche per l’Italia, solo che, quando gli Stati di medie dimensioni, come quelli europei, pretendono di essere “sovrani” nello stesso senso in cui lo sono degl’imperi di  un miliardo e mezzo di abitanti, fanno la fine del re delle rane, che si gonfiò fino a scoppiare (come abbiamo dovuto toccare con mano nella 2° guerra mondiale).

e)La mancanza di reciprocità: Come i giornali tedeschi hanno fatto rilevare, l’incapacità di Merkel ad esprimere a Xi Jinping le attese obiezioni è derivata dalla mancanza di alternative Non è, infatti,  che i Cinesi oppongano alle importazioni degli Europei ostacoli burocratici maggiori della media. E’ che gli Europei hanno poco da offrire ai Cinesi, oggi come ai tempi di Lord McCartney. E hanno poco da offrire perché non hanno le dimensioni richieste per un mercato grande come quello cinese. Inoltre, non hanno neppure quell’ ambizione di esportare che anima invece i Cinesi, forse per reazione all’espansionismo europeo del passato. Nel ‘500, erano infatti gli Europei a costruire basi navali all’ estero, come per esempio nello Stato delle Indie Orientali, portoghese, e presso la Compagnia delle Indie Orientali (inglese), lungo tutta  la Via Marittima della Seta. Ora, i Cinesi vogliono fare lo stesso cammino, ma all’inverso.

Per questi motivi, Angela Merkel, accorsa a Parigi, non ha saputo fornire esempi di richieste di  reciprocità non andate a buon fine. Forse a i Tedeschi è stato vietato di fabbricare le Volkswagen e le Mercedes in Cina? Anzi, le auto tedesche sono le più vendute. Hanno mai chiesto di finanziare porti in Oriente? Secondo lo Spiegel, i Tedeschi non vorrebbero neppure finanziare i porti italiani, ma non possono opporsi a che lo facciano  i Cinesi di loro spontanea iniziativa.

Allegato n. 1

MEMORANDUM D’INTESA TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE SULLA COLLABORAZIONE NELL’AMBITO DELLA“VIA DELLA SETA ECONOMICA” E DELL’ “INIZIATIVA PER UNA VIA DELLA SETA MARITTIMA DEL 21° SECOLO”

Il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Popolare cinese (di seguito definite “le Parti”) mossi dall’intento di approfondire la cooperazione bilaterale concreta;

Accogliendo con favore l’organizzazione del “Belt and Road Forum for International Cooperation”, tenutosi a Pechino nel maggio 2017;

Riconoscendo l’importanza ed i benefici derivanti da un miglioramento della connettività tra Asia ed Europa ed il ruolo che l’iniziativa “Belt and Road” può svolgere a tale riguardo;

Richiamando il Comunicato congiunto della Tavola Rotonda dei Leader al “Belt and Road Forum for International Cooperation”;

Richiamando il Piano d’Azione per il rafforzamento della cooperazione economica, commerciale, culturale e scientifico-tecnologica tra Italia e Cina 2017-2020,adottato a Pechino nel maggio 2017;

Richiamando il Comunicato congiunto della Nona sessione del Comitato intergovernativo Italia-Cina, tenutasi a Roma il 25 gennaio 2019 e l’impegno ivi espresso per promuovere il partenariato bilaterale in uno spirito di mutuo rispetto, uguaglianza e giustizia, con modalità reciprocamente vantaggiose, nell’ottica di una rafforzata solidarietà globale;

Consapevoli del comune patrimonio storico sviluppato lungo le vie di comunicazione terrestri e marittime tra l’Europa e l’Asia, nonché del tradizionale ruolo dell’Italia quale terminale della Via della Seta marittima;

Rinnovando il comune impegno all’osservanza degli scopi e dei principi espressi nella Carta delle Nazioni Unite ed alla promozione di una crescita inclusiva e di uno sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici;

2Richiamandoaltresì gli obiettivi stabiliti dall’Agenda Strategica di Cooperazione UE-Cina 2020 e i principi che guidano la Strategia UE per la Connettività tra Europa ed Asia adottata nell’ottobre 2018;

hanno raggiunto i seguenti intendimenti:

 

ParagrafoI:Obiettivi e Principi guida della Collaborazione

  1. Le Parti si adopereranno insieme nell’ambito dell’Iniziativa “Belt and Road” al fine di tradurre i rispettivi complementari punti di forza in reciproci vantaggi per una collaborazione concreta ed una crescita sostenibile, sostenendo le sinergie tra l’iniziativa “Belt and Road” e le priorità identificate nel Piano d’Investimenti per l’Europa e le Reti di Trasporto Trans-Europee, tenuto conto delle discussioni in corso in seno alla “Piattaforma di connettività UE-Cina”. In tal modo, le Parti intendono anche rafforzare i rapporti politici, i legami economici e gli scambi diretti tra i due popoli. Le Parti rafforzeranno la collaborazione e promuoveranno la connettività regionale in un contesto aperto, inclusivo e bilanciato, vantaggioso per tutti, così da promuovere la pace, la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo sostenibile nella regione.
  2. Le Parti promuoveranno la collaborazione bilaterale sulla base dei seguenti principi:

(i)Guidate dagli obiettivi e dai principi della Carta delle Nazioni Unite, le Parti lavoreranno per lo sviluppo e la prosperità comuni, per una più profonda fiducia reciproca e una collaborazione di mutuo vantaggio;

(ii)Nel rispetto delle rispettive leggi e regolamenti nazionali ed in conformità con i rispettivi obblighi internazionali, le Parti si sforzeranno di promuovere il regolare sviluppo dei loro progetti di collaborazione;

(iii)Le Parti esploreranno possibili sinergie e assicureranno coerenza e complementarietà con i meccanismi di collaborazione bilaterali e multilaterali e con le piattaforme regionali di cooperazione già esistenti.

 

 

ParagrafoII:Ambiti di Collaborazione.

3Le Parti collaborerannonei seguenti settori:1.Dialogo sulle politiche.Le Parti incoraggeranno sinergiee consolideranno la comunicazione e il coordinamento. Promuoveranno inoltre il dialogo sulle politiche relative alle iniziative di connettività e sugli standard tecnici e regolamentari. Le Parti si adopereranno congiuntamente nell’ambito della Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture (AIIB), al fine di promuovere la connettività, in conformità con gli scopi e le funzioni dellaBanca.

2.Trasporti, logistica e infrastrutture. Entrambe le Parti condividono una visione comune circa la necessità di migliorare il sistema dei trasporti in un’ottica di accessibilità, sicurezza, inclusione e sostenibilità. Le Parti collaboreranno nello sviluppo della connettività infrastrutturale, compresi aspetti quali le modalità di finanziamento, l’interoperabilità e la logistica, in settori di reciproco interesse (quali strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, porti, energia–incluse le energie rinnovabili e il gas naturale -e telecomunicazioni). Le Parti esprimono il loro interesse a sviluppare sinergie tra l’iniziativa “Belt and Road”, il sistema italiano di trasporti ed infrastrutture-quali, ad esempio, strade, ferrovie, ponti, aviazione civile e porti-e le Reti di Trasporto Trans-europee(TEN-T).Le Parti accolgono con favore le discussioni in seno alla “Piattaforma di connettività UE-Cina” tese a migliorare l’efficienza della connettività tra Europa e Cina. Le Parti collaboreranno al fine di facilitare lo sdoganamento delle merci, rafforzandola cooperazione per trovare soluzioni di trasporto sostenibile, sicuro e digitale, nonché nei relativi piani di investimento e finanziamento. Le Parti sottolineano l’importanza di procedure di appalto aperte, trasparenti e non discriminatorie.

3.Commercio ed investimenti senza ostacoli. Le Parti si adopereranno al fine di accrescere investimenti e flussi di commercio in entrambe le direzioni, così come la collaborazione industriale bilaterale, nonché la collaborazione nei mercati di Paesi terzi, attraverso l’individuazione di modalità utili a favorire una reale ed efficace collaborazione reciproca. Le Parti ribadiscono la comune volontà di favorire un sistema commerciale e di investimenti libero ed aperto, contrastare squilibri macroeconomici eccessivi e opporsi all’unilateralismo e al protezionismo. Nel quadro dell’Iniziativa “Belt and Road”, le Parti incoraggeranno una collaborazione commerciale ed industriale trasparente, non discriminatoria, aperta e libera; procedure di appalto aperte;la messa in opera di un level playing field ed il rispetto per i diritti di proprietà intellettuale. Le Parti esploreranno modalità di collaborazione e di partenariato più strette che siano reciprocamente vantaggiose e che comportino anche il miglioramento della cooperazione Nord-Sud, Sud-Sud e triangolare.

4.Collaborazionefinanziaria.Le Parti rafforzeranno la comunicazione ed il coordinamento bilaterali in tema di politiche fiscali, finanziarie e di riforme strutturali, al fine di creare un ambiente favorevole alla cooperazione economica e finanziaria, anche attraverso l’istituzione del Dialogo Italia-Cina a livello finanziario tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana ed il Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare Cinese. Le Parti favoriranno partenariati tra le rispettive istituzioni finanziarie per sostenere congiuntamente la collaborazione in materia di investimenti e finanziamenti, a livello bilaterale e multilaterale enei confronti di Paesi terzi, nel quadro dell’iniziativa “Belt and Road”.

5.Connettività people-to-people. Le Parti cercheranno di ampliare gli scambi interpersonali, sviluppare la rete di città gemellate, valorizzare il Forum Culturale Italia-Cina per la realizzazione dei progetti di gemellaggio tra siti italiani e cinesi registrati dall’UNESCO quali patrimoni dell’umanità. Esse promuoveranno forme di collaborazione, tra le rispettive Amministrazioni, sui temi dell’istruzione, dellacultura, della scienza, dell’innovazione, della salute, del turismo e della previdenza pubblica. Le Parti promuoveranno scambi e collaborazioni tra le rispettive Autorità locali, i mezzi di comunicazione, think-tank, le università e tra i giovani.

  1. Cooperazione per lo Sviluppo verde. Le Parti sostengono pienamente l’obiettivo di sviluppare la connettività seguendo un approccio sostenibile e rispettoso dell’ambiente, promuovendo attivamente il processo di transizione globale verso lo sviluppo verde, a bassa emissione di carbonio e l’economia circolare. In questo spirito, le Parti collaboreranno nel campo della protezione ecologica ed ambientale, dei cambiamenti climatici ed in altri settori di reciproco interesse. Le Parti scambieranno opinioni sullo sviluppo verde e promuoveranno attivamente la realizzazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e l’Accordo di Parigi sui Cambiamenti climatici. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare della Repubblica Italiana parteciperà attivamente alla Coalizione Internazionale per lo Sviluppo Verde nell’ambito dell’iniziativa “Belt and Road”, avviata dal Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente della Repubblica Popolare Cinese e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).

 

ParagrafoIII:Modalità di Collaborazione1.Le modalità di collaborazione possono includere–ma non saranno limitate a:(i)Scambi di visite ad alto livello e discussioni nel quadro dei meccanismi di scambio governativi e non governativi già esistenti. Le Parti amplieranno lo scambio di informazioni in vari settori e tramite molteplici canali, allo scopo di aumentare la trasparenza ed incoraggiare la partecipazione da ogni settore della società.(ii)Esplorare la possibilità di avviare programmi-pilota in settori chiave, scambi e cooperazione economica, ricerca congiunta, capacity building, scambi di risorse umane eformazione.2.Le Parti individueranno modelli di collaborazione reciprocamente vantaggiosi al fine di promuovere l’attuazione dei principali progetti previsti nell’ambito dell’iniziativa “Belt and Road”. Le Parti seguiranno principi di mercato, promuoveranno la collaborazione tra capitale pubblico e privato, incoraggeranno gli investimenti e il sostegno finanziario attraverso modelli diversificati. Entrambe le Parti rinnovano il proprio impegno verso investimenti sostenibili da un punto di vista ambientale e sociale ed economicamente fattibili.

3.Le Parti esploreranno congiuntamente opportunità di collaborazione in Italia ed in Cina e discuteranno della collaborazione nei Paesi terzi. Le Parti si impegnano in favore di modalità di collaborazione vantaggiose per tutti i partecipanti e di progetti che apportino benefici a Paesi terzi, sostenendone le priorità in termini di sviluppo e di bisogni delle popolazioni locali, in maniera sostenibile ed efficace dal punto di vista fiscale, sociale, economico ed ambientale.4.Le competenti Autorità delle Parti possonofinalizzare inteseper la collaborazione in settori specifici e per la creazione di appositi meccanismi di collaborazione.

 

ParagrafoIV:Meccanismi di collaborazione Le Parti utilizzeranno a pieno i meccanismi bilaterali già esistenti al fine di sviluppare la collaborazione nell’ambito dell’iniziativa “Belt and Road”.Il Comitato Governativo Italia-Cinasarà utilizzato per monitorare progressi e seguiti

 

ParagrafoV:Divergenze Interpretative Le Parti risolveranno amichevolmente eventuali divergenze interpretative del presente Memorandum d’Intesa mediante consultazioni dirette.

 

ParagrafoVI:Leggeapplicabile Il presente Memorandum d’Intesa non costituisce un accordo internazionale da cui possano derivare diritti ed obblighi di diritto internazionale. Nessuna delle disposizioni del presente Memorandum deve essere interpretata ed applicata come un obbligo giuridico o finanziario o impegno per le Parti. L’interpretazione del presente Memorandum d’Intesa deve essere in conformità con le legislazioni nazionali delle Parti nonché con il diritto internazionale applicabile e, per quanto riguarda la Parte italiana, con gli obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia all’Unione Europea.***Il presente Memorandum acquista efficacia alla data della firma. Il presente Memorandum rimarrà valido per un periodo di cinque anni e sarà automaticamente prorogato di cinque anni in cinque anni, salvo che una Parte vi ponga termine dandone un preavviso scritto di almeno tre mesi all’altra Parte.

Fatto a Roma il 22 marzo 2019, in due originali, ciascuno in lingua italiana, cinese e inglese, tutti i testi facenti ugualmente fede. In caso di divergenze interpretative, prevarrà il testo in lingua inglese. Per il Per il Governo della Repubblica Italiana Governo della Repubblica Popolare Cinese

 

 

 

LISTA DELLE INTESE COMMERCIALI PRESENTATEA VILLA MADAMA

1.CDPIntesa di partenariato strategico tra Cassa Depositi e Prestiti S.p.A (CDP) e Bank of China LimitedBank of ChinaAD Fabrizio PalermoPresidente Chen Siqing

2.ENI Memorandum of Understanding sul partenariato strategico tra ENI S.p.A. e Bank of China LimitedBank of ChinaAD Claudio DescalziPresidente Chen Siqing

3.AnsaldoEnergiaIntesa di collaborazione tecnologica sul Programma di Turbine a Gas tra Ansaldo Energia S.p.A. e China United Gas Turbine Technology Co.-UGTCChina United Gas Turbine Technology Co. UGTC (controllata da SPIC–State Power Investment Corporation)AD Giuseppe ZampiniPresidente Qian Zhimin

4.Ansaldo EnergiaContratto per la fornitura di una turbina a gas AE94.2K per il progetto Bengang tra Ansaldo Energia S.p.A., Benxi Steel Group Co., e Shanghai Electric Gas Turbine Co.Shanghai Electric Gas Turbine (SEGT) e Benxi Steel Group (BSG)AD Giuseppe ZampiniPresidentedi SEGT Huang Ou Chairman di BSG Chen Gizhuang

5.CDP, SNAMMemorandum of Understandingtra Cassa Depositi e Prestiti S.p.A (CDP), Snam S.p.A. e Silk Road Fund CoSilk Road FundAD di CDP Fabrizio PalermoAD di SNAM Marco AlveràGeneral Manager di Silk Road Fund Wang Yanzhi

6.Agenzia ICE Intesa di cooperazione strategica tra Agenzia ICE e Suning.com Group Coper la realizzazione di una piattaforma integrata di promozione dello stile di vita italiano in CinaSuning.com Group Co., Ltd.Presidente Carlo Maria Ferro Presidente Zhang Jindong

7.AdSP del Mare Adriatico OrientaleAccordodi cooperazione tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale –Porti di Trieste e Monfalcone e China Communications Construction Company(CCCC)China Communication Construction CompanyPresidente Zeno D’AgostinoPresidente Song Hailiang

8.AdSP del Mar Ligure Occidentale /Commissario Straordinario per la Accordo di cooperazione tra il Commissario Straordinario per la Ricostruzione di Genova, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure China Communication Construction Company Presidente PaoloSignorini Presidente Song Hailiang

Ricostruzione di Genova Occidentale e China Communication Construction Company (CCCC)

9.Intesa SanpaoloMemorandum of Understanding tra Intesa Sanpaolo S.p.A. ed il Governo Popolare della città di Qingdao Governo Popolare della città di QingdaoAD Carlo MessinaVice Sindaco Liu Jianjun

10.Gruppo Danieli Contratto tra Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. e China CAMC Engineering Coper l’installazione di un complesso siderurgico integrato in AzerbaijanChina CAMC Engineering CoPresidente Gianpietro Benedetti Presidente e Direttore Generale Luo Ya

 

 

 

 

LA LETTERA DI XI JINPING AGLI ITALIANI , che cita “il Regno di DA QIN”

PUBBLICHIAMO QUI DI SEGUITO LA LETTERA AGLI ITALIANI DEL PRESIDENTE XI JINPING IN VISITA NOSTRO PAESE.

SEGNALIAMO CHE, PROPRIO ALL’ INIZIO, IL PRESIDENTE RICORDA CHE I PAPPORTI FRA I DUE PAESI RISALGONO AI TEMPI DELL’IMPERO ROMANO E DEELLA DINASTIA HAN, QUANDO ERA STATA CONIATA, PER RIFERIRSI A ROMA, ALL? ITALIA, ALL’ IMPERO E ALL’ EUROPA, IL TERMINE “DA QIN”, “GRANDE CINA”.

La Cina e l’Italia sono rispettivamente emblema della civiltà orientale e occidentale e hanno scritto alcuni dei più importanti e significativi capitoli della storia della civiltà umana. L’Italia è la patria dell’antica civiltà romana e la culla del Rinascimento e il suo patrimonio di grandi monumenti, di capolavori artistici e letterari è ormai diffusamente noto in Cina. I contatti tra le due grandi civiltà, cinese e italiana, affondano le loro radici nella storia. Già più di duemila anni fa, l’antica Via della Seta ha permesso il collegamento tra l’antica Cina e l’antica Roma, nonostante le grandi distanze che le separavano. La dinastia Han inviò Gan Ying in missione alla ricerca di ciò che chiamavano «Da Qin» o «Grande Qin» che si riferiva proprio all’impero romano, mentre nei componimenti del poeta Virgilio e del geografo romano Pomponio Mela si trovano molteplici citazioni del «Paese della seta». In seguito, il «Milione» di Marco Polo scatenò la prima «passione per la Cina» della storia occidentale e il suo autore divenne un pioniere dei contatti tra la cultura orientale e quella occidentale, modello a cui si ispirano ancora oggi gli ambasciatori dell’amicizia.

La visita di Xi Jinping: «Un patto strategico con l’Italia»

Giunti all’epoca moderna, seguendo le orme lasciate dai predecessori sulla strada dell’amicizia, i rapporti bilaterali tra Cina e Italia hanno vissuto molti rinnovamenti che hanno portato sempre nuove opportunità. Nel 1970 la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Italiana hanno instaurato le relazioni diplomatiche, e nel 2020 ne celebreremo il 50esimo anniversario. Dopo l’allacciamento delle relazioni diplomatiche, a prescindere da quali tempeste hanno interessato la scena internazionale, i due Paesi sono stati un esempio di cooperazione di mutuo vantaggio basata su fiducia reciproca e sulla stretta cooperazione tra Paesi con sistemi sociali, background culturali e fasi di sviluppo diversi. L’amicizia tradizionale tra Italia e Cina è solida ed è riuscita a rinnovarsi sempre nel corso della sua lunga storia divenendo una colonna portante per il rapido e stabile sviluppo dei rapporti bilaterali.

L’amicizia tra Italia e Cina si radica in una ricca eredità storica. I contatti in più di duemila anni hanno gettato le basi del rispetto reciproco e dell’apprendere l’uno dall’altro, della fiducia reciproca e della mutua comprensione, concetti che si sono trasformati nei garanti stabili e continuativi della tradizionale amicizia che ci accomuna. Di fronte alle evoluzioni e alle sfide del mondo contemporaneo, i due Paesi fanno appello alla loro preziosa e lunga esperienza e immaginano insieme gli interessanti scenari capaci di creare un nuovo modello di rapporti internazionali basati sul rispetto reciproco, sull’uguaglianza e la giustizia e sulla cooperazione di mutuo vantaggio, costruendo un futuro condiviso dell’umanità.

L’amicizia tra Italia e Cina si condensa in una forte fiducia strategica. I leader dei due Paesi hanno sempre guardato e sviluppato i rapporti bilaterali con un approccio strategico e una visione lungimirante. Da quando, nel 2004, i due Paesi hanno istituito il partenariato strategico globale bilaterale, gli incontri ai massimi livelli tra Roma e Pechino hanno avuto un ruolo di guida e di promotori dei rapporti bilaterali e di sempre mutua comprensione e fermo sostegno di fronte agli interessi fondamentali e alle questioni di grande rilevanza per ciascuno. Questo li ha resi il saldo supporto che ha garantito lo stabile e duraturo sviluppo dei rapporti bilaterali.

L’amicizia tra Cina e Italia si manifesta nella cooperazione concreta. Cina e Italia si considerano a vicenda partner importanti per il commercio e gli investimenti e vantano una forte convergenza di interessi. Nel 2018, l’interscambio commerciale bilaterale ha superato la soglia dei 50 miliardi di dollari e gli investimenti bidirezionali cumulativi hanno superato i 20 miliardi. Il Made in Italy è divenuto sinonimo di prodotti di alta qualità, la moda e l’arredamento italiani incontrano pienamente il gusto dei consumatori cinesi; la pizza e il tiramisù piacciono ai giovani cinesi. I due Paesi hanno raggiunto traguardi importanti nella cooperazione in ambiti come i satelliti e l’aviazione civile; la Settimana Cina-Italia della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, le pattuglie congiunte tra le forze dell’ordine e le attività di formazione calcistica sono state accolte molto positivamente dai popoli dei due Paesi.

L’amicizia tra Cina e Italia si tramanda in forti scambi culturali. I popoli cinese e italiano hanno sempre mostrato grande interesse nello studio della cultura l’uno dell’altro. Un professore cinese iniziò a tradurre la Divina Commedia di Dante all’età di settant’anni e l’opera si rivelò talmente ardua che solo dopo 18 anni, sul letto di morte, riuscì a completarla. In Italia i sinologi sono numerosi e hanno svolto il ruolo di ponte nei rapporti tra Cina ed Europa a partire dalla prima grammatica della lingua cinese scritta per l’Occidente da Martino Martini a «Italia e Cina» di Giuliano Bertuccioli e Federico Masini: tutti hanno aiutato a far rimanere sempre viva la passione per la sinologia nella penisola italiana.

Il noto scrittore italiano Alberto Moravia ha scritto: «Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano». Il mondo odierno sta subendo profondi cambiamenti mai visti in un secolo, di fronte a ciò la storia ci affida la responsabilità di innalzare i rapporti sino-italiani e portarli a un nuovo livello e di tutelare insieme la pace, la stabilità e di far crescere la prosperità. Io desidero, con questa mia visita, di tracciare, insieme ai leader italiani, le linee guida dei rapporti bilaterali e di condurli nella nuova era.

Siamo pronti, insieme alla controparte italiana, a sviluppare ulteriormente il partenariato strategico globale, a stringere maggiormente i legami ai massimi livelli e a rafforzare la cooperazione a tutti i livelli tra i nostri governi, parlamenti, partiti ed enti locali; a rafforzare la comunicazione politica, a promuovere la fiducia e i matching strategici, a continuare a comprendere e a sostenere a vicenda gli interessi e i temi più cari alla controparte e a gettare le basi politiche dei rapporti bilaterali.

Siamo pronti, insieme alla controparte Italiana, a costruire insieme la Belt and Road — la Nuova Via della Seta, sviluppando appieno i punti di forza storici, culturali e geografici che la cooperazione tra i due Paesi sotto l’egida della Belt and Road può portare. Impegnandoci a collegare l’idea di interconnessione e connettività propria dell’iniziativa Nuova Via della Seta ai progetti italiani di «costruzione dei porti del Nord» e «investire in Italia» al fine di creare una nuova era per la Belt and Road in settori come la marina, l’aeronautica, l’aerospazio e la cultura.

Siamo pronti, insieme alla controparte italiana, ad ampliare i settori della cooperazione fattiva. La Cina continuerà ad ampliare la sua apertura con strumenti come l’organizzazione, su base annuale, di eventi come la China Import Expo che permettono di condividere le grandi opportunità che il mercato cinese presenta con i Paesi del resto del mondo, Italia compresa. Italia e Cina possono sviluppare il potenziale di cooperazione in settori come la logistica portuale, il trasporto marittimo, le telecomunicazioni e il medico-farmaceutico e incentivare le rispettive aziende ad avviare progetti di cooperazione nei mercati terzi per realizzare una cooperazione di mutuo vantaggio e che risponda agli interessi di tutti.

Siamo pronti, insieme alla controparte Italiana, a stringere ancora di più i contatti in ambito umanistico-culturale. Cina e Italia, in quanto Paesi che detengono il maggior numero di siti Unesco al mondo, vantano ricchissime risorse turistiche e culturali. I due Paesi devono rafforzare i gemellaggi tra i loro siti Unesco e incoraggiare la co-organizzazione di mostre d’arte ed esposizioni dei patrimoni culturali, la co-produzione di opere cinematografiche e audiovisive da parte degli istituti e organizzazioni culturali. Dobbiamo consolidare l’insegnamento delle nostre lingue, promuovere gli scambi tra persone in modo da apportare un nuovo e maggiore contributo alla diversità culturale mondiale e all’incontro, all’apprendimento reciproco tra universi culturali diversi.

Siamo pronti, insieme alla controparte Italiana, a rafforzare il coordinamento sull’agenda internazionale e in seno alle organizzazioni multilaterali. La Cina è disponibile per consolidare la comunicazione e la sinergia con l’Italia in seno alle Nazioni Unite, al G20, all’Asem e all’Organizzazione Mondiale del Commercio su tematiche come la governance globale, il mutamento climatico, la riforma dell’Onu e del Wto e altre questioni rilevanti, al fine di tutelare gli interessi comuni, promuovere il libero scambio e il multilateralismo e proteggere la pace e la stabilità mondiale e consentire uno sviluppo fiorente.

Ripercorrendo la storia degli ultimi 50 anni è evidente come i rapporti sino-italiani abbiano radici profonde e abbiano già ottenuto numerosi risultati. Guardando alla nuova era, la cooperazione sino-italiana ha un futuro roseo e prospettive di sviluppo ampie. Il popolo cinese è ansioso di unire le forze con gli amici italiani per coltivare insieme il terreno dei rapporti bilaterali e far sì che possa giungere a una nuova e più ricca fioritura e che l’amicizia tra Cina e Italia possa rinnovarsi costantemente.

LA SOCIETA’ DELLE MACCHINE INTELLIGENTI: urgenza di un’alleanza fra capitale e lavoro

Si è svolto Sabato 23 febbraio, presso l’Unione Industriale di Torino, il convegno, moderato da Ezio Ercole, Vice-Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dedicato all’ Industria 4.0: partecipazione e cogestione dei lavoratori nell‘era dell‘intelligenza artificiale, organizzato dall’ associazione Europa Nazione Cristiana in collaborazione con l’ UCID, l’ Ordine dei Giornalisti, Alpina e Poesia Attiva.

Riportiamo qui di seguito una breve sintesi degli interventi dei partecipanti e il testo integrale del discorso di Riccardo Lal

1.IL CONVEGNO DEL 23.

Dopo i saluti , a nome dell’ Unione Industriale di Torino, di Massimo Richetti, responsabile del Servizio Sindacale dell’Unione, sono intervenuti il Sottosegretario al Lavoro  Claudio Durigon, in teleconferenza da Verona, Alberto Sacco, Assessore al Lavoro Comune di Torino, che ha letto un messaggio della Sindaca Chiara Appendino e Gianna Pentenero, Assessore al Lavoro della Regione Piemonte, che ha parlato delle interconnessioni fra la crisi demografica e l’automazione.

Alberto Acquaviva, presidente dell’associazione Europa Nazione Cristiana: ha aperto i lavori facendo alcuni  cenni storici sulla Dottrina Sociale della Chiesa e proponendo la convocazione degli Stati Generali del Lavoro, mentre il presidente di Diàlexis, Riccardo Lala, ha  delineato un panorama legislativo, tecnico e giuridico, nazionale ed europeo.

Ezio Sciarra, ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara, ha proposto soluzioni per salvare il lavoro al tempo della robotica. Riccardo Ghidella, presidente nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), ha indicato, fra le priorità per lo sviluppo in Italia, un’innovazione tecnologica più efficace e più realistica di quella ch’è stata effettivamente, ma tardivamente, perseguita con i provvedimenti governativi in vigore.

Nel corso di una tavola rotonda con i rappresentanti del mondo dell’impresa e del sindacato,Erminio Renato Goria, presidente regionale dell’UCID Piemonte e Alberto Carpinetti, presidente  torinese, hanno presentato il risultato dei lavori della sua associazioni in materia di valorizzazione a bilancio del capitale umano delle imprese, mentre

Alessandro Svaluto Ferro, direttore Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Torino,ha invocato il superamento della narrativa basata sulla conflittualità fra capitale e lavoro.

Sono poi intervenuti i rappresentati delle organizzazioni sindacali: Cinzia Maiolini, responsabile nazionale Ufficio Progetto Industria 4.0 della CGIL;Antonio Sansone, segretario regionale Fim Piemonte; Dario Basso, Segreteria della UIL-UGL con delega Industria 4.0  e Luigi Ulgiati, vice-segretario generale dell’UGL.

2.L’INTERVENTO DI RICCARDO LALA

Per progredire in qualunque genere di riflessione sul futuro del lavoro, occorre gettare uno sguardo trasversale su materie apparentemente diversissime:(i) l’informatica; (ii)il diritto del lavoro; (iii)l’innovazione.

Questo sguardo permette innanzitutto di osservare empiricamente che:

-in un’ottica storica, la partecipazione dei lavoratori non risulta essere stata di ostacolo, ma, anzi, ha da normalmente favorito, il rafforzamento delle imprese nella competizione internazionale;

-in particolare, l’esigenza di partecipazione non viene frustrata, bensì esaltata, dall’introduzione delle nuove tecnologie, le quali, accrescendo la qualità e la responsabilità del lavoro, hanno, quale implicito corollario, che i lavoratori diventino più importanti nei processi produttivi, e debbano perciò essere ascoltati anche sulle strategie aziendali.

Per comprendere quest’ importanza accresciuta della partecipazione nell’era delle macchine intelligenti, ritengo essenziale compiere preliminarmente una carrellata sull’intera materia, da un lato, dell’automazione, e, dall’ altro, della partecipazione, per poi vedere, alla fine, come esse si congiungano, e/o possano, e/o debbano, congiungersi oggi.

Quest’intervento si articolerà quindi in quattro parti:

-la prima sarà dedicata a un rapido excursus sulle prospettive dell’automazione, non solo quella limitata al mondo della fabbrica, nei prossimi decenni;

-la seconda, a far comprendere quanto variegate possano essere le forme di partecipazione dei lavoratori nei vari Paesi e nei vari tipi d’impresa.

-passerò poi ad esaminare come i due fenomeni -automazione e partecipazione- interagiscano, e/o possano, e/o debbano, interagire fra di loro nella presente fase storica, caratterizzata dalla rivoluzione digitale, in Italia e in tutta l’Europa.

-infine, qualche parola sulle prospettive di azione comune in direzione del futuro, che è l’obiettivo per il quale abbiamo concepito questo incontro.

A.VERSO L’ AUTOMAZIONE TOTALE?

1.E’ possibile prevedere i prossimi anni?

Per comprendere la meccanica dell’introduzione delle nuove tecnologie, occorre innanzitutto situarla nel tempo e nello spazio. Giacché non accetto per altro una visione deterministica dell’evoluzione tecnologica, la quale ultima mi pare invece intrinsecamente legata alle libere scelte umane, condivido anche lo scetticismo circa le periodizzazioni, che sono state proposte, dell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale. Tuttavia, dalla lettura incrociata dei programmi dichiarati da Stati Uniti e Cina e delle esternazioni dei leaders dell’industria informatica, a cominciare da Ray Kurzweil, direttore tecnico di Google, si ottengono comunque dei grandi orientamenti  circa gli eventi futuri, fondati sulle aspettative di quei soggetti circa la propria capacità di sviluppare e diffondere le nuove tecnologie. Queste fasi sogliono essere definite, usando la terminologia consueta nel campo della progettazione, con le sigle 1.0, 2.0, 3.0, 4.0, 5.0…. Oggi, siamo giunti oramai ad un momento di transizione fra le fasi “4.0” e  “5.0”.

a.Fase “4.0”

Sintetizzando, nella fase attuale della storia delle macchine intelligenti:

-da un lato sono già presenti, almeno sul piano sperimentale, molte delle tecnologie determinanti della rivoluzione digitale (spaziale, nanotecnologie, quantistica, big data, intelligenza artificiale, reti neuronali, clonazione, fecondazione assistita, uomo in provetta, robot, androidi, droni, veicoli e armi autonomi “hair trigger alert”, missili ipersonici);

-dall’ altro, però, esse sono utilizzate ancora in modo discreto. Invece, sono utilizzati per ora soltanto in modo molto generico la sorveglianza di massa, gli smartphone, internet, i social networks, i droni….

-Fase ”5.0”.

Questa sarà caratterizzata dall’”internet delle cose e dei servizi”, dal credito sociale, dal popolamento dello spazio, e, inoltre dalla generalizzazione del diritto dell’informatica, nelle sue varie aree, come le norme sulla privacy, il codice etico per i robot, la responsabilità civile delle macchine autonome, il voto digitale…Il tutto favorirà l’unificazione fra le varie tecnologie.

-Fase delle “Macchine Spirituali”

Nella visione di molti teorici dell’informatica, in una fase finale (che sempre Ray Kurzweil chiama “delle “Macchine Spirituali”) si dovrebbe realizzare l’unificazione di tutti i sistemi di controllo in un unico sistema digitale.

2.Il ruolo dell’Italia e dell’Europa

Per comprendere come le nuove tecnologie influenzino, e influenzeranno sempre più, le nostre vite, occorre anche rendere conto degli effetti dell’attuale arretratezza tecnologica dell’Italia e dell’Europa.

Come quest’arretratezza incida sul PIL nazionale (crescita 0,2% nel 2019), ed europeo (1,3%) è relativamente facile da spiegare:

a)in modo diretto: una grande quantità di profitti, che prima rimanevano nel Paese dov’era situata l’unità produttiva, e/o il centro direzionale, e/o il domicilio della proprietà, e/o quello dei massimi dirigenti, oggi si spostano verso paradisi fiscali all’estero, verso intermediari digitali di varia natura, difficilmente tassabili, e che comunque i legislatori esitano fortemente a tassare, o, infine, verso le stesse case madri situate nella Silicon Valley, a Hanzhou, Shenzhen, ecc…

b)in modo indiretto: erosione o elusione fiscale; diminuzione del gettito complessivo; fuga di dati sensibili o addirittura segreti; spostamento dei ruoli apicali; tecnici e specialistici dell’impresa e delle pubbliche amministrazioni, all’ estero; dipendenza degli  Stato dalle multinazionali; indebolimento del patrimonio nazionale di competenze, ecc…

3.Migliorare la catena del valore

A parte, quindi, l’ovvia necessità di una difesa sul piano legislativo contro queste forme di svuotamento dell’ economia nazionale ed europea, l’unica altra contromisura effettiva è costituita da una trasformazione della struttura economica del Paese, che permetta di elevare, nella catena del valore, tutti i tipi di attività, e, in particolare, le attività economiche, attraverso l’incremento dell’ integrazione digitale del sistema (fra P.A. e imprese; fra produttori finali, clienti, fornitori e intermediari; fra fornitori e rispettive filiere; fra imprese, lavoratori e comunità), riportando nel Paese non tanto e non soltanto la manifattura, bensì soprattutto la redditività della stessa, riprendendoci il controllo sui flussi finanziari e di comando, attraverso la creazione di un’industria digitale italiana ed europea. Come intuibile, questa trasformazione richiederebbe un salto qualitativo importante da parte di tutti: accademia, pubblica amministrazione, imprese, lavoratori, cittadini, ma, soprattutto, Unione Europea e Stati membri…La tecnologia blockchain, permettendo una registrazione decentrata dei flussi di dati, potrebbe permettere la tassazione personalizzata dei trasferimenti internazionali di dati e l’applicazione di imposte nazionali e/o europee sulle multinazionali del web.

In questo contesto, risulta fondamentale una rinnovata solidarietà fra capitale e lavoro, per ideare strategie, proporle al mondo politico e attuarle a livello di azienda.

Un utilizzo efficace delle nuove tecnologie implica infine un enorme sforzo di formazione per tutti i ruoli, a cominciare da quelli più elevati. Non tanto e non solo per permettere a ciascuno di fare meglio il suo mestiere con i nuovi strumenti, ma anche per la portabilità delle competenze, cioè la possibilità di transitare verso ruoli diversi, e, in generale, più elevati. Questo sforzo non può avere successo se non sarà maggiormente coordinato a livello europeo. Farò qualche esempio di come questo sforzo possa articolarsi ai diversi livelli:

a)”Upskilling”

Sembrerebbe ovvio che le nuove tecnologie rendano possibile svolgere con minore sforzo gli stessi compiti, oppure svolgere, con lo stesso sforzo, più compiti, cosa che tradizionalmente equivaleva a un una crescita di grado e di responsabilità. Questo fatto sta avendo un impatto immediato sulla struttura dell’occupazione, con la scomparsa progressiva dei tradizionali “operai”, e la loro sostituzione con “operatori digitali”, spesso diplomati presso gli ITI, o, addirittura, laureati.

b)”Upgrading”:

L’elasticità richiesta dalle nuove tecnologie richiede un’accresciuta attenzione per le materie umanistiche. Infatti, specie ai livelli più alti, la possibilità per un solo operatore di gestire più attività (per esempio, un’intera officina, un intero studio legale, un’intera clinica), implica l’accumularsi anche di maggiori responsabilità (etiche, legali, sociali, amministrative, finanziarie, di rappresentanza), per le quali non bastano più le competenze tecniche e informatiche.

4.”Enhancement”

Per questo, la formazione permanente non dovrebbe essere limitata ai ruoli esecutivi: anzi, dovrebbe essere diretta soprattutto ai ruoli direttivi, che saranno i più coinvolti dall’Intelligenza Artificiale, e anche i più a rischio (direttori, commercialisti, analisti finanziari, capi-fabbrica…), concretizzandosi in un vero e proprio “aumento” della loro capacità di leadership, capace di controbilanciare l’influenza dei gestori multinazionali delle reti.

B.COS’È MAI LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI?

Concetto fluido tanto circa ai contenuti, quanto al suo stesso perimetro, la partecipazione è un’esigenza che si pone da sempre, in quanto il lavoro è un’attività umana che richiede uno sforzo congiunto di tutti. Per esempio, abbiamo avuto forme di partecipazione nelle corporazioni medievali, nei sindacati, nelle cooperative e nel diritto del lavoro in generale.

Nel mondo contemporaneo, vi sono diverse forme di partecipazione, nell’impresa e nella società. Queste differenze si riferiscono, tanto alla forma giuridica, quanto alla realtà effettuale, sociale e/o politica, della partecipazione. Dal punto di vista giuridico, possiamo distinguere:

a)forme di partecipazione nell’ ambito dell’ “ordinamento intersindacale”

E’ il sistema tipico dell’Italia, dell’Inghilterra e dei Paesi scandinavi. La partecipazione è garantita più dall’azione delle parti sociali più che dalla legge. Inoltre, i lavoratori possono influenzare l’organizzazione dell’impresa solo dall’ esterno. Ciò non significa che non ci siano forme, spesso anche molto penetranti, di partecipazione alle strategie aziendali e all’organizzazione del lavoro. E’ questo tipo di partecipazione ad essere in crisi, perché sono in crisi gli elementi sociologici che ne erano alla base: la prevalenza dell’industria sul terziario, le grandi fabbriche tayloriste e fordiste, il rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato;

b)i diritti d’informazione e consultazione: i diritti d’intervento dei lavoratori nelle materie di cui sopra sono stati rafforzati dalle direttive europee, ponendosi, così, a mezza strada fra il sistema italiano e quello tedesco;

c)lo statuto d’impresa e la cogestione: è il modello vigente , per legge, in Germania, il quale comprende tre set distinti di norme: quelle sulla rappresentanza nel consiglio di sorveglianza, quello sulla partecipazione dei comitati d’impresa  alle decisioni che riguardano i lavoratori, e quello relativo all’“Arbeitsdirektor”, un membro del consiglio di gestione responsabile per le questioni di personale. L’approccio della cogestione esce, in Germania, dall’ ambito  puramente aziendale, e si estende, invece, a una concertazione generalizzata nella società civile (“Selbstverantwortung der Wirtschaft”).

-Società europea e comitati aziendali europei: Sono delle anticipazioni di un’organizzazione aziendale di tipo “tedesco” introdotte in tutta Europa attraverso l’armonizzazione del diritto societario e del lavoro dell’Unione Europea;

-la partecipazione finanziaria: si articola, a sua volta, attraverso svariati istituti, presenti in modo diverso nei vari Paesi: la partecipazione agli utili (l’86% delle grandi imprese europee);le “stock options” per i dirigenti; i piani di azionariato per i dipendenti (come il Piano LECOIP 2.0 di Banca Intesa).

1)Argomenti a favore del sistema tedesco di cogestione:

I modelli della cogestione e dell’”ordinanamento interconfederale” (tradeunionismo) sono diffusi in modo ineguale in Europa, con una prevalenza di quello della cogestione, concentrata prevalentemente nell’ Europa Centrale e Settentrionale. Solo all’interno della UE, i Paesi  senza cogestione sono veramente pochi. L’Unione Europea persegue da sempre un’opera lentissima di armonizzazione legislativa, volta ad estendere, attraverso direttive raccamandazione, gl’istituti della cogestione.

a)identitari: la cogestione corrisponde al “Modello sociale europeo” (tradizioni comunitaristiche; democrazia economica; coesione sociale, efficienza)

b)religiosi:dottrina sociale della Chiesa/ «organische gedachte calvinista» (dignita’ del lavoratore, solidarieta’);

c)sovranisti:protezione dell’industria nazionale (casi Volkswagen, Pirelli-Continental e Daimler-Chrysler);

d)economici: l’economia tedesca, grazie anche e soprattutto all’interpretazione estensiva della cogestione quale „autogestione dell‘ economia“, è riuscita  a registrare, in controtendenza rispetto al resto dell‘ Europa , e soprattutto all‘ Italia, una drastica crescita del PIL proprio in un perido di crisi generalizzata. Anche se questo periodo di grazia sembra essere alla fine.

2.La situazione in Italia

L‘ Art 46 della Costituzione  afferma: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

Per quanto nessuno l’abbia abolito, quest‘articolo è rimasto fino ad ora inattuato. A ciascuna nuova legislatura sono stati presentati vari disegni di legge che non sono mai stati attuati integralmente, sicché, come abbiamo visto, la partecipazione nelle imprese è affidata piuttosto all‘ ordinamento intersindacale, nonché a sporadiche forme di partecipazione contrattuale, come quella ch‘ è stata vissuta per un breve periodo dall‘ Alitalia..

Questi esempi episodici di cogestione sono costituiti dalla governance dell‘ INPS, dalla partecipazione al capitale, per esempio in alcune banche, e agli effetti indotti dalle direttive europee (Comitati aziendali europei;Statuto della società europea, diretto a rendere possibili forme di partecipazione collettiva dei dipendenti all’interno dell’impresa societaria; diritti di informazione; raccomandazione CEE che promuove la partecipazione dei lavoratori ai profitti e ai risultati dell’impresa, compresa la partecipazione al capitale tramite l’azionariato).

C.LA PARTECIPAZIONE NELL’INDUSTRIA 4.0

L’introduzione dell’industria 4.0 sta comportando cambiamenti strutturali dell’occupazione, come osservato nel  Progetto Lavoro 4.0 della CGIL: «I criteri di inquadramento previsti dai contratti collettivi pensano a una realtà ormai superata. Presupponevano figure statiche, ruoli più esecutivi, mentre i nuovi modelli organizzativi richiedono altre competenze, come l’autonomia, il lavoro in team». In generale, «c’è un’evoluzione reale del mondo del lavoro che le regole ancora ignorano».

Inoltre, «La diffusione dell’intelligenza artificiale sta portando sempre più gli algoritmi a modificarsi autonomamente, sulla base degli obiettivi programmati. Per questo è sempre più urgente conoscere e contrattare i principi di base del software impiegato. L’algoritmo va verificato e modificato sulla base di un equilibrio tra necessità dell’impresa e diritti del lavoro. Esattamente come si è fatto nei confronti della tecnologia fordista e dell’organizzazione del lavoro taylorista rispetto alle presunte oggettività del sistema ‘Tempi e Metodi’»

1)In Italia

Anche il sistema giuridico italiano ha conosciuto recentemente qualche piccolo, e sperimentale, passo in avanti.

In particolare:

a)il “contratto 4.0”, che  passa attraverso la valorizzazione  della contrattazione territoriale e aziendale.

b)il «coinvolgimento paritetico».

La Legge di Stabilità del 2016 aveva introdotto la possibilità d’ importanti sgravi fiscali e contributivi.             Le limitazioni legate agl’importi massimi (fino a 4.000 euro) potevano essere  superate nel caso in cui l’azienda prevedesse forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori.Con la circolare n. 28/E del 2016, l’Agenzia delle Entrate aveva precisato che, al fine di beneficiare  di tale incremento su cui applicare l’imposta sostitutiva, era necessario che i lavoratori intervenissero, operassero ed esprimessero  opinioni che, in quello specifico contesto, erano considerate di pari livello, importanza e dignità di quelle espresse dai responsabili aziendali che vi partecipavano con lo scopo di favorire un impegno “dal basso” che consentisse di migliorare le prestazioni produttive e la qualità del prodotto e del lavoro

2)La “cogestione alla tedesca”(Mitbestimmung) e l’industria 4.0

In Germania, l’esigenza di una collaborazione fra Stato, Regioni, Imprese e sindacati per  fare fronte alle rapide trasformazioni tecnologiche ha portato alla formazione di  «alleanze», come quelle del        Nordrhein-Westfalen e del Baden-Württemberg per l’industria 4.0.

Molta attenzione viene posta al trattamento giuridico delle innovazioni tecnologiche alla luce della normativa sulla cogestione. Il che ha tra l’altro l’effetto collaterale che esse vengono monitorate con grande attenzione da parte di tutti, con il particolare obiettivo di prevenirne eventuali effetti nocivi e abusi (principio di precauzione). Quest’attenzione è stimolata innanzitutto dal fatto che le decisioni aziendali necessarie per introdurre una nuova tecnologia sono classificate dal legislatore in un modo diverso a seconda della loro natura. Perciò, è necessario innanzitutto, nelle relazioni sindacali e negli organi aziendali, procedere alla loro qualificazione giuridica, per poi decidere con quale procedura debbono essere gestite.

Ecco i diversi livelli di decisionalità attribuiti alla rappresentanza dei lavoratori per le varie categorie di decisioni:

      a)Cogestione «piena» (Orario di lavoro; metodi retributivi; premialità; controlli elettronici; normativa di sicurezza; formazione; modifiche delle competenze; ferie; lavoro di gruppo)

    b)Ruolo consultivo (investimenti; chiusura e ridimensionamento di  unità produttive; cambiamenti organizzativi; introduzione di nuovi processi; programmi di produzione; concezione e configurazione delle postazioni di lavoro)

     c)Diritti d‘ informazione (privacy; piani di carriera; situazione economica)

D.PREPARARE IL FUTURO

Nel corso delle passate legislature, erano stati fatti sforzi in varie direzioni per introdurre nella legislazione italiana forme di partecipazione e di cogestione coerenti con il dettato costituzionale, inattuato dopo ben 71 anni.

-Per ciò che concerne la partecipazione agli utili, Marco Biagi aveva lasciato al Ministero del Lavoro, poco prima della sua morte, un’ottima bozza di proposta di legge, e, in particolare, un dettagliato studio preliminare;

-Per ciò che concerne la partecipazione alla gestione, i vari progetti di legge erano stati unificati dal senatore Ichino in un’unica proposta di legge, il cui principio centrale era che:«1. Le imprese possono stipulare con le organizzazioni sindacali un contratto collettivo volto a istituire una delle forme seguenti di informazione, consultazione, partecipazione, o coinvolgimento dei lavoratori nell’andamento azienda:

  1. a) obblighi di informazione o consultazione a carico dell’impresa stessa nei confronti delle organizzazioni sindacali stesse, dei lavoratori, o di appositi organi individuati dal contratto medesimo, in conformità con il diritto comunitario laddove esso ponga disposizioni vincolanti in proposito;
  2. b) procedure di verifica dell’applicazione e degli esiti di piani o decisioni concordate, anche attraverso l’istituzione di organismi congiunti, paritetici o comunque misti, dotati delle corrispondenti prerogative»

Come dicevamo, questi progetti non hanno conosciuto neppure un iter legislativo completo.

1)Esigenza di un’ azione coordinata per la difesa del lavoro.

I dati sull’ andamento dell’ economia in Italia ed Europa rispetto al resto del mondo indicano una situazione emergenziale, in cui la coesione sociale deve far premio sulla conflittualita’, come dimostrato dal fatto che, il 14 dicembre scorso, la giunta della Regione Piemonte ha addirittura approvato la proposta di candidatura per il riconoscimento di area di crisi industriale complessa dei 112 Comuni del sistema locale del lavoro di Torino.

Come illustrato sopra, la situazione attuale renderebbe necessario un coordinamento di tutte le forze per organizzare la difesa del lavoro in Europa, in Italia e in Piemonte. Un processo di queste dimensioni non riesce a  essere completamente «autodiretto» da imprese e sindacati, perché:

-i capitali provengono ormai in gran parte dal di fuori dell’ Europa;

-il management e i lavoratori (salvo che nelle maggiori imprese) sono     impreparati, tant’è vero che la maggior parte delle imprese italiane non ha neppure usufruito dei vantaggi dell’Industria 4.0.

C’è stata una progressiva riduzione delle risorse disponibili per l’ Industria 4.0

Finora, le legislazioni nazionali, e soprattutto quella europea, non hanno affrontato i nodi più scottanti dell’ Upskilling e dell’ Enhancement

Perciò, trattandosi chiaramente di un fallimento del mercato, tutto il  settore pubblico dovrà  strutturarsi per supportare quest’immane massa di nuove attività, e, in particolare, investimenti europei nei settori di punta e la tutela deoi dati di cittadini, imprese ed Enti pubblici.Tuttavia, il Piano Juncker non ha dato indicazioni significative a questo riguardo, mentre, come noto, la manovra finanziaria italiana ha tutt’altre priorità. Nel 2014, in occasione della elaborazione, da parte di Jean-Claude Juncker, dell‘ omonimo piano, gli avevamo inviato una lettera aperta, poi divenuta il Quaderno „RE-starting EU Economy via Tecnology-Intensive Industries“

Certamente, L’Unione Europea si è attivata recentemente con delle attività a livello europeo, e, in primo luogo, con la formazione di  un’ «Alleanza per l’ Intelligenza Artificiale» sul modello tedesco, e, poi, una  dichiarazione fra gli Stati Membri per la cooperazione nell’ Intelligenza Artificiale, una Tavola Rotonda fra le Istituzioni sullo stesso argomento, e, infine, con la Comunicazione della Commissione sull’ Intelligenza Artificiale.

Tuttavia, nessuna risposta concreta è  pervenuta alla nostra lettera aperta al Presidente Juncker, e, dopo cinque anni,siamo ancora fermi appena a una formulazione di principio e allo stanziamento di fondi senza indicazioni precise di strategie. In particolare, mancano:

-un Ente europeo sul modello del DARPA americano, preposto alle nuove tecnologie;

-un Ente di programmazione;

-una struttura coordinata di  formazione;

-dei gruppi finanziari/industriali dedicati;

-nuove forme di partecipazione adeguate al settore informatico, e alle collaborazioni fra i campioni nazionali e le piccole e medie imprese.

2)Rivendicare un ruolo per la nostra citta’

Torino possiede una tradizione importante nel settore del diritto sociale. Nell’ Ottocento, essa aveva rivestito un ruolo importante nel campo del cristianesimo sociale, con Giulia di Barolo, Don Bosco e Faà di Bruno. Nel ‘900, divenuta la più industrializzata delle città italiane, fu teatro di  violente lotte sociali, vide la firma dell’accordo sulle 8 ore e l’occupazione delle fabbriche, fece oggetto dei dibattiti di Gramsci e Gobetti. Nel 2° Dopoguerra, a Torino fu firmata la Carta Sociale Europea e fu creato il Centro di Formazione dell’Ufficio Mondiale del Lavoro. In Piemonte, avevamo un’Olivetti che costituiva un modello di impresa impegnata nella società per il coinvolgimento dei lavoratori e del territorio, e, allo stesso tempo, un polo di avanguardia dell’ industria informatica.A Torino si verificarono gli scontri di Corso Traiano, ma si ebbe anche la manifestazione dei 40.000. Attualmente, Torino è il palcoscenico su cui si confrontano No Tav e Sì TAV.A Torino si svolge da alcuni anni l’esposizione “A&T”, in cui vengono presentate le più recenti innovazioni nel settore dell’innovazione.

Torino avrebbe tutte le carte in regola, ma anche tutto l’interesse, a ridivenire un polo di elaborazione di proposte per il diritto sociale nelle nuove condizioni socio-economiche.

Per quanto riguarda la Casa Editrice Alpina, la nostra proposta molto concreta è quella di inserire il tema della partecipazione nella società digitalizzata fra i “Baustellen Europas” che stiamo organizzando, d’accordo con la Direzione del Salone, il Movimento Europeo, il Comitato Economico e Sociale e la Confederazione Europea dei Sindacati, al Salone del 2019. Manifestazione a cui invitiamo tutti a partecipare.

 

 

LA BATTAGLIA PER IL LAVORO: IL PRIMO FRONTE NELLA LOTTA PER LA SALVAGUARDIA DELL’UMANO

  

Convegno di Sabato del 23 febbraio all’ Unione Industriale di Torino, Via Vela 17, ore 8,30

Fra le tante ragioni di confusione denunziate ogni giorno dalla cultura, dai media e dalla politica, la prima mi sembra costituita dall’ approccio meramente idiosincratico che viene usualmente adottato nell’ affrontare qualsivoglia questione. Si assume come solo metro di valutazione un unico “valore” (che, spesso, è solo un’impressione o un’emozione), per giunta sganciato da qualunque contesto, salvo le preferenze dello scrivente o della sua “constituency”, e poi si parte per la perorazione di una qualche causa pregiudicata già in partenza.

In particolare, nel valutare le trasformazioni epocali indotte dall’ avanzata delle nuove tecnologie, si adottano senz’alcun approfondimento i criteri più disparati e unilaterali: l’inarrestabilità del progresso, la sua divinizzazione o la sua maledizione; il piagnisteo sulla fine del lavoro di fabbrica, o quello sull’ arretratezza dell’Italia; la fiducia nelle capacità redentrici della Ragione, che alla fine salva sempre tutto e tutti, oppure in quelle della religione, del “mercato”, dell’ “Europa” o del “popolo”.

Per  riuscire vittoriosi nella lotta in corso per il controllo delle nuove tecnologie, occorre invece tener conto della complessità del mondo contemporaneo,  con un approccio “prospettivistico” del tipo di quello adottato da Hans Jonas nel suo “Principio responsabilità” (riallacciandosi a nostro avviso al pensiero di Moses Mendelsohn): ogni questione va vista nell’ ottica del soggetto che la vive, e che si pone il problema di affrontare le difficoltà che lo minacciano alla luce delle sue esigenze, carenze e desideri.

L’automazione indotta dall’ avanzata delle Macchine Intelligenti costituisce una questione epocale, che, come tale, investe pesantemente tutte le categorie dell’umano: quella religiosa come quella filosofica; quella scientifica come quella politica; quella economica come quella sociale; quella geopolitica come quella etica; quella biologica come quella strategica. Occorre perciò formulare un giudizio pertinente su ciascuna si queste componenti, al fine di trovare una soluzione a ciascuna delle questioni in campo.

In particolare, bisogna tener conto di quanto il mito della Fine della Storia costituisca il retaggio di una millenaria tradizione apocalittica; di come il significato del libero arbitrio cambi alla luce delle neuroscienze; di come la tecnica ecceda il significato della scienza e si trasformi in una rivoluzione politica; che l’economia digitalizzata non risponde , né a logiche capitalistiche, né socialistiche; quanto incidano, sulla “fine del lavoro”, la distinzione fra “paesi guida” e semplici “followers”; che il senso di solidarietà non possa più essere inteso solamente in senso pietistico, ma coinvolga anche la tutela dell’ identità, il “proprio dell’ umano”,  la “sovranità” degl’individui, dei corpi sociali e dei popoli.

L’ampia pubblicistica ormai esistente sul mercato su questo argomento è ben lungi dal rispondere adeguatamente a questa sfida, sicché si pone la questione di come incentivare la nascita di un’élite pensante, di una classe dirigente, di un’imprenditoria, di un sindacalismo e di una politica che pongano queste questioni al centro della loro attenzione.

Perciò, va preso atto con apprezzamento dello sforzo dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID), insieme all’ Unione Industriale di Torino, all’ Ordine dei Giornalisti e al mondo sindacale,  politico ed ecclesiale, nell’affrontare, con il convegno del 23 Febbraio, il tema della partecipazione dei lavoratori nell’era delle macchine intelligenti: un tema che si pone, appunto, all’intersezione fra tutte quelle tematiche, cercando di mettere a sistema le diverse sensibilità e competenze, per offrire ai decisori un quadro non banale.

Questo tentativo assume un significato particolare se si pensa al fatto che Torino è sede, da ormai più anni, della manifestazione internazionale “A&T”, dedicata inizialmente alla meccatronica, ma che ora si sta estendendo a ogni forma di automazione. L’edizione 2019 si è appena conclusa. Tra l’altro, Torino ha segnato molti momenti salienti della storia del diritto sociale, di cui citiamo solo la firma, fra CGL e CGI, del contratto collettivo sulle 8 ore, di cui ricorreva, il 20 u.s., il centesimo anniversario. Alpina Srl condivide in pieno questo sforzo, e se ne fa iniziatrice. Saremo presenti al convegno di sabato, e stiamo spingendo soprattutto perché esso non rimanga fine a se stesso, ma, invece, assuma un peso sempre maggiore, in particolare attraverso una serie coordinata di manifestazioni (un “cantiere” che sarà inserito, fra l’ altro, nel “Baustellen Europas” di Alpina al prossimo Salone del Libro di Torino), e attraverso un’opera collettiva che dia conto di questo percorso, alla quale speriamo diano il contributo tutte le componenti attive in questo dibattito.

In questo modo, speriamo di rinverdire le tradizioni della nostra città, quale capitale del diritto sociale in Italia.

INDUSTRIA 4.0: PARTECIPAZIONE E COGESTIONE DEI LAVORATORI NELL’IMPRESA NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il convegno vuole costituire uno stimolo per la società civile italiana, di cui Torino è stata città simbolo in molte fasi delle sua storia, nell’ affrontare il tema, oggi sempre più attuale, della sfida che l’intelligenza artificiale pone alle forme consolidate di modello sociale europeo e di partecipazione nell’ impresa.

In particolare, si tenterà d’individuare un ruolo attivo per il mondo del lavoro nelle nuove forme di organizzazione economica (Impresa 4.0, Industria 5.0), con particolare riferimento alle evoluzioni legislative in Italia e in Europa e al ruolo delle parti sociali e dei pubblici poteri nel rispondere a queste sfide sui vari piani: culturale, legislativo e contrattuale.

L’attenzione su questi temi è stata riproposta anche dall’ enciclica “Laudato sì”, ultimo anello del corpus della Dottrina Sociale della Chiesa, sollecitando ulteriori riflessioni sull’Intelligenza artificiale e sulla inclusione del mondo del lavoro nell’economia informatizzata.

 

Sabato 23 febbraio 2019 – ore 8.30, Sala Piemonte

Centro Congressi dell’Unione Industriale, Via Vela 17, Torino

 Programma

Ore 8.30 Accoglienza e registrazione partecipanti

Ore 9.00 Saluti:

Massimo Richetti, responsabile Servizio Sindacale dell’Unione Industriale di Torino

Alberto Sacco, Assessore al Lavoro del Comune di Torino

Gianna Pentenero, Assessore al Lavoro della Regione Piemonte

Chiara Appendino, Sindaca di Torino

Relazioni introduttive:

Ore 9.30 Alberto Acquaviva, presidente dell’associazione Europa Nazione Cristiana:

Cenni storici sulla Dottrina Sociale della Chiesa

Ore 9.45 Riccardo Lala, manager ed editore: Panorama legislativo, tecnico e giuridico, nazionale ed europeo

Ore 10.15 Ezio Sciarra, ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara: Soluzioni per salvare il lavoro al tempo della robotica

Ore 10.45 dott. Riccardo Ghidella, presidente nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti): UCID e la priorità per lo sviluppo in Italia

Ore 11.15 Tavola rotonda con i rappresentanti del mondo dell’impresa e del sindacato:

Erminio Renato Goria, presidente regionale dell’UCID Piemonte

Alberto Carpinetti, presidente dell’UCID Torino

Alessandro Svaluto Ferro, direttore Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Torino

CGIL: Cinzia Maiolini, responsabile nazionale Ufficio Progetto Industria 4.0 – CISL: Antonio Sansone, segretario regionale Fim Piemonte – UIL: Dario Basso, Segreteria con delega Industria 4.0 – UGL: Francesco Paolo Capone, segretario generale

Ore 12.30 Intervento del Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,  Claudio Durigon

Ore 13.00 Chiusura del lavori

Modera: Ezio Ercole, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte

 

CONVEGNO DEL 16 FEBBRAIO SULLE PROSPETTIVE DELLA VIA DELLA SETA PER IL PIEMONTE

        Il primo Pendolino,  treno italiano ad alta velocità

Convegno presso il Centro Studi San Carlo sulle opportunità per il Piemonte della Nuova Via della Seta

Sabato 16 febbraio, presso il Centro Studi San Carlo, si è svolto il convegno, organizzato da Rinascimento Europeo e dalla Casa Editrice Alpina, dedicato al tema: “Nuova Via della Seta, Prospettive per il Piemonte”.

Si sono date appuntamento otto personalità che, sotto angolature diverse, sono latori di messaggi  importanti per la comprensione della complessa tematica, contribuendoal tentativo di  sblocco della situazione piemontese delle infrastrutture, incancrenitasi per l’atteggiamento di retroguardia di un certo numero di autorità e forze politiche.

Ha introdotto i lavori  Riccardo Lala, manager, editore e scrittore, il quale ha illustrato il perché dell’abbinamento dei due temi, Via della Seta e Alta Velocità, precisando che l’obiettivo è quello di far comprendere come, mentre la Cina, in quindici anni, è passata dal semplice acquisti di un singolo treno ad alta velocità (il tedesco Maglev), a una situazione di quasi monopolio a livello mondiale, con 20.000 chilometri circa di ferrovie ad alta velocità sui 36.000 totali nel mondo intero, il Piemonte, che era stato all’ avanguardia (con il primo Pendolino realizzato nel 1964), rappresenta ora il fanalino di coda, non essendo riuscito, nello stesso periodo, neppure a realizzare un centinaio di chilometri di alta velocità fra Torino e Lione.

L’avvocato Stefano Commodo, portavoce dell’Associazione Culturale Rinascimento Europeo e padrone di casa, ha ricordato che la responsabilità del ritardo non è solamente dell’attuale governo, del Movimento Cinque Stelle e del movimento No TAV, bensì anche dell’Amministrazione della Regione, che non ha fatto abbastanza per accelerare l’iniziativa. Ha perciò auspicato che un cambio di guida nel governo della Regione possa portare finalmente alla realizzazione dell’opera.

Francesco Balocco, Assessore ai Trasporti, Infrastrutture e Opere Pubbliche della Regione Piemonte, ha invece ricordato quanto fatto dal governo regionale nell’ ambito della complessa dialettica in corso, in tema di alta velocità, fra Unione Europea, governo nazionale, regione e amministrazioni locali, rivendicando il ruolo propulsivo anche dell’attuale giunta.

Bartolomeo  Giachino, già sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, organizzatore delle due manifestazioni in Piazza San Carlo a favore della Torino-Lione, e attualmente presidente del movimento “Sì Lavoro, Sì Tav”, ha ricapitolato il punto di vista del suo movimento circa l’importanza centrale dell’opera per il rilancio dell’ economia piemontese, ricordando che, ai tempi della sua presenza al dicastero dei Trasporti, l’ Unione Europea aveva approvato una struttura dei Corridoi Transeuropei che prevedeva l’incrocio di ben tre di essi nella Pianura Padana. Inoltre, ha sottolineato l’importanza delle due manifestazioni “Sì Tav” nel cambiamento del clima politico, nonché, in particolare, il ruolo svolto dal movimento per sollecitare l’attenzione per questo tema del vice-primo ministro Salvini.

L’avvocato Cesare Italo Rossini, Presidente della Fondazione SLALA, Sistema Logistico Integrato del Nord-Ovest d’Italia, ha illustrato, da un lato, il ruolo svolto dalla sua fondazione a supporto delle amministrazioni locali, e, dall’ altro il ruolo centrale del Porto di Genova e dell’area logistica di Alessandria nel progetto della Via della Seta.

Riccardo Ghidella, Presidente Nazionale dell’UCID, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, ha ricordato che né un progetto dell’importanza della Nuova Via della Seta, né tanto meno della Via della Seta Europea, può certo essere gestito efficacemente sul solo livello nazionale. Inoltre, ha deprecato l’assenza, da parecchi decenni, di una politica industriale dell’Italia.

Sua Eccellenza Alberto Bradanini, già Ambasciatore d’Italia a Pechino, ha aperto una preziosa finestra sulla realtà di quel fondamentale Paese, nonché sulle logiche che presiedono alla realizzazione dall’ iniziativa Yi Dai Yi Lu – in primis, quello della necessità del finanziamento, o anche solo di un co-finanziamento- per poter partecipare ai progetti generati dall’ iniziativa stessa.

Marzia Casolati, Senatrice della Lega e Segretaria della 14a Commissione Permanente (Politiche dell’Unione Europea), ha riepilogato la posizione del suo partito, rivendicando una coerenza nel tempo della sua linea politica e l’impegno personale in tal senso dell’Onorevole Salvini.

Il convegno si è concluso con l’intesa di continuare a seguire questo scottante tema con successive iniziative, in particolare in connessione con il prossimo Salone del Libro.

Pubblichiamo qui di seguito il discorso integrale di R.Lala al convegno.

 

Confronto fra le tre modalità di trasporto Europa-Asia

“Ringrazio l’amico Stefano Commodo per avermi offerto l’opportunità d’ introdurre questa mattinata, a cui tengo molto, essendo io un po’ il colpevole dell’idea  di tentare di mettere insieme i due temi, quello delle infrastrutture e quello della Nuova Via della Seta, idea che caldeggio da tempo, vale a dire fin da quando avevo presentato, tra l’altro, sempre in questa sala,  il libro ‘Da Qin’.

Per quanto i due temi possano sembrare, a prima vista, lontani, un esame più attento mostrerà la loro stretta connessione.

1.Obiettivi del convegno e del mio intervento.

Nelle mie aspettative, l’iniziativa di oggi dovrebbe avere la funzione di avviare un lavoro di approfondimento ancor più spinto su ambedue i versanti, opera che dovrebbe essere scaglionata nel tempo, con particolare riferimento al Salone del Libro 2019, nell’ambito del quale la mia società sta promuovendo una serie di ‘cantieri’. Cantieri che dovrebbero sfociare in precise iniziative: editoriali, imprenditoriali, consulenziali e politiche, nella direzione del rilancio della nostra presenza nel mondo, e, in primo luogo, in Eurasia.

Esse si articoleranno su due fronti, fra di loro connessi: quello dell’inserimento delle infrastrutture del Piemonte nella Nuova Via della Seta, e quello dell’utilizzo di quest’ultima quale veicolo per rafforzare la nostra economia, la nostra cultura e il nostro peso in Italia e nel mondo.

2.Confronto fra Europa e Cina

Anche nella mia biografia, i due temi sono strettamente legati. Già nel 1977, vale a dire ben 41 anni fa, mi ero recato a Canton per il Gruppo CIR, e, a partire dal 1982, vale a dire 36 anni fa, avevo partecipato alle trattative commerciali con Germania, Slovenia, Finlandia e Portogallo, negoziando l’esportazione in tutt’Europa del Pendolino, il nostro vecchio e misconosciuto treno piemontese ad alta velocità, realizzato sperimentalmente fin dal 1976 sotto la guida dell’ Ing.Di Majo. Quanto alla nuova linea Torino-Lione, essa era stata proposta in un documento delle Ferrovie Francesi già nel 2000. Nella stessa data, il Ministero cinese delle Ferrovie aveva proposto la costruzione della linea ad alta velocità Pechino-Shanghai, con la sola differenza che, contrariamente alla Torino-Lione questa era stata però poi veramente realizzata, in soli 3 anni, con un unico enorme cantiere, e rappresenta da 7 anni, con i suoi 180 milioni di passeggeri, la tratta ferroviaria più trafficata del mondo.

3.Imprescindibilità della conoscenza per poter decidere sull’ economia

Già questo semplice confronto storico conforta la mia convinzione che occorra una rinnovata centralità, per l’economia, dell’elemento cognitivo, superando i frusti pregiudizi ideologici. In questa rinnovata centralità dell’aspetto cognitivo della progettualità nel settore delle infrastrutture rientra anche l’idea di un’analisi costi-benefici, raccomandata, per prima, dalle Corti dei Conti francese e dell’Unione Europea.

Mi avvicino così al tema di oggi: il rapporto fra le scelte infrastrutturali e le connessioni con l’Eurasia, quale elemento centrale dell’economia per i prossimi anni, visto al di là delle opposte partigianerie, alla luce della geopolitica, dell’economia e della tecnica. Questa centralità è dimostrata il peso che sta sempre più assumendo, nelle dialettiche internazionali, proprio il progetto della Nuova Via della Seta, della cui importanza ci si sta rendendo conto sempre più, anche grazie alle opposte pressioni esercitate sull’ Italia da parte degli USA e della Cina, e alle violente schermaglie in proposito fra i nostri stessi leader politici. Progetto della Via della Seta che ruota appunto intorno alle nuove infrastrutture, fisiche e virtuali, che, nel mondo contemporaneo, al contempo interconnesso e multipolare, sono entrambe essenziali.

Per tutto questo, ho sentito con piacere citare, da parte del senatore Giachino, nella manifestazione SI TAV di Piazza Castello, la Nuova Via della Seta quale contesto più appropriato per comprendere i problemi di Torino, e, in particolare il significato globale della linea Torino-Lione. Credo infatti che la Nuova Via della Seta costituisca oggi, per tutto il mondo, il principale contesto entro cui si possono sviluppare nuove iniziative economiche alternative alla stagnazione universale.Infatti, essa è ben di più di una semplice, per quanto rivoluzionaria, linea ferroviaria, così come l’aveva concepita il geopolitico già nell’Ottocento von Richthofen, o di un’iniziativa del Governo Cinese, così come l’ha descritta la mozione approvata nel 2018 dal Congresso del Partito Comunista Cinese. Essa comprende altresì un intero settore marittimo, una sua parte immateriale e culturale e un contesto geopolitico generale.

Se il Piemonte, l’Italia e l’Europa non sapranno ritagliarsi il loro spazio in questo nuovo mondo, saranno condannati a passare, dalla stagnazione, alla recessione, e, da questa, al sottosviluppo e alla destabilizzazione. Infatti, le altre opportunità di mercato, in Italia, in Europa e in Occidente, vanno drammaticamente restringendosi, come ben sa chi produce e vende beni o servizi.

La necessità di percorrere vie nuove è dunque imposta dai dati sull’economia italiana che confermano che il nostro Paese, storicamente all’ avanguardia nel commercio mondiale (dalle città marinare a Marco Polo, dai grandi navigatori alle tecnologie informatiche, ferroviarie e spaziali), è da decenni sempre più assente dalla scena internazionale, anche e soprattutto per ciò che concerne i nuovi business. Ricordiamo a questo proposito soprattutto l’arenarsi del progetto della Olivetti dei primi personal computer già fino dagli anni ’60.

4.La disinformazione sull’ alta velocità e l’alta capacità

Ci si comporta come se quello della Torino-Lione fosse l’unico treno ad alta velocità progettato nel mondo, mentre, al contrario, già il Pendolino, che abbiamo diffuso in tutta Europa a partire dal 1988, era un treno ad alta velocità, e, soprattutto, mentre esistono già, nel mondo, più di 50.000 chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità, di cui circa 2/3 nella sola Cina. Inoltre, la tratta Torino-Lione non è certo l’unica linea ad alta velocità che si sia arenata in Europa in interminabili battaglie di retroguardia.Un grave aspetto di tale disinformazione è  costituito dalla falsa impressione che la battaglia pro o contro la nuova linea Torino-Lione costituisca, per così dire, la frontiera di uno scontro epocale fra una nuova e una vecchia economia, mentre si tratta in realtà di un ramo di quell’ingentissima rete ferroviaria mondiale di treni ad alta velocità, dove l’area delle Alpi Occidentali costituisce oggi uno dei punti morti non coperti dalle maglie ormai fittissime di quella rete.

Occorre tuttavia prendere nota, di un fatto, per la nostra regione, altamente preoccupante: vi sono da molte parti pressioni per tagliare fuori l’ Italia dalla Nuova Via della Seta, sfruttando proprio le nostre incertezze circa la Torino-Lione e il Terzo Valico. In occasione della visita a Pechino del Cancelliere austriaco Kurtz, sono state fatte circolare mappe in cui la tratta europea della Via della Seta aggirerebbe l’Italia. 5.Una Via della Seta europea? La stessa Corte dei Conti Europea aveva stigmatizzato nel 2018 questa confusa situazione.  L’Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Difesa Federica Mogherini ha proposto una “Via della Seta Europea”, fondata sui principi della concorrenza negli appalti, dei diritti dei lavoratori, ecc…,e alternativa (e/o complementare) a quella ‘cinese’. Tuttavia, se non ci sarà un impegno finanziario e politico dell’ Europa, tale progetto non si potrà realizzare. E’ fuori luogo parlare di un preteso ‘imperialismo cinese’, perché la Cina sta semplicemente riempiendo i vuoti che l’Europa non ha avuto, né l’intelligenza, né il coraggio, di riempire. 

Grazie alle mie pregresse esperienze, sono convinto più che mai che, per ovviare alla cronica recessione della nostra economia, non bastino certo gli strumenti per così dire tradizionali, come gl’ investimenti anticiclici, gli aiuti all’ export, il sostegno al reddito e ai consumi (strumenti di cui non possediamo neppure più la leva principale, cioè la capacità d’ indebitamento), bensì occorra riorientare coraggiosamente la nostra economia verso direzioni fino ad ora insufficientemente esplorate, ma che appaiono oggi molto promettenti.  Ne citerò solo tre: i business verso l’Eurasia, il turismo extraeuropeo, l’industria digitale.

6.I business verso l’ Eurasia: costruzione delle infrastrutture ed export

Al di là della Via della Seta, tutta l’Asia, dalla Siberia all’ Iran, dalla Siria all’ India, è sempre stata un’area di business importante per l’Italia. E’ perciò paradossale che proprio ora che l’Asia è divenuta più attrattiva, l’Italia rimanga indietro per una serie di errori di carattere politico.

I politici nazionali ed europei paventano che, invece, tanto come generatrici di appalti, quanto come  facilitatrici del business, le due Nuove Vie della Seta favoriscano soprattutto le imprese cinesi. E, in effetti, a oggi, l’89% dei progetti è stato attribuito a queste ultime. Questo è legato innanzitutto al meccanismo di finanziamento, che è basato prevalentemente sul credito e su risorse cinesi. Del resto, anche i tanto esaltati Piano Marshall e aiuto europeo allo sviluppo erano stati disegnati precisamente per favorire le imprese americane, e, rispettivamente, europee, grazie al finanziamento vincolato dei progetti. L’obiettivo della Cina è fare sì che quei Paesi possano spendere di più, comprando ovviamente merci cinesi, ma quest’ultimo corollario non è sancito certo da nessuna legge, sì che tutti gli esportatori intraprendenti ed appoggiati dai loro governi ne potranno usufruire.Per partecipare a questo business, occorre partecipare anche, e in modo sostanziale, al suo finanziamento e alla sua promozione: passare, dal ruolo di paesi beneficiari, a quello di Paesi promotori e finanziatori. Non solo con il denaro, ma anche con le idee.

Certo, con attori colossali quali lo Stato, i fondi e le grandi imprese cinesi, occorrono, per poter dialogare alla pari, strutture di pari consistenza (come sarebbe stato il gruppo Siemens-Alstom in preparazione, e com’è l’Unione Europea). Invece, oltre a boicottare i campioni europei, le risorse europee esistenti, come il fondo EFSI della BEI, vengono gestiti con reticenza, anche per via dell’erraticità delle politiche europee verso la Cina e la conflittualità fra le politiche dei vari Stati membri, che non permettono una negoziazione a tutto tondo con la Cina stessa, che ci permetta di essere con quest’ultima dei partners strategici, non già dei rivali o degli spettatori inerti.

7.140 milioni di turisti da conquistare (1% delle visite-1,5 milioni).

Un altro settore in cui si potrebbe e si dovrebbe fare di più è quello del turismo. Già le statistiche della Banca d’Italia e del Governo sono inaffidabili. Facendo la media fra le due, si può ritenere che i turisti cinesi che vengono in  Italia siano l’1,5%del totale (1 milione e cinquecentomila). Dato l’interesse particolare dei Cinesi per l’Italia e per l’Europa, e l’incremento esponenziale dei viaggi all’ estero (che raggiungeranno presto i 300 milioni), un maggiore coordinamento e miglioramento delle infrastrutture dovrebbero dare risultati interessanti. Mancano però una narrativa e un’informativa coerenti, e solo queste aggiungerebbero attrattiva alla destinazione “Italia”. L’Italia di oggi, che vuole ridurre lo spazio per le lingue classiche per sostituirle con l’Inglese, non è certo fatta per attrarre chi viene qui per respirare l’atmosfera di Roma, di Pompei e di Siracusa.

8.Alleanze tecnologiche.

La principale impresa hi-tech europea è la Huawei (la maggior depositante di brevetti all’ Ufficio Europeo brevetti), mentre il maggior numero di brevetti in Italia è di Ansaldo Energia, partecipata dai Cinesi al 40%. Queste circostanze hanno fatto sì che l’Italia, Paese che tradizionalmente depositava pochi brevetti, abbia aumentato di molto i suoi depositi.

Il Gruppo Huawei è anche il maggiore depositante presso l’Ufficio Brevetti Europeo, e l’esistenza di un importante centro di ricerca Huawei a Segrate costituisce una prima, embrionale, forma di alleanza tecnologica fra Italia e Cina, che ora Trump vorrebbe spezzare. E tuttavia, quella delle alleanze con le imprese cinesi di alta tecnologia è l’unica soluzione per uscire dalla sudditanza asfissiante verso le Big Five, e produrre in Italia della ricerca innovativa.

9.La manifestazione al Salone del Libro e la rete di professionisti

Prima di dare la parola a Stefano Commodo, padrone di casa e moderatore, vorrei fare un sintetico riferimento, per evitare di essere accusato di un atteggiamento sterilmente critico, alle iniziative che la mia organizzazione ha in corso per avviare una riscossa contro tutti gl’inconvenienti sopra registrati:

1)una pubblicazione sulla Via della Seta nell’ ambito della collana Evrazija, con cui daremo seguito al libro DaQin, dedicato in generale ai rapporti fra Europa e Cina;

2)Un convegno su Europa e Eurasia nel corso del Salone del Libro;

3)Una rete di professionisti e d’intellettuali, forniti delle necessarie esperienze e competenze nei vari settori (politico, finanziario, di business, giuridico, linguistico, culturale), i quali, in connessione con le due iniziative di cui sopra, si rendano disponibili a Enti e imprese italiane, per studiare, organizzare, acquisire, gestire e realizzare business connessi al progetto, come appalti, investimenti diretti, joint ventures…”

 

 L’ing. Mario Chou, capo-progetto cinese dell’ Ing. Olivetti,

scomparso in circostanze misteriose