IL RUOLO DEI LAVORATORI NELL’ ERA DELLE MACCHINE INTELLIGENTI

La sfida più pesante che l’evoluzione delle Macchine Intelligenti nella direzione dell’ Intelligenza Artificiale pone all’ Umanità è la sua capacità di autonomizzarsi dall’ uomo stesso, al punto da poter fare a meno di quest’ultimo. Sembra una prospettiva improbabile e lontana, eppure il ruolo centrale delle macchine nella vita dell’ uomo si è accresciuto ad un ritmo dempre più acdcelerato: da qualche isolato mulino o telaio meccanico a finev Ottocento, per passarem, nell’ Ottocento, ai motori a vapore e alle grandi fabbriche manchesteriane, fino alla guerra meccanizzata, alla bomba atomica, ai missili, allo Hair Trigger Alert, e, ora, i computer, il web, i social networks, l’Intelligenza Artificiale, i cyborg, i robot, i Big Data. Oggi si sta già lavorando alla clonazione umana, all’interfaccia computer-cervello, alla “quasi immortalità”.

In questo contesto, i primi a risentirne sono i lavoratori, del braccio e della mente, il cui lavoro è stato sempre più automatizzato, poi reso superfluo, fino a rendere la sottoccupazione un fenomeno generalizzato, tanto fra i “colletti blu”, quanto fra i “colletti bianchi”. La crisi generalizzata, particolarmente forte in Europa, dove non esistono le multinazionali del web, che non vi pagano neppure le tasse, tende inevitabile un radicale movimento sociale, che metta nuovamente l’uomo al centro dell’economia, attraverso un radicale upskilling di tutta la società.

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