Newsletter 31-2017

OMAGGIO A HELMUT KOHL (E ALLA RENANIA)

ΠΕΡΙ TOY ΧΕΛΜΟΥΤ ΚΩΛ (KAI THΣ  ΡΗΝΑΝΙΑΣ)
Perì tu Helmut Kol (kai tes Renanìas)

Nonostante tutti gl’inconvenienti dell’ integrazione europea così come è stata, e continua ad essere, condotta dalla classe politica, nessuno può negare, a taluni dei suoi protagonisti, un’intrinseca grandezza, che va al di là della valutazione di singole operazioni politiche attuate, e li pone ad un livello nettamente superiore a quello dell’ attuale establishment.

Questo è senz’altro il caso di Helmuth Kohl, il cui unico limite fu forse (come ha dichiarato in questi giorni Putin) che non tutte le sue vere idee si sono potute fino ad ora realizzare.
Anche alcuni aspetti delle onoranze funebri tributategli sono in linea con questa grandezza, come per esempio, che le esequie, svoltesi al Parlamento Europeo,  nel Duomo di Strasburgo (dove è echeggiato l’ Inno alla Gioia in Tedesco),  siano state il primo funerale di Stato dell’Unione Europea, mentre la seconda parte delle stesse, svoltasi a Spira, riecheggiano quelle degl’Imperatori del Sacro Romano Impero.
Tuttavia, purtroppo, neppure questa seria cerimonia è stata risparmiata dal tiro incrociato delle odierne meschinerie politiche e personalistiche. Un funerale a Berlino era stato escluso dalla nuova consorte di Kohl, Maike, per vari motivi, fra cui la vicinanza della prima moglie Hannelore, ma, soprattutto, il ruolo esercitato, nella capitale tedesca, da Angela Merkel e da Helmut Steinmeier, rispettivamente Cancelliera e Presidente della Repubblica federale, i due principali responsabili della disgrazia politica di Kohl. Per questa scelta, il figlio di Kohl ha perfino rifiutato di partecipare alla cerimonia.

Peccato.

Cesare e Ariovisto presso Strasburgo, primo faccia-a-faccia fra latinità e germanesimo

La Valle del Reno, protagonista della vicenda europea

Il “palcoscenico” sul quale si sono svolte le cerimonie (cioè il Reno) era imponente, ricordando quanto la terra renana abbia contribuito alla storia dell’ Europa e della sua identità, a partire dalla battaglia fra Cesare e Ariovisto a nord di Strasburgo, per passare  a quella di Teutoburgo, che impedì una prima unificazione dell’ Europa,  e ancora alla capitale carolingia, Aquisgrana, e a quelle francone e sveve, come Worms, Spira, Magonza, Francoforte, Basilea e Costanza, che tanti eventi storici evocano alla nostra mente. Sul Reno sono ambientati il Canto dei Nibelunghi e il Giuramento di Strasburgo, con il quale in pratica si fondarono Francia e Germania. Strasburgo fu sempre una città equamente divisa, fra gli alsaziani Zorn e i badesi Muellenheim, fra il Regno di Francia e il Reich tedesco. Ancor oggi, l’Alsazia è un Paese sostanzialmente bilingue.

 

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