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10 MAGGIO SALONE DEL LIBRO: GIORNATA SU ECONOMIA, TECNOLOGIA E LAVORO

10 MAGGIO SALONE DEL LIBRO: GIORNATA SU ECONOMIA, TECNOLOGIA E LAVORO (e rettifica orario del 9, cfr infra in amaranto)

Mai dibattito sui temi dell’economia è stato più attuale di oggi, quando lo stesso Trump sostiene che la crescita del PIL americano è la diretta conseguenza dei dazi ch’egli ha imposto sui prodotti del resto del mondo, e quando le sue parole hanno fatto precipitare le borse mondiali e le previsioni di crescita per Germania e Italia.

Nell’ambito del progetto “Cantieri d’Europa”, abbiamo organizzato, per Martedì 10, due iniziative attinenti al rapporto fra lavoro e impresa:

-al mattino, la presentazione congiunta del libro di Enzo Mattina  “Europa Contro” (Edizioni Rubbettino), e del libro di Riccardo Lala “Il ruolo dei lavoratori nella società delle macchine intelligenti”(Alpina);

-al pomeriggio, la presentazione, da parte del Presidente del CNEL, Professor Tiziano Treu, del sondaggio sull’ Europa condotto dalla sua Istituzione, seguito dall’ illustrazione, da parte del responsabile dell’ Ufficio Studi della Confindustria, Fontana, del manifesto congiunto sull’ Europa di Confindustria e sindacati (vedi infra, in verde).

Riportiamo qui di seguito il programma dettagliato di Cantieri d’ Europa con evidenziato in arancione il programma del 10, e con un’ulteriore rettifica (in amaranto)dell’ orario del 9 pomeriggio

Giovedì 9 maggio

Ore 13,30 Salone del Libro – Sala Internazionale

Cantieri d’ Europa: un percorso attraverso le sfide e i dubbi del presente

Presentazione dell’iniziativa

Con Pier Virgilio Dastoli,  Ulrike Guérot (autrice di La nuova guerra civile, Edizioni Alpina), Eric Joszef, Davide Mattiello, Roberto Santaniello.

Presenta Riccardo Lala

 

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe”, co-finanziato dall’ Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, ADD, Benvenuti in Italia e Ullstein

 

Nella Giornata dell’Europa, autori ed editori presentano il percorso “Cantieri d’Europa”, per comprendere ciò che siamo, attraverso le tendenze attuali della politica, della cultura e della tecnologia.

 

Giovedì 9 maggio

 

RETTIFICA ORARIO DEL 9 POMERIGGIO

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 16,30

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: Poliedricità e attualità di Spinelli*

@Presentazione dell’ edizione spagnola di Come ho tentato di diventare saggio (Como traté de hacerme sabio) Icaria Editorial

Con Marcello Belotti, Renata Colorni, Pier Virgilio Dastoli, Ulrike Guérot, Eric Jozsef, Roberto Palea, Davide Mattiello, Roberto Santaniello

Modera Riccardo Lala,

A cura di Alpina, in collaborazione con OGR,  con Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà on the future of Europe” , co-finanziato dalla Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),  Il Mulino e Icaria Editorial

Nell’ambito della presenza della lingua spagnola come ospite d’onore del Salone, intellettuali di diversa estrazione e specializzazione affrontano uno dei personaggi centrali della storia dell’integrazione europea.

 

Posti limitati; richiesta la conferma (e informazioni) al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 

Giovedì 9 maggio

 

Centro Studi San Carlo  Via Monte di Pietà 2

Ore 21,00

 

Cantieri d’Europa:  Film “l’Europa non cade dal cielo”, di Italo Spinelli: proiezione e dibattito

 

Con Stefano Commodo, Ulrike Guérot, Pier Virgilio Dastoli, Eric Jozsef,Roberto Santaniello,  Italo Spinelli

 

Modera: Riccardo Lala

 

A cura di: Alpina, in collaborazione con Rinascimento Europeo e Movimento Europeo – Italia (progetto “Europe Day 2019” co-finanziato dal Movimento Europeo Internazionale nel quadro del Programma Europa per i cittadini).

 

In un momento in cui è forte la tentazione di fare, dei Padri Fondatori dell’Europa, delle icone disincarnate e inoffensive, occultandone il forte carattere e l’indipendenza di pensiero, può essere istruttivo un confronto senza pregiudizi con il vissuto di quei personaggi, pienamente inseriti nei conflitti del loro tempo e nondimeno pienamente attuali

 

 

Venerdì 10 maggio

Ore 10,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Lavoro e tecnologia nell’ Europa di domani

Dialogo fra Enzo Mattina, autore di Europa Contro (Edizioni Rubbettino) e Riccardo Lala , autore di Il ruolo dei lavoratori nell’intelligenza artificiale (Edizioni Alpina)

Con Pier Virgilio Dastoli

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic Agorà for the future of Europe” cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), e Rubbettino Editore

 

Solo l’Europa è in grado guidare una trasformazione delle nostre società  che permetta al lavoro di vivere da protagonista  la nuova era dell’intelligenza artificiale e del pluricentrismo


Venerdì 10 maggio

Officine Grandi Riparazioni, C.so Castelfidardo, 22

Ore 16,30

All’interno della Mostra “Cuore di tenebra – Castello di Rivoli@OGR.1”, Opera “The Nature of the Beast” Di Goshka Macuga

 

Cantieri d’ Europa: “L’Europa e il mondo del lavoro”, Presentazione della Consultazione Pubblica sul Futuro dell’ Europa, a cura del CNEL (Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro)

Con Pier Virgilio Dastoli, Alessandro Fontana, Enzo Mattina, Massimo Richetti,  Tiziano Treu

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione col CNEL e con il Movimento Europeo – Italia, con il suo progetto “Academic Agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

In una fase così delicata per le istituzioni, il CNEL, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali, ha predisposto una Consultazione pubblica sul futuro dell’Europa, con particolare riferimento agli iscritti a tutte le organizzazioni sociali e produttive del Paese rappresentate. Il Presidente ne discute in anteprima, anche in relazione al recentissimo appello per l’Europa della Confindustria ev dei sindacati.

 

Posti limitati; richiesta la conferma al numero 3357751536 o all’e.mail info&alpinasrl.com

 Domenica 12 maggio

Ore 18,30 Salone del Libro – Sala Avorio

Cantieri d’ Europa: Sulle vie della Seta, Quale strategia?

Colloquio con Alberto Bradanini sull’opera collettiva “L’Europa sulle Vie della Seta, Documenti e riflessioni sul rapporto con la Cina”

Con Riccardo Lala e Giuseppina Merchionne

a cura di Alpina, in collaborazione con Movimento Europeo (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet), ed EGEA

L’adesione dell’Italia alla Via della Seta è al centro del dibattito politico ed economico: quali i vantaggi e i rischi? Esiste una strategia, in Italia o in Europa?

Lunedì 13 maggio

Ore 10.30 Salone del Libro – Sala Avorio        

 Cantieri d’Europa: Le lingue e l’identità europea.

Presentazione del libro “Es patrida gaian, Le lingue per un ritorno all’ Europa” (Alpina)

Con Federico Gobbo, Lucio Levi, Anna Mastromarino, Elisabetta Palici di Suni, Alfredo Papadakis, Stefano Piano,  Dario Elia Tosi

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet) e con il Centro Einstein di Studi Internazionali.

Con il rimescolamento seguito all’avanzata dell’Intelligenza Artificiale, all’allargamento della UE, alla Brexit e all’emergere della Cina, anche le prassi consolidate nell’ uso delle lingue vengono messe in discussione: ruoli delle lingue classiche e dell’Inglese; lingue minori e orientali. Linguisti, classicisti, medievisti, giuristi e orientalisti discutono di politiche linguistiche.

Lunedi 13 maggio

Ore 15,00

Hotel NH Torino Centro

Sala Deledda

Corso Vittorio Emanuele 104

 

Cantieri d’Europa: Le infrastrutture del Nord-Ovest e le Nuove Vie della Seta

Dibattito fra Alberto Bradanini, Mino Giachino, Giovanna Giordano, Comitato “La Nuova Via della Seta”, Alfonso Sabatino

Modera Riccardo Lala

A cura di Alpina, in collaborazione con il Movimento Europeo – Italia (progetto “Academic agorà for the future of Europe”, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+ – Azione Jean Monnet),

Le Nuove Vie della Seta permettono di mettere in contatto un’Europa in difficoltà con il mondo asiatico in piena espansione. Le modalità con cui il nostro territorio si inserirà in questa dialettica determineranno il nostro successo o insuccesso. Ne discutono intellettuali e imprenditori, diplomatici e politici.

 

Contatti:  Tel. 3357761536     www.alpinasrl.com    info@alpinasrl.com

 

APPELLO PER L’EUROPA

 

Perché un appello per l’Europa?

Perché l’Unione europea ha garantito una pace duratura in tutto il nostro continente e ha unito i cittadini europei attorno ai valori fondamentali dei diritti umani, della democrazia, della libertà, della solidarietà e dell’uguaglianza.

Perché l’UE è stata decisiva nel rendere lo stile di vita europeo quello che è oggi. Ha favorito un progresso economico e sociale senza precedenti con un processo di integrazione che favorisce la coesione tra Paesi e la crescita sostenibile. Continua a garantire, nonostante i tanti problemi di ordine sociale, benefici tangibili e significativi, nella comparazione internazionale, per i cittadini, i lavoratori e le imprese in tutta Europa.  Perché gli interessi economici nazionali, oggi, possono essere perseguiti, in una dimensione continentale, solo attraverso politiche europee.

Di fronte ai giganti economici, i paesi europei presi singolarmente, avranno sempre minore peso politico ed economico. Perché stiamo affrontando enormi sfide, una globalizzazione senza regole, il risorgere di nazionalismi, tensioni internazionali, ridefinizione delle relazioni UE-Regno Unito, migrazioni,disoccupazione, prospettive per il futuro dei nostri giovani, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, crescita costante delle diseguaglianze economiche e sociali. Perché la risposta non è battere in ritirata ma rilanciare l’ispirazione originaria dei Padri e delle Madri fondatrici, l’ideale degli Stati Uniti d’Europa.

Per queste ragioni esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezionieuropee dal 23 al 26 maggio 2019 per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale. Sono tempi incerti, instabili, travagliati per l’Europa e per il mondo. Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese. Quelli che intendono mettere in discussione il Progetto europeo, vogliono tornare all’isolamento degli Stati nazionali, alle barriere commerciali, ai dumping fiscali, alle guerre valutarie, richiamando in vita gli inquietanti fantasmi del novecento

Il progetto dell’UE deve, al contrario, essere rilanciato nitido e forte in tutta la sua portata di civiltà e noi, Parti Sociali italiane, crediamo sia cruciale per affrontare le sfide e progettare un futuro di benessere per l’Europa, ancora uno dei posti migliori al mondo per vivere, lavorare e fare impresa.Abbiamo molto di cui essere orgogliosi e da questo dobbiamo partire per migliorare lavorandoinsieme.

1.L’Europa deve proseguire il processo di integrazione, deve andare avanti, completare l’Unione economica, accelerare la convergenza sui diritti e sulle tutele sociali, rafforzare la prospettiva dell’Unione politica. Guai a pensare che le conquiste raggiunte siano sufficienti: significherebbe noncomprendere le preoccupazioni, le frustrazioni, il disagio e la sofferenza sociale dei tanti milioni dieuropei che non sono in grado di gestire autonomamente la complessità dei nostri tempi. Non diversamente si potrà interpretare lo slancio di partecipazione dei giovani di tutta Europa con il rinnovato impegno sull’ambiente, ormai drammaticamente ineludibile, e con un modello di crescitache restituisca ai giovani il diritto al futuro.Urge accelerare il processo di integrazione europea, da perseguire anche se sarà necessario coinvolgere i Paesi membri in tappe e tempi diversi avviando un percorso costituente, comunque necessario. È già accaduto nel 1957 con i sei paesi fondatori; è successo nel 1998 con la creazione dell’’euro. Con questo spirito, continueremo a contribuire ad un progetto europeo di successo e ad un’Europaunita che garantisca una crescita sostenibile ed inclusiva, un contesto di benessere a lavoratori e imprese, proponendo iniziative che migliorino le condizioni di vita e di lavoro ed offrano un futuromigliore a tutti i cittadini europei.Le Parti sociali ritengono importante che i deputati italiani che verranno eletti al Parlamento Europeosi occupino prioritariamente di:

1.Unire persone e luoghi.

Si tratta di rafforzare le maglie del tessuto connettivo dell’Unione Europea attraverso:

a)ilpotenziamento delle politiche di coesione economiche, sociali, territoriali nell’ambito delQuadro finanziario pluriennale 2021/2027.

b)Ilpotenziamento degli strumenti di studio e di lavoro all’estero, offrendo la possibilità ad ogniadolescente europeo tra i 15 e i 17 anni di passare 15 giorni in un altro a Paese dell’Unione. Per il mondo del lavoro va sviluppato l’Apprendistato Europeo associato al conseguimento di un titolo di studio comunitario, progettato su standard condivisi, per permettere ai giovani di formarsi in una sorta di “Erasmus in azienda”, sviluppando oltre a nuove competenze tecniche, anchecapacità linguistiche, consapevolezza e coscienza europea.

c)UnPiano straordinario per gli investimenti in infrastrutture ed in reti che rappresentano un forteelemento di inclusione perché uniscono territori, città, paesi, assicurando sviluppo, occupazionee coesione sociale. I maggiori investimenti devono essere orientati a promuovere un modello dicrescita e di vita socialmente responsabile ed ambientalmente sostenibile, rispettosodell’equilibrio naturale e meno energivoro, puntando a obiettivi di riduzione delle emissioni nocivee di riconversione modale, secondo i principi e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 15 dicembre2015. Il piano straordinario di investimenti può incrementare la crescita potenziale del continente,guardando al Mediterraneo come a una grande opportunità di scambio e di sviluppo, erispondere alla concorrenza degli altri grandi player mondiali nei confronti dei quali l’Europa èdecisamente in ritardo.Per finanziare il piano straordinario di investimenti proponiamo di ricorrere a:

➢Eurobond per la crescita:emissioni di titoli di debito europei, “garantiti” da un capitale inizialeversato dai Paesi membri. Nel medio-lungo termine, il debito verrebbe rimborsato con ilgettito di nuove imposte gestite a livello europeo che andrebbero a sostituire impostenazionali. A titolo esemplificativo, un debito europeo del 3 per cento del PIL genererebbe350 miliardi di euro di risorse addizionali.

➢Esclusione della spesa nazionale di cofinanziamento dei progetti europei dai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita.

1.Dotarsi degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale.“America first”, la “Nuova via della seta”, la polarizzazione dei baricentri economici e degli equilibrigeopolitici esigono un deciso rafforzamento degli ormeggi europei. Per questo riteniamo urgente:

a)Il completamento del mercato unico: dal mercato dei capitali, decisivo per il rilanciodell’industria europea, che rimane estremamente frammentato; al mercato digitale, che è ancorapresidiato da 28 sistemi di regole diversi e non permette alle aziende europee di raggiungeredimensioni comparabili a quelle americane; al mercato dell’energia, le cui importazionirappresentano un quinto delle importazioni del continente e il cui costo rimane decisamente altonella comparazione internazionale.

b)Una politica industriale europea con due obiettivi prioritari: migliorare la competitività,stimolando gli investimenti in ricerca e innovazione per rilanciare la leadership industrialeeuropea ed affrontare le sfide della trasformazione digitale e della sostenibilità ambientale,rafforzare la contrattazione e la partecipazione nelle imprese come fattore competitivo econdizione del lavoro di qualità; rivedere le regole sulla concorrenza, per creare dei veri campionieuropei che diventino attori globali in grado di competere con i colossi americani e asiatici.

c)Una effettiva politica estera comune capace di esprimere il peso politico internazionaledell’Unione, potenzialmente ben maggiore rispetto alla somma dei pesi dei singoli paesi. Nel 2030 solo tre stati membri europei resteranno tra i primi otto paesi al mondo per livello di PIL e nel 2050 solo la Germania. Considerando l’aggregato UE, il terzo posto è confermato al 2030 dopo Cina e USA e il quarto nel 2050 dopo l’India. Ciò significa che tutti gli stati europei presisingolarmente sono marginali. Solo un’Europa politicamente unita può aspirare ad avere un ruolo nella governance economica mondiale contribuendo alla convergenza multilaterale ed alla stabilità globale.

d)Un rafforzamento istituzionale che assicuri il primato del Parlamento europeo e renda il modello di governante più efficace, anche attraverso un trasferimento di sovranità.

2.Potenziare la rete di solidarietà sociale europea Una delle lezioni più rilevanti dell’ultimo, travagliato decennio ha riguardato l’insufficienza della strumentazione europea per affrontare crisi finanziarie e recessioni globali. Riteniamo, pertanto,necessario superare quel deficit politico ed istituzionale mediante:

a)Una funzione di stabilizzazione del ciclo economico, complementare ai meccanisminazionali, in grado di supportare il reddito e la domanda interna in tempi di crisi con l’obiettivo difinanziare:

3.Uno strumento di sostegno europeo, finanziato senza pesare sulle imprese, per rispondere inoccasione di crisi di uno o più paesi membri, alle ricadute sulla disoccupazione, presidiandoinvece la coesione sociale e prevenendo rischi di contagio

Investimenti pubblici, ad alto moltiplicatore, con funzione anti ciclica.

b)Una effettiva politica comune dell’immigrazione in grado di governare i processi migratori,determinati da dinamiche demografiche, economiche, sociali ed ambientali, come un fenomenostrutturale di lungo periodo, nel rispetto dei diritti universali della persona, dei Trattati e delleConvenzioni internazionali di accoglienza solidale dei migranti, dei richiedenti asilo, dei profughi.L’ampia eterogeneità nelle regole di ammissione, nelle politiche di accoglienza e di integrazionee nelle pratiche di respingimento creano caos, inefficienze, conflitti e, soprattutto, non sonocompatibili con l’esistenza di uno spazio di libera circolazione. Una politica dell’immigrazionecomune è il necessario presupposto per presidiare e rendere effettiva la libertà di circolazionenell’U.E. In materia di immigrazione sarebbe, inoltre, importante replicare in Italia il modello di partenariatoeuropeo per l’integrazione sottoscritto nel 2017 tra la Commissione europea, la Confederazionesindacale europea e Business Europe per i richiedenti asilo.

c) L’armonizzazione e la convergenza dei sistemi fiscali e dei sistemi di protezione del lavorodei paesi membri, oggi quanto mai differenziati. Nell’ambito di un mercato unico, se questedivergenze sono significative alterano la concorrenza, diventano strumento di lotta commerciale e creano forme di dumping sociale e salariale. Per questo occorre uniformare i sistemi fiscali e definire standard comuni di protezione del lavoro all’interno dell’UE secondo i principi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

3.Sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione  Relazioni sindacali partecipative e partecipazione creativa delle lavoratrici e dei lavoratori aiprocessi di innovazione continua sono elementi costitutivi di una strategia vincente nelle imprese edi una Governance politica lungimirante e di successo nei Paesi. A tal fine intendiamo favorire:

a)un rinnovato protagonismo delle Parti Sociali nei singoli Paesi e a livello europeo attraversoconfronti stringenti preventivi alle decisioni governative, confermando il Dialogo Sociale qualestrumento democratico efficace di confronto.

b)Il contrasto ai processi di dumping sulle condizioni di lavoro attraverso l’avvio di percorsi chetendano all’armonizzazione europea a partire dai diritti e dalle tutele fondamentali, nonché daitrattamenti salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, ispirandosi alle finalità indicate nei 20 principidel Pilastro dei diritti sociali europei.

c)La promozione e la definizione di un quadro normativo europeo certo di sostegno alle relazionisindacali e alla contrattazione collettiva.

d)La valorizzazione il ruolo dei Comitati di Azienda europei per rafforzare relazioni industrialiorientate a definire soluzioni efficaci e innovative, che favoriscano anche processi diarmonizzazione e di estensione della contrattazione a livello europeo.

e)La creazione di un percorso di livello europeo di politiche attive del lavoro e di long lifelearning adeguate alla straordinaria fase di cambiamento epocale determinata dal passaggiodalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili e dalla innovazione dell’economia digitale, cosìda affrontare in modo sostenibile ed efficace i cambiamenti legati alla globalizzazione, alletransizioni energetiche, alla digitalizzazione, all’invecchiamento della popolazione, con leconseguenti riorganizzazioni produttive, ridisegno della manifattura e dei servizi, creazione,

innovazione, riconversione degli skill professionali, mobilità occupazionali, cambiamenti nei consumi e negli stili di vita. Per queste ragioni noi Parti Sociali italiane siamo più che mai convinte che il colpo d’ala europeo siastoricamente maturo, necessario, possibile. Esso rappresenta la risposta coerente ed efficace perpreservare e sviluppare, nella complessità del nostro tempo, il patrimonio di civiltà costruito nei secoli dall’Europa nel quale trovano compendio gli ideali di progresso economico, giustizia sociale,democrazia, pace

 

LA SOCIETA’ DELLE MACCHINE INTELLIGENTI: urgenza di un’alleanza fra capitale e lavoro

Si è svolto Sabato 23 febbraio, presso l’Unione Industriale di Torino, il convegno, moderato da Ezio Ercole, Vice-Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dedicato all’ Industria 4.0: partecipazione e cogestione dei lavoratori nell‘era dell‘intelligenza artificiale, organizzato dall’ associazione Europa Nazione Cristiana in collaborazione con l’ UCID, l’ Ordine dei Giornalisti, Alpina e Poesia Attiva.

Riportiamo qui di seguito una breve sintesi degli interventi dei partecipanti e il testo integrale del discorso di Riccardo Lal

1.IL CONVEGNO DEL 23.

Dopo i saluti , a nome dell’ Unione Industriale di Torino, di Massimo Richetti, responsabile del Servizio Sindacale dell’Unione, sono intervenuti il Sottosegretario al Lavoro  Claudio Durigon, in teleconferenza da Verona, Alberto Sacco, Assessore al Lavoro Comune di Torino, che ha letto un messaggio della Sindaca Chiara Appendino e Gianna Pentenero, Assessore al Lavoro della Regione Piemonte, che ha parlato delle interconnessioni fra la crisi demografica e l’automazione.

Alberto Acquaviva, presidente dell’associazione Europa Nazione Cristiana: ha aperto i lavori facendo alcuni  cenni storici sulla Dottrina Sociale della Chiesa e proponendo la convocazione degli Stati Generali del Lavoro, mentre il presidente di Diàlexis, Riccardo Lala, ha  delineato un panorama legislativo, tecnico e giuridico, nazionale ed europeo.

Ezio Sciarra, ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara, ha proposto soluzioni per salvare il lavoro al tempo della robotica. Riccardo Ghidella, presidente nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), ha indicato, fra le priorità per lo sviluppo in Italia, un’innovazione tecnologica più efficace e più realistica di quella ch’è stata effettivamente, ma tardivamente, perseguita con i provvedimenti governativi in vigore.

Nel corso di una tavola rotonda con i rappresentanti del mondo dell’impresa e del sindacato,Erminio Renato Goria, presidente regionale dell’UCID Piemonte e Alberto Carpinetti, presidente  torinese, hanno presentato il risultato dei lavori della sua associazioni in materia di valorizzazione a bilancio del capitale umano delle imprese, mentre

Alessandro Svaluto Ferro, direttore Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Torino,ha invocato il superamento della narrativa basata sulla conflittualità fra capitale e lavoro.

Sono poi intervenuti i rappresentati delle organizzazioni sindacali: Cinzia Maiolini, responsabile nazionale Ufficio Progetto Industria 4.0 della CGIL;Antonio Sansone, segretario regionale Fim Piemonte; Dario Basso, Segreteria della UIL-UGL con delega Industria 4.0  e Luigi Ulgiati, vice-segretario generale dell’UGL.

2.L’INTERVENTO DI RICCARDO LALA

Per progredire in qualunque genere di riflessione sul futuro del lavoro, occorre gettare uno sguardo trasversale su materie apparentemente diversissime:(i) l’informatica; (ii)il diritto del lavoro; (iii)l’innovazione.

Questo sguardo permette innanzitutto di osservare empiricamente che:

-in un’ottica storica, la partecipazione dei lavoratori non risulta essere stata di ostacolo, ma, anzi, ha da normalmente favorito, il rafforzamento delle imprese nella competizione internazionale;

-in particolare, l’esigenza di partecipazione non viene frustrata, bensì esaltata, dall’introduzione delle nuove tecnologie, le quali, accrescendo la qualità e la responsabilità del lavoro, hanno, quale implicito corollario, che i lavoratori diventino più importanti nei processi produttivi, e debbano perciò essere ascoltati anche sulle strategie aziendali.

Per comprendere quest’ importanza accresciuta della partecipazione nell’era delle macchine intelligenti, ritengo essenziale compiere preliminarmente una carrellata sull’intera materia, da un lato, dell’automazione, e, dall’ altro, della partecipazione, per poi vedere, alla fine, come esse si congiungano, e/o possano, e/o debbano, congiungersi oggi.

Quest’intervento si articolerà quindi in quattro parti:

-la prima sarà dedicata a un rapido excursus sulle prospettive dell’automazione, non solo quella limitata al mondo della fabbrica, nei prossimi decenni;

-la seconda, a far comprendere quanto variegate possano essere le forme di partecipazione dei lavoratori nei vari Paesi e nei vari tipi d’impresa.

-passerò poi ad esaminare come i due fenomeni -automazione e partecipazione- interagiscano, e/o possano, e/o debbano, interagire fra di loro nella presente fase storica, caratterizzata dalla rivoluzione digitale, in Italia e in tutta l’Europa.

-infine, qualche parola sulle prospettive di azione comune in direzione del futuro, che è l’obiettivo per il quale abbiamo concepito questo incontro.

A.VERSO L’ AUTOMAZIONE TOTALE?

1.E’ possibile prevedere i prossimi anni?

Per comprendere la meccanica dell’introduzione delle nuove tecnologie, occorre innanzitutto situarla nel tempo e nello spazio. Giacché non accetto per altro una visione deterministica dell’evoluzione tecnologica, la quale ultima mi pare invece intrinsecamente legata alle libere scelte umane, condivido anche lo scetticismo circa le periodizzazioni, che sono state proposte, dell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale. Tuttavia, dalla lettura incrociata dei programmi dichiarati da Stati Uniti e Cina e delle esternazioni dei leaders dell’industria informatica, a cominciare da Ray Kurzweil, direttore tecnico di Google, si ottengono comunque dei grandi orientamenti  circa gli eventi futuri, fondati sulle aspettative di quei soggetti circa la propria capacità di sviluppare e diffondere le nuove tecnologie. Queste fasi sogliono essere definite, usando la terminologia consueta nel campo della progettazione, con le sigle 1.0, 2.0, 3.0, 4.0, 5.0…. Oggi, siamo giunti oramai ad un momento di transizione fra le fasi “4.0” e  “5.0”.

a.Fase “4.0”

Sintetizzando, nella fase attuale della storia delle macchine intelligenti:

-da un lato sono già presenti, almeno sul piano sperimentale, molte delle tecnologie determinanti della rivoluzione digitale (spaziale, nanotecnologie, quantistica, big data, intelligenza artificiale, reti neuronali, clonazione, fecondazione assistita, uomo in provetta, robot, androidi, droni, veicoli e armi autonomi “hair trigger alert”, missili ipersonici);

-dall’ altro, però, esse sono utilizzate ancora in modo discreto. Invece, sono utilizzati per ora soltanto in modo molto generico la sorveglianza di massa, gli smartphone, internet, i social networks, i droni….

-Fase ”5.0”.

Questa sarà caratterizzata dall’”internet delle cose e dei servizi”, dal credito sociale, dal popolamento dello spazio, e, inoltre dalla generalizzazione del diritto dell’informatica, nelle sue varie aree, come le norme sulla privacy, il codice etico per i robot, la responsabilità civile delle macchine autonome, il voto digitale…Il tutto favorirà l’unificazione fra le varie tecnologie.

-Fase delle “Macchine Spirituali”

Nella visione di molti teorici dell’informatica, in una fase finale (che sempre Ray Kurzweil chiama “delle “Macchine Spirituali”) si dovrebbe realizzare l’unificazione di tutti i sistemi di controllo in un unico sistema digitale.

2.Il ruolo dell’Italia e dell’Europa

Per comprendere come le nuove tecnologie influenzino, e influenzeranno sempre più, le nostre vite, occorre anche rendere conto degli effetti dell’attuale arretratezza tecnologica dell’Italia e dell’Europa.

Come quest’arretratezza incida sul PIL nazionale (crescita 0,2% nel 2019), ed europeo (1,3%) è relativamente facile da spiegare:

a)in modo diretto: una grande quantità di profitti, che prima rimanevano nel Paese dov’era situata l’unità produttiva, e/o il centro direzionale, e/o il domicilio della proprietà, e/o quello dei massimi dirigenti, oggi si spostano verso paradisi fiscali all’estero, verso intermediari digitali di varia natura, difficilmente tassabili, e che comunque i legislatori esitano fortemente a tassare, o, infine, verso le stesse case madri situate nella Silicon Valley, a Hanzhou, Shenzhen, ecc…

b)in modo indiretto: erosione o elusione fiscale; diminuzione del gettito complessivo; fuga di dati sensibili o addirittura segreti; spostamento dei ruoli apicali; tecnici e specialistici dell’impresa e delle pubbliche amministrazioni, all’ estero; dipendenza degli  Stato dalle multinazionali; indebolimento del patrimonio nazionale di competenze, ecc…

3.Migliorare la catena del valore

A parte, quindi, l’ovvia necessità di una difesa sul piano legislativo contro queste forme di svuotamento dell’ economia nazionale ed europea, l’unica altra contromisura effettiva è costituita da una trasformazione della struttura economica del Paese, che permetta di elevare, nella catena del valore, tutti i tipi di attività, e, in particolare, le attività economiche, attraverso l’incremento dell’ integrazione digitale del sistema (fra P.A. e imprese; fra produttori finali, clienti, fornitori e intermediari; fra fornitori e rispettive filiere; fra imprese, lavoratori e comunità), riportando nel Paese non tanto e non soltanto la manifattura, bensì soprattutto la redditività della stessa, riprendendoci il controllo sui flussi finanziari e di comando, attraverso la creazione di un’industria digitale italiana ed europea. Come intuibile, questa trasformazione richiederebbe un salto qualitativo importante da parte di tutti: accademia, pubblica amministrazione, imprese, lavoratori, cittadini, ma, soprattutto, Unione Europea e Stati membri…La tecnologia blockchain, permettendo una registrazione decentrata dei flussi di dati, potrebbe permettere la tassazione personalizzata dei trasferimenti internazionali di dati e l’applicazione di imposte nazionali e/o europee sulle multinazionali del web.

In questo contesto, risulta fondamentale una rinnovata solidarietà fra capitale e lavoro, per ideare strategie, proporle al mondo politico e attuarle a livello di azienda.

Un utilizzo efficace delle nuove tecnologie implica infine un enorme sforzo di formazione per tutti i ruoli, a cominciare da quelli più elevati. Non tanto e non solo per permettere a ciascuno di fare meglio il suo mestiere con i nuovi strumenti, ma anche per la portabilità delle competenze, cioè la possibilità di transitare verso ruoli diversi, e, in generale, più elevati. Questo sforzo non può avere successo se non sarà maggiormente coordinato a livello europeo. Farò qualche esempio di come questo sforzo possa articolarsi ai diversi livelli:

a)”Upskilling”

Sembrerebbe ovvio che le nuove tecnologie rendano possibile svolgere con minore sforzo gli stessi compiti, oppure svolgere, con lo stesso sforzo, più compiti, cosa che tradizionalmente equivaleva a un una crescita di grado e di responsabilità. Questo fatto sta avendo un impatto immediato sulla struttura dell’occupazione, con la scomparsa progressiva dei tradizionali “operai”, e la loro sostituzione con “operatori digitali”, spesso diplomati presso gli ITI, o, addirittura, laureati.

b)”Upgrading”:

L’elasticità richiesta dalle nuove tecnologie richiede un’accresciuta attenzione per le materie umanistiche. Infatti, specie ai livelli più alti, la possibilità per un solo operatore di gestire più attività (per esempio, un’intera officina, un intero studio legale, un’intera clinica), implica l’accumularsi anche di maggiori responsabilità (etiche, legali, sociali, amministrative, finanziarie, di rappresentanza), per le quali non bastano più le competenze tecniche e informatiche.

4.”Enhancement”

Per questo, la formazione permanente non dovrebbe essere limitata ai ruoli esecutivi: anzi, dovrebbe essere diretta soprattutto ai ruoli direttivi, che saranno i più coinvolti dall’Intelligenza Artificiale, e anche i più a rischio (direttori, commercialisti, analisti finanziari, capi-fabbrica…), concretizzandosi in un vero e proprio “aumento” della loro capacità di leadership, capace di controbilanciare l’influenza dei gestori multinazionali delle reti.

B.COS’È MAI LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI?

Concetto fluido tanto circa ai contenuti, quanto al suo stesso perimetro, la partecipazione è un’esigenza che si pone da sempre, in quanto il lavoro è un’attività umana che richiede uno sforzo congiunto di tutti. Per esempio, abbiamo avuto forme di partecipazione nelle corporazioni medievali, nei sindacati, nelle cooperative e nel diritto del lavoro in generale.

Nel mondo contemporaneo, vi sono diverse forme di partecipazione, nell’impresa e nella società. Queste differenze si riferiscono, tanto alla forma giuridica, quanto alla realtà effettuale, sociale e/o politica, della partecipazione. Dal punto di vista giuridico, possiamo distinguere:

a)forme di partecipazione nell’ ambito dell’ “ordinamento intersindacale”

E’ il sistema tipico dell’Italia, dell’Inghilterra e dei Paesi scandinavi. La partecipazione è garantita più dall’azione delle parti sociali più che dalla legge. Inoltre, i lavoratori possono influenzare l’organizzazione dell’impresa solo dall’ esterno. Ciò non significa che non ci siano forme, spesso anche molto penetranti, di partecipazione alle strategie aziendali e all’organizzazione del lavoro. E’ questo tipo di partecipazione ad essere in crisi, perché sono in crisi gli elementi sociologici che ne erano alla base: la prevalenza dell’industria sul terziario, le grandi fabbriche tayloriste e fordiste, il rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato;

b)i diritti d’informazione e consultazione: i diritti d’intervento dei lavoratori nelle materie di cui sopra sono stati rafforzati dalle direttive europee, ponendosi, così, a mezza strada fra il sistema italiano e quello tedesco;

c)lo statuto d’impresa e la cogestione: è il modello vigente , per legge, in Germania, il quale comprende tre set distinti di norme: quelle sulla rappresentanza nel consiglio di sorveglianza, quello sulla partecipazione dei comitati d’impresa  alle decisioni che riguardano i lavoratori, e quello relativo all’“Arbeitsdirektor”, un membro del consiglio di gestione responsabile per le questioni di personale. L’approccio della cogestione esce, in Germania, dall’ ambito  puramente aziendale, e si estende, invece, a una concertazione generalizzata nella società civile (“Selbstverantwortung der Wirtschaft”).

-Società europea e comitati aziendali europei: Sono delle anticipazioni di un’organizzazione aziendale di tipo “tedesco” introdotte in tutta Europa attraverso l’armonizzazione del diritto societario e del lavoro dell’Unione Europea;

-la partecipazione finanziaria: si articola, a sua volta, attraverso svariati istituti, presenti in modo diverso nei vari Paesi: la partecipazione agli utili (l’86% delle grandi imprese europee);le “stock options” per i dirigenti; i piani di azionariato per i dipendenti (come il Piano LECOIP 2.0 di Banca Intesa).

1)Argomenti a favore del sistema tedesco di cogestione:

I modelli della cogestione e dell’”ordinanamento interconfederale” (tradeunionismo) sono diffusi in modo ineguale in Europa, con una prevalenza di quello della cogestione, concentrata prevalentemente nell’ Europa Centrale e Settentrionale. Solo all’interno della UE, i Paesi  senza cogestione sono veramente pochi. L’Unione Europea persegue da sempre un’opera lentissima di armonizzazione legislativa, volta ad estendere, attraverso direttive raccamandazione, gl’istituti della cogestione.

a)identitari: la cogestione corrisponde al “Modello sociale europeo” (tradizioni comunitaristiche; democrazia economica; coesione sociale, efficienza)

b)religiosi:dottrina sociale della Chiesa/ «organische gedachte calvinista» (dignita’ del lavoratore, solidarieta’);

c)sovranisti:protezione dell’industria nazionale (casi Volkswagen, Pirelli-Continental e Daimler-Chrysler);

d)economici: l’economia tedesca, grazie anche e soprattutto all’interpretazione estensiva della cogestione quale „autogestione dell‘ economia“, è riuscita  a registrare, in controtendenza rispetto al resto dell‘ Europa , e soprattutto all‘ Italia, una drastica crescita del PIL proprio in un perido di crisi generalizzata. Anche se questo periodo di grazia sembra essere alla fine.

2.La situazione in Italia

L‘ Art 46 della Costituzione  afferma: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

Per quanto nessuno l’abbia abolito, quest‘articolo è rimasto fino ad ora inattuato. A ciascuna nuova legislatura sono stati presentati vari disegni di legge che non sono mai stati attuati integralmente, sicché, come abbiamo visto, la partecipazione nelle imprese è affidata piuttosto all‘ ordinamento intersindacale, nonché a sporadiche forme di partecipazione contrattuale, come quella ch‘ è stata vissuta per un breve periodo dall‘ Alitalia..

Questi esempi episodici di cogestione sono costituiti dalla governance dell‘ INPS, dalla partecipazione al capitale, per esempio in alcune banche, e agli effetti indotti dalle direttive europee (Comitati aziendali europei;Statuto della società europea, diretto a rendere possibili forme di partecipazione collettiva dei dipendenti all’interno dell’impresa societaria; diritti di informazione; raccomandazione CEE che promuove la partecipazione dei lavoratori ai profitti e ai risultati dell’impresa, compresa la partecipazione al capitale tramite l’azionariato).

C.LA PARTECIPAZIONE NELL’INDUSTRIA 4.0

L’introduzione dell’industria 4.0 sta comportando cambiamenti strutturali dell’occupazione, come osservato nel  Progetto Lavoro 4.0 della CGIL: «I criteri di inquadramento previsti dai contratti collettivi pensano a una realtà ormai superata. Presupponevano figure statiche, ruoli più esecutivi, mentre i nuovi modelli organizzativi richiedono altre competenze, come l’autonomia, il lavoro in team». In generale, «c’è un’evoluzione reale del mondo del lavoro che le regole ancora ignorano».

Inoltre, «La diffusione dell’intelligenza artificiale sta portando sempre più gli algoritmi a modificarsi autonomamente, sulla base degli obiettivi programmati. Per questo è sempre più urgente conoscere e contrattare i principi di base del software impiegato. L’algoritmo va verificato e modificato sulla base di un equilibrio tra necessità dell’impresa e diritti del lavoro. Esattamente come si è fatto nei confronti della tecnologia fordista e dell’organizzazione del lavoro taylorista rispetto alle presunte oggettività del sistema ‘Tempi e Metodi’»

1)In Italia

Anche il sistema giuridico italiano ha conosciuto recentemente qualche piccolo, e sperimentale, passo in avanti.

In particolare:

a)il “contratto 4.0”, che  passa attraverso la valorizzazione  della contrattazione territoriale e aziendale.

b)il «coinvolgimento paritetico».

La Legge di Stabilità del 2016 aveva introdotto la possibilità d’ importanti sgravi fiscali e contributivi.             Le limitazioni legate agl’importi massimi (fino a 4.000 euro) potevano essere  superate nel caso in cui l’azienda prevedesse forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori.Con la circolare n. 28/E del 2016, l’Agenzia delle Entrate aveva precisato che, al fine di beneficiare  di tale incremento su cui applicare l’imposta sostitutiva, era necessario che i lavoratori intervenissero, operassero ed esprimessero  opinioni che, in quello specifico contesto, erano considerate di pari livello, importanza e dignità di quelle espresse dai responsabili aziendali che vi partecipavano con lo scopo di favorire un impegno “dal basso” che consentisse di migliorare le prestazioni produttive e la qualità del prodotto e del lavoro

2)La “cogestione alla tedesca”(Mitbestimmung) e l’industria 4.0

In Germania, l’esigenza di una collaborazione fra Stato, Regioni, Imprese e sindacati per  fare fronte alle rapide trasformazioni tecnologiche ha portato alla formazione di  «alleanze», come quelle del        Nordrhein-Westfalen e del Baden-Württemberg per l’industria 4.0.

Molta attenzione viene posta al trattamento giuridico delle innovazioni tecnologiche alla luce della normativa sulla cogestione. Il che ha tra l’altro l’effetto collaterale che esse vengono monitorate con grande attenzione da parte di tutti, con il particolare obiettivo di prevenirne eventuali effetti nocivi e abusi (principio di precauzione). Quest’attenzione è stimolata innanzitutto dal fatto che le decisioni aziendali necessarie per introdurre una nuova tecnologia sono classificate dal legislatore in un modo diverso a seconda della loro natura. Perciò, è necessario innanzitutto, nelle relazioni sindacali e negli organi aziendali, procedere alla loro qualificazione giuridica, per poi decidere con quale procedura debbono essere gestite.

Ecco i diversi livelli di decisionalità attribuiti alla rappresentanza dei lavoratori per le varie categorie di decisioni:

      a)Cogestione «piena» (Orario di lavoro; metodi retributivi; premialità; controlli elettronici; normativa di sicurezza; formazione; modifiche delle competenze; ferie; lavoro di gruppo)

    b)Ruolo consultivo (investimenti; chiusura e ridimensionamento di  unità produttive; cambiamenti organizzativi; introduzione di nuovi processi; programmi di produzione; concezione e configurazione delle postazioni di lavoro)

     c)Diritti d‘ informazione (privacy; piani di carriera; situazione economica)

D.PREPARARE IL FUTURO

Nel corso delle passate legislature, erano stati fatti sforzi in varie direzioni per introdurre nella legislazione italiana forme di partecipazione e di cogestione coerenti con il dettato costituzionale, inattuato dopo ben 71 anni.

-Per ciò che concerne la partecipazione agli utili, Marco Biagi aveva lasciato al Ministero del Lavoro, poco prima della sua morte, un’ottima bozza di proposta di legge, e, in particolare, un dettagliato studio preliminare;

-Per ciò che concerne la partecipazione alla gestione, i vari progetti di legge erano stati unificati dal senatore Ichino in un’unica proposta di legge, il cui principio centrale era che:«1. Le imprese possono stipulare con le organizzazioni sindacali un contratto collettivo volto a istituire una delle forme seguenti di informazione, consultazione, partecipazione, o coinvolgimento dei lavoratori nell’andamento azienda:

  1. a) obblighi di informazione o consultazione a carico dell’impresa stessa nei confronti delle organizzazioni sindacali stesse, dei lavoratori, o di appositi organi individuati dal contratto medesimo, in conformità con il diritto comunitario laddove esso ponga disposizioni vincolanti in proposito;
  2. b) procedure di verifica dell’applicazione e degli esiti di piani o decisioni concordate, anche attraverso l’istituzione di organismi congiunti, paritetici o comunque misti, dotati delle corrispondenti prerogative»

Come dicevamo, questi progetti non hanno conosciuto neppure un iter legislativo completo.

1)Esigenza di un’ azione coordinata per la difesa del lavoro.

I dati sull’ andamento dell’ economia in Italia ed Europa rispetto al resto del mondo indicano una situazione emergenziale, in cui la coesione sociale deve far premio sulla conflittualita’, come dimostrato dal fatto che, il 14 dicembre scorso, la giunta della Regione Piemonte ha addirittura approvato la proposta di candidatura per il riconoscimento di area di crisi industriale complessa dei 112 Comuni del sistema locale del lavoro di Torino.

Come illustrato sopra, la situazione attuale renderebbe necessario un coordinamento di tutte le forze per organizzare la difesa del lavoro in Europa, in Italia e in Piemonte. Un processo di queste dimensioni non riesce a  essere completamente «autodiretto» da imprese e sindacati, perché:

-i capitali provengono ormai in gran parte dal di fuori dell’ Europa;

-il management e i lavoratori (salvo che nelle maggiori imprese) sono     impreparati, tant’è vero che la maggior parte delle imprese italiane non ha neppure usufruito dei vantaggi dell’Industria 4.0.

C’è stata una progressiva riduzione delle risorse disponibili per l’ Industria 4.0

Finora, le legislazioni nazionali, e soprattutto quella europea, non hanno affrontato i nodi più scottanti dell’ Upskilling e dell’ Enhancement

Perciò, trattandosi chiaramente di un fallimento del mercato, tutto il  settore pubblico dovrà  strutturarsi per supportare quest’immane massa di nuove attività, e, in particolare, investimenti europei nei settori di punta e la tutela deoi dati di cittadini, imprese ed Enti pubblici.Tuttavia, il Piano Juncker non ha dato indicazioni significative a questo riguardo, mentre, come noto, la manovra finanziaria italiana ha tutt’altre priorità. Nel 2014, in occasione della elaborazione, da parte di Jean-Claude Juncker, dell‘ omonimo piano, gli avevamo inviato una lettera aperta, poi divenuta il Quaderno „RE-starting EU Economy via Tecnology-Intensive Industries“

Certamente, L’Unione Europea si è attivata recentemente con delle attività a livello europeo, e, in primo luogo, con la formazione di  un’ «Alleanza per l’ Intelligenza Artificiale» sul modello tedesco, e, poi, una  dichiarazione fra gli Stati Membri per la cooperazione nell’ Intelligenza Artificiale, una Tavola Rotonda fra le Istituzioni sullo stesso argomento, e, infine, con la Comunicazione della Commissione sull’ Intelligenza Artificiale.

Tuttavia, nessuna risposta concreta è  pervenuta alla nostra lettera aperta al Presidente Juncker, e, dopo cinque anni,siamo ancora fermi appena a una formulazione di principio e allo stanziamento di fondi senza indicazioni precise di strategie. In particolare, mancano:

-un Ente europeo sul modello del DARPA americano, preposto alle nuove tecnologie;

-un Ente di programmazione;

-una struttura coordinata di  formazione;

-dei gruppi finanziari/industriali dedicati;

-nuove forme di partecipazione adeguate al settore informatico, e alle collaborazioni fra i campioni nazionali e le piccole e medie imprese.

2)Rivendicare un ruolo per la nostra citta’

Torino possiede una tradizione importante nel settore del diritto sociale. Nell’ Ottocento, essa aveva rivestito un ruolo importante nel campo del cristianesimo sociale, con Giulia di Barolo, Don Bosco e Faà di Bruno. Nel ‘900, divenuta la più industrializzata delle città italiane, fu teatro di  violente lotte sociali, vide la firma dell’accordo sulle 8 ore e l’occupazione delle fabbriche, fece oggetto dei dibattiti di Gramsci e Gobetti. Nel 2° Dopoguerra, a Torino fu firmata la Carta Sociale Europea e fu creato il Centro di Formazione dell’Ufficio Mondiale del Lavoro. In Piemonte, avevamo un’Olivetti che costituiva un modello di impresa impegnata nella società per il coinvolgimento dei lavoratori e del territorio, e, allo stesso tempo, un polo di avanguardia dell’ industria informatica.A Torino si verificarono gli scontri di Corso Traiano, ma si ebbe anche la manifestazione dei 40.000. Attualmente, Torino è il palcoscenico su cui si confrontano No Tav e Sì TAV.A Torino si svolge da alcuni anni l’esposizione “A&T”, in cui vengono presentate le più recenti innovazioni nel settore dell’innovazione.

Torino avrebbe tutte le carte in regola, ma anche tutto l’interesse, a ridivenire un polo di elaborazione di proposte per il diritto sociale nelle nuove condizioni socio-economiche.

Per quanto riguarda la Casa Editrice Alpina, la nostra proposta molto concreta è quella di inserire il tema della partecipazione nella società digitalizzata fra i “Baustellen Europas” che stiamo organizzando, d’accordo con la Direzione del Salone, il Movimento Europeo, il Comitato Economico e Sociale e la Confederazione Europea dei Sindacati, al Salone del 2019. Manifestazione a cui invitiamo tutti a partecipare.

 

 

MANIFESTAZIONI DEL MESE DI FEBBRAIO

Per le prossime due settimane, abbiamo promosso con altre organizzazioni e associazioni due importanti manifestazioni, che trattano di due temi di un’ attualità scottante: il 16 febbraio, la questione delle infrastrutture per il commercio internazionale, e, il 23, quella dell’impatto, sul futuro del lavoro, delle nuove tecnologie, e, in particolare, dell’intelligenza artificiale.

In ambo i casi, si tratterà di un approccio radicalmente anticonformistico.

Nel primo ( PUNTO 1), il dibattito in corso circa la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sarà inquadrato, da diplomatici, politici e specialisti, nel suo naturale contesto: quello dell’integrazione economica e culturale del continente eurasiatico. Nel secondo (Allegato 2), il discorso si sposterà, dalla sterile discussione, senza basi fattuali, circa i pretesi benefici o danni, per l’occupazione, della crescente automatizzazione, ad una concreta disamina delle modalità in cui i pubblici poteri, il mondo dell’ impresa e quello del lavoro, agendo di comune accordo, potranno porre sotto controllo la tecnica dispiegata, realizzando un incremento della capacità umane e del benessere e della libertà di tutti, incominciando dal Piemonte, dall’ Italia e dall’ Europa.

 

 1.  SABATO 16 FEBBRAIO, CENTRO STUDI SAN CARLO, VIA MONTE DI PIETA’ 1

ORE 9,30

L’Alta Velocità Torino – Lione è certamente uno dei temi caldi nel dibattito politico in vista delle elezioni regionali ed europee di maggio 2019: capace di incidere sul verdetto delle urne e recentemente oggetto di grandi manifestazioni di piazza. L’Italia, il Piemonte e soprattutto Torino ancora faticano, tuttavia, a capire la portata rivoluzionaria di tale opera, determinante per il ruolo e la prosperità dei sistemi locali e nazionali. In tale scenario si colloca la “Belt and Road Initiative” o nuova “Via della Seta” che prevede la realizzazione di una rete di infrastrutture ferroviarie e marittime atte a collegare Europa ed Oriente lungo sei corridoi transnazionali di cui la TAV rappresenterebbe l’anello mancante di congiunzione.  Un vero e proprio sistema, concepito per rilanciare la connettività infrastrutturale e commerciale della grande massa continentale eurasiatica ed edificare una nuova architettura economico-commerciale. L’Europa, compressa tra due superpotenze quali Stati Uniti e Cina, ha ormai ceduto da tempo il dominio delle infrastrutture tecnologiche più all’avanguardia e quelle fisiche procedono ad una lentezza esasperante in stridente contrasto, ad esempio, con la rapidità decisionale delle Ferrovie Cinesi che, avviate nel 2002 sono arrivate ormai alle soglie dell’Europa.

Introduce RICCARDO LALA (Alpina)

Modera STEFANO COMMODO (Rinascimento Europeo)

Partecipano:

Cesare Italo ROSSINI, Presidente Fondazione SLALA, Sistema Logistico Integrato del Nord-Ovest d’Italia

Riccardo GHIDELLA, Presidente Nazionale UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) Bartolomeo

GIACHINO, Presidente “Sì Lavoro, Sì Tav”

S.E. Alberto BRADANINI, già Ambasciatore d’Italia a Pechino

Francesco BALOCCO, Assessore ai Trasporti, Infrastrutture e Opere Pubbliche Regione Piemonte

Maurizio MARRONE, Dirigente nazionale Fratelli d’Italia

MARZIA Casolati, Senatrice Lega e Segretaria 14a Commissione Permanente (Politiche dell’ Unione Europea)

Andrea Tronzano, Consigliere Regionale Forza Italia

 

2.  23 FEBBRAIO, UNIONE INDUSTRIALE, SALA PIEMONTE, VIA VELA 17

INDUSTRIA 4.0: PARTECIPAZIONE E COGESTIONE DEI LAVORATORI NELL’IMPRESA NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il convegno vuole costituire uno stimolo per la società civile italiana, di cui Torino è stata città simbolo in molte fasi delle sua storia, nell’ affrontare il tema, oggi sempre più attuale, della sfida che l’intelligenza artificiale pone alle forme consolidate di modello sociale europeo e di partecipazione nell’ impresa.

In particolare, si tenterà d’individuare un ruolo attivo per il mondo del lavoro nelle nuove forme di organizzazione economica (Impresa 4.0, Industria 5.0), con particolare riferimento alle evoluzioni legislative in Italia e in Europa e al ruolo delle parti sociali e dei pubblici poteri nel rispondere a queste sfide sui vari piani: culturale, legislativo e contrattuale.

L’attenzione su questi temi è stata riproposta anche dall’ enciclica “Laudato sì”, ultimo anello del corpus della Dottrina Sociale della Chiesa, sollecitando ulteriori riflessioni sull’Intelligenza artificiale e sulla inclusione del mondo del lavoro nell’economia informatizzata.

Sabato 23 febbraio 2019 – ore 8.30, Sala Piemonte

Centro Congressi dell’Unione Industriale, Via Vela 17, Torino

Programma

Ore 8.30 Accoglienza e registrazione partecipanti

Ore 9.00 Saluti:

Massimo Richetti, responsabile Servizio Sindacale dell’Unione Industriale di Torino

Alberto Sacco, Assessore al Lavoro Comune di Torino

Gianna Pentenero, Assessore al Lavoro Regione Piemonte

Relazioni introduttive:

Ore 9.30 Alberto Acquaviva, presidente dell’associazione Europa Nazione Cristiana:

Cenni storici sulla Dottrina Sociale della Chiesa

Ore 9.45 dott. Riccardo Lala, manager ed editore: Panorama legislativo, tecnico e giuridico, nazionale ed europeo

Ore 10.15 prof. Ezio Sciarra, ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara: Soluzioni per salvare il lavoro al tempo della robotica

Ore 10.45 dott. Riccardo Ghidella, presidente nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti): UCID e la priorità per lo sviluppo in Italia

Ore 11.15 Tavola rotonda con i rappresentanti del mondo dell’impresa e del sindacato:

Erminio Renato Goria, presidente regionale dell’UCID Piemonte

Alberto Carpinetti, presidente dell’UCID Torino

Alessandro Svaluto Ferro, direttore Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Torino

CGIL: Cinzia Maiolini, responsabile nazionale Ufficio Progetto Industria 4.0 – CISL: Antonio Sansone, segretario regionale Fim Piemonte – UIL: Dario Basso, Segreteria con delega Industria 4.0 – UGL: Francesco Paolo Capone, segretario generale

Ore 12.30 Intervento del Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,  on. Claudio Durigon

Ore 13.00 Chiusura del lavori

Modera: dott. Ezio Ercole, vicepresidente dell’ Ordine dei Giornalisti del Piemonte

INTERVENITE NUMEROSI!